In un mondo sempre più informatizzato e con mille occhi rilevatori (e rivelatori) il ruolo della raccolta e dell’analisi dei dati diventa fondamentale per organizzare e gestire luoghi di lavoro, imprese e anche  città. Possiamo affermare senza alcun timore di smentita che ormai Big data e smart cities sono due concetti che vanno di pari passo, in grado di camminare indipendentemente e sia all’interno della cosa pubblica sia nel racconto di una città.

Big Data e Smart Cities un matrimonio vantaggioso

Il potenziale che hanno i Big Data di migliorare la qualità della vita di una comunità, rendendo le infrastrutture più efficienti e sostenibili, sta superando agilmente i timori persistenti sui costi delle smart city.  Lo studio di Black & Veatch appena pubblicato: Smart Cities & Utilities Report rivela importanti progressi nell’analisi dei dati, nella mobilità elettrica e nei sistemi di comunicazione di prossima generazione. Tutti elementi che già oggi influiscono sensibilmente nello sviluppo delle smart city.

Big Data e Smart Cities, come cresce una città

Il rapporto del 2018 esplora il panorama attuale degli sforzi compiuti dalle “città intelligenti” e misura il mutamento del coinvolgimento tra i principali gruppi di stakeholder, i servizi pubblici e i fornitori di tecnologia. Gli esperti di Black & Veatch hanno esaminato come le esclusive collaborazioni con le comunità e gli approcci di finanziamento innovativi stiano guidando progetti smart city in Arizona, Seattle e San Diego che mostrano che è possibile gestire e vivere in un’infrastruttura più intelligente.

Big Data e Smart Cities

Il trasporto: la prima chiave per interpretare l’intelligenza di una città

Spinti dalle preoccupazioni per il cambiamento climatico, i principali mercati automobilistici come la Cina, la Francia e il Regno Unito hanno annunciato piani per ridurre o eliminare la tradizionale tecnologia dei motori a combustione interna, cercando al tempo stesso modi per spostare le persone in modi più efficienti. La nuova tecnologia sta cambiando il volto dei trasporti: le vendite di veicoli elettrici stanno aumentando, insieme alle infrastrutture che li supportano; il car sharing sta trasformando i mercati dei trasporti urbani; e gli autobus più ecologici stanno ridisegnando il trasporto urbano. “Il 2017 ha segnato un punto di svolta per le smart cities”, ha affermato Fred Ellermeier, Vice Presidente e Managing Director di Connected Communities di Black & Veatch e Presidente in carica di Atonix Digital. “I programmi pilota per organizzare una infrastruttura basata sull’analisi dei dati continuano a dimostrare successi incoraggianti. Sul lungo termine la capacità di analizzare il modo in cui tutti i sistemi – energia, acqua, trasporti, sicurezza pubblica dialogano tra loro produrrà dei benefici innegabili.” 

Big Data e Smart Cities

Qualche problema esiste

Il rapporto Black & Veatch rileva il principale problema nella gestione dei dati: i sistemi di raccolta dei dati restituiscono informazioni, ma le città ancora non riescono a confrontarsi con la gestione e l’analisi data l’impressionante quantità di dati prodotti dai dispositivi IoT.  “Spostare le iniziative di smart city a un livello superiore non sarà facile, specialmente se i leader delle comunità continueranno a confrontarsi con un pubblico scettico“, ha dichiarato John Chevrette, presidente della divisione di consulenza manageriale di Black & Veatch. Con la pianificazione, il supporto e la comprensione, combinati con la visione e la collaborazione, le città possono trsformarsi in smart cities e garantire un futuro più resiliente e sostenibile”.

E in Italia?

Nel rapporto tra Big Data e Smart Cities è interessante notare come si stia evolvendo il nostro Paese. Un esempio di innovazione arriva – con una novità proprio di queste ultime settimane – da Venezia. La città avrebbe infatti messo a punto un sistema misto di telecamere, sensori laser ed infrarossi capaci di puntare le persone presenti in città in quel momento e contarle in tempo reale. Questa innovazione che a pieno regime sarà capace di aiutare a gestire le folle e le piazze sarà utilizzata in via sperimentale durante il Carnevale, la prima delle grandi festività dell’anno a portare in laguna decine di migliaia di visitatori.

Big Data e Smart Cities

Un passo in avanti

Dovrebbe essere un passo in avanti significativo rispetto ad altri sistemi adottati in passato: l’anno scorso, riferisce l’assessore al Turismo Paola Mar al sito Venezia Today, un test simile era stato affidato a Tim e Vodafone, che hanno contato le presenze attraverso le celle agganciate dai cellulari. I dati, però, arrivavano in ritardo. Il nuovo sistema invece garantisce numeri in tempo reale e, proprio in questi giorni, il sindaco Luigi Brugnaro sta valutando assieme alla società Venis in quali punti collocare gli “occhi” elettronici. L’amministrazione ha annunciato che non si tratta dell’unico sistema in fase di sperimentazione: almeno altre tre realtà sono pronte a provare strade diverse, tecnologie che saranno perfezionate nel corso dell’anno. Tutto, per ora, senza spese a carico della città. Alla fine, nelle intenzioni della giunta, dovrà essere possibile limitare gli accessi in area marciana oltre un certo limite di persone. Con semafori o altre sistemi, si vedrà.

Quello dei big data e delle smart cities è un argomento che non possiamo considerare di secondo piano. L’internet delle cose ormai è in grado di catturare migliaia di informazioni. Serve come sempre soltanto la possibilità di interpretare questi numeri e di utilizzarli per costruire qualcosa di positivo, per rendere le nostre città un posto migliore dove vivere. Migliore e intelligente, ovviamente.

Condividi l'articolo
La discussione è regolata dalle seguenti Policy