La riduzione del costo dell’energia solare può avere effetti positivi sulla diffusione delle energie rinnovabili nel mondo. Lo dimostra il caso dell’India dove l’abbassamento del costo dei pannelli solari, dovuto ai progressi tecnologici, ha comportato un rapido decremento dei prezzi nel 2017, rispetto agli anni precedenti.

Analizziamo il caso più da vicino e cerchiamo di capire le motivazioni alla base di questo processo, per comprendere quanto sia replicabile in altri Paesi del mondo.

Costo dell’energia solare: il caso dell’India

A maggio del 2017, l’India ha raggiunto il proprio record per la tariffa dell’energia solare, diminuita circa del 73% rispetto al 2010. La riduzione è avvenuta grazie alla presenza di pannelli solari sempre più evoluti dal punto di vista tecnologico.

Inoltre si stima che nei prossimi anni la produzione di energia da fonti rinnovabili in India aumenterà sempre di più, a discapito delle tradizionali fonti fossili, raggiungendo un incremento del 49% entro il 2040, grazie all’utilizzo di batterie sempre più efficienti che riescono ad immagazzinare l’energia del sole, per utilizzarla nei periodi dell’anno in cui le condizioni climatiche sono avverse.

Si garantisce così una maggiore flessibilità di utilizzo e una maggiore possibilità di impiego dell’energia solare che produrrà una riduzione del 66% dei costi energetici, come attesta il report Bloomberg New Energy Outlook 2017.

Queste le parole di Seb Henbest, uno degli autori del report:

Il report di quest’anno suggerisce che il passaggio all’utilizzo di fonti green per il sistema elettrico nel mondo è inarrestabile, grazie al rapido calo dei costi per solare ed eolica e un ruolo sempre più importante svolto dalle batterie, comprese quelle per i veicoli elettrici, che contribuiscono a bilanciare il rapporto tra l’offerta e la domanda.

Come è riuscita l’India a ridurre il costo dell’energia solare?

La risposta è nei pannelli solari: la tecnologia sempre più evoluta, unita alle grandi economie di scala permette di abbattere i costi energetici. I volumi di energia solare prodotta e immagazzinata grazie alle batterie collegate ai pannelli solari è aumentata tra il 10% e il 30% ogni anno, negli ultimi 10 anni.

Con una vendita che ha margini di profitto prossimi allo zero, la Cina continua a sovvenzionare la produzione e l’esportazione di pannelli solari, guadagnando quote nel mercato globale: di questo processo, l’India è uno dei principali beneficiari.

La maggiore disponibilità di energia solare sta portando alla costruzione costante di nuovi impianti che producono pannelli solari e questo sta accelerando il progresso tecnologico: impianti di pochi anni fa risultano già obsoleti e la scelta spesso è tra l’aggiornamento delle tecnologie utilizzate o la vendita a prezzo scontato dei pannelli prodotti con le tecnologie precedenti. In questo modo, il costo dei pannelli solari in India negli ultimi due anni si è praticamente dimezzato.

La riduzione del costo dei pannelli solari in India è sicuramente un fattore chiave dell’aumento di energia solare ma non è l’unico. In India infatti il quadro delle policy relative alle energie rinnovabili, a differenza di quanto accade in molti Paesi, è molto chiaro e trasparente, e questo fornisce agli investitori un valore in più nella scelta di investire. All’aumento degli investimenti corrisponde ovviamente una maggiore possibilità di sviluppo di soluzioni tecnologicamente più avanzate.

La riduzione dei costi del solare ha beneficiato poi anche di un calo del debito pubblico. Il costo del debito pubblico, e quindi delle tasse, è una voce importante nel determinare i costi dell’energia solare, perché questi, una volta che gli impianti sono stati realizzati, sono quasi prossimi allo zero.

Svolta verso l’energia solare in India: ci sono ancora molti passi sono da fare

È fuori discussione che i prezzi raggiunti dall’energia solare, in questo periodo in India, sono più bassi di quelli dell’energia prodotta da fonti fossili. Se però si considerano insieme i costi dell’energia solare e delle batterie per immagazzinarli, questi sono nel complesso maggiori rispetto ai costi delle energie tradizionali.

Inoltre, la strada da fare per l’affermazione del rinnovabile in India è ancora lunga, poiché le percentuali di utilizzo del solare nel Paese sono ancora molto basse: per il momento il solare è impiegato solo all’1%, come supporto ai cali di potenza che si realizzano durante la giornata, quando le industrie sono nel pieno dei loro processi produttivi. Per essere realmente valide e competitive, le fonti rinnovabili dovrebbero avere un impiego maggiore.

Per questo motivo è importante che l’India continui a lavorare per lo sviluppo del rinnovabile, puntando anche su altri settori, come la biomassa, l’energia eolica e idroelettrica. A questo proposito potrebbero essere utili anche connessioni internazionali di tipo politico con i Paesi vicini, come lo Sri Lanka, il Nepal e il Bangladesh.

Insomma, la strada da percorrere è ancora lunga, ma il caso dell’India  mostra che l’utilizzo del solare al posto delle fonti di energia tradizionale è non solo possibile ma anche concretamente vicino. In India come nel resto del mondo.

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