Vivere una vita da consumatore critico e responsabile e al tempo stesso adottare uno stile di vita consapevole è difficile, ma è probabilmente ciò a cui ognuno di noi dovrebbe tendere per fare di questo mondo un posto migliore dove vivere e dove crescere sia come individui sia come collettivo.
Per venire incontro a queste esigenze moderne, quattordici anni fa è nata a Milano, realizzata dall’associazione Terre di Mezzo “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita consapevoli.

Fa’ la cosa giusta!

La quattordicesima edizione nazionale di Fa’ la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita consapevoli, organizzata da Terre di mezzo Eventi, si è chiusa domenica 12 marzo a Milano, facendo registrare oltre 70 mila presenze, la maggior parte delle quali particolarmente concentrate nella giornata di domenica.Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita consapevoli si è chiusa domenica 12 marzo a Milano

I numeri dell’edizione appena termina

Sono stati 700 gli espositori che con uno stand hanno potuto raccontare la loro storia spalmandola su oltre 32 mila metri quadrati di spazio espositivo. Ci sono state 11 sezioni tematiche dallo street food all’abitare green passando per la mobilità sostenibile e il turismo responsabile e ben 6 aree speciali.

Dal nazionale al locale: piccole Cose giuste crescono

La manifestazione è realizzata da Terre di mezzo Eventi ed è ormai un evento e riconosciuto a livello nazionale che dal 2004 cresce ogni anno per numero di visitatori, espositori e interesse dei media e da qualche hanno produce anche delle piccole edizioni locali che attualmente si svolgono a Torino, Trento, Perugia e Palermo. Le finalità di Fa’ la cosa giusta! sono il far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita consapevoli si è chiusa domenica 12 marzo a Milano

Appuntamenti per ogni gusto: dal vegan a Beppe Severgnigni

Oltre 400 gli appuntamenti nel programma culturale curato e gestito dallo scrittore Gabriele Dadati, dai mini-corsi di cucina vegan fino ai laboratori di produzione di saponi, passando per gli incontri con camminatori, giornalisti, scrittori e amministratori locali.
Tra le iniziative più partecipate: il mini-corso di cucina tenuto dallo chef Simone Salvini, l’incontro con i “viaggiatori seriali” Marco Maccarini, Andrea Polidoro, Claudio Pelizzeni e Paolo Cignini ed Elisabetta Cerea, sul tema del “cambio vita” e l’intervista-dialogo di Beppe Severgnini a Diego Piacentini che dopo 30 anni passati tra Apple ed Amazon ha deciso di lavorare gratuitamente per due ann per il governo italiano per contribuire allo sviluppo della digitalizzazione.
Ben 120 amministratori locali hanno affollato gli appuntamenti della Scuola delle buone pratiche, organizzata da LegAutonomie e Terre di mezzo, in collaborazione con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia e ci sono state diverse sessioni di lavoro dedicate al tema della bellezza come strumento di rigenerazione del tessuto sociale ed economico. Oltre 5 mila persone hanno visitato “I volti dietro le merci: storie e valori del commercio equo e solidale”, la mostra dedicata ad una delle forme più efficaci dell’economia solidale, declinata in 26 stendardi di tessuto che affrontano la storia, i numeri, i valori, le pratiche, i protagonisti del commercio equo e solidale. Le istituzioni sono state presenti in maniera rilevante; c’è stata la partecipazione della  Regione Lombardia, della Regione Sicilia, dell’ Umbria e del Comune di Milano.

Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita consapevoli si è chiusa domenica 12 marzo a Milano

La scuola di oggi, i consumatori di domani

A Fa’ la cosa giusta! hanno partecipato più di cento scuole, dai piccoli delle scuole dell’infanzia, fino ai ragazzi delle superiori, per un totale di quasi 3 mila studenti che ci piace pensare essere 3 mila piccoli semi di responsabilità piantati nei cittadini di domani.

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