Dalle scie chimiche, regine delle fake news all’inquinamento dei voli aerei sbattuto in prima pagina il passo non è poi così lungo… anzi. Solo che stavolta si tratta di una notizia verificabile. Da verificare poi, col tempo, se si tratta anche di dati certi e applicabili in scala a tutto il nostro ecosistema.

Inquinamento dei voli aerei, una domanda secca

Domanda: Se vi dicessero che un metodo infallibile per inquinare di meno e aiutare il pianeta fosse viaggiare meno cosa fareste? Se vi dicessero che limitando i vostri viaggi limitereste anche l’inquinamento dei voli aerei? Bella domanda vero? Per fortuna non dovete rispondere ora… però forse vi interesserà continuare a leggere.

Inquinamento dei voli aerei

Una domanda da Pulitzer

Si tratta di una domanda che si è fatto anche il noto scrittore (vincitore tra i tanti riconoscimenti ricevuti anche di un Premio Pulitzer) Jack Miles. Nel 2015, Miles ha contribuito alla stesura di Bending the curve  un rapporto sulla stabilità climatica realizzato  dall’Università della California. In quel documento, l’apporto dato dall’autore è stato in un certo senso di “semplice” storytelling, ovvero a lui è stato dato l’incarico di comunicare la sensibilità delle questioni climatiche in maniera motivazionale e coinvolgente, per cercare di attrarre sul carro i lettori indecisi sulla questione.

Inquinamento dei voli aerei e storytelling

In un articolo pubblicato dal Washington Post a novembre scorso, Miles traccia un fondamentale cambiamento comportamentale che l’uomo dovrebbe fare suo e lo comunica già nel titolo del pezzo che tradotto più o meno dovrebbe suonare come: ” Per amore della terra, smetti di viaggiare “. Nell’articolo, Miles racconta di come come ha utilizzato un calcolatore online fornito da un’organizzazione no profit svizzera per determinare l’impronta di carbonio che avrebbe contribuito a creare partecipando a un viaggio in Marocco.

Inquinamento dei voli aerei

Inquinamento dei voli aerei… diamo i numeri

Sulla base dei suoi calcoli fatti dallo scrittore i voli di andata e ritorno per lui e sua moglie stavano generando 7,6 tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Per capire l’importanza di questo dato basta fare un confronto notare che i due generano un’impronta di carbonio annuale di circa 14,9 tonnellate attraverso le loro normali attività annuali, come l’utilizzo di elettricità, il trasporto via terra e lo smaltimento dei rifiuti. In altre parole, un singolo viaggio in aereo aumenterebbe l’impronta di carbonio di Miles per l’anno di oltre il 50% . O per dirla come lo direbbe lo scrittore Pulitzer: “Il danno che abbiamo fatto con un viaggio internazionale ha sicuramente neutralizzato tutto il bene che abbiamo fatto nel corso dell’anno come riciclatori, eco-consumatori e contribuenti finanziari alle organizzazioni ambientali“.

Inquinamento dei voli aerei

Quindi cosa fare per combattere l’inquinamento dei voli aerei?

Chi deve volare può contribuire alla causa ad esempio viaggiando in pullman, prenotando attraverso le compagnie aeree che utilizzano biocarburanti o effettuando dei voli senza scalo. Volendo si possono anche acquistare delle compensazioni di carbonio per voli, essenzialmente donando una somma di denaro corrispondente al danno causato dal proprio piano di viaggio magari a una società senza scopo di lucro o una società focalizzata su iniziative ambientali. Alcune compagnie aeree, come Delta, United e JetBlue, consentono di acquistare queste compensazioni direttamente sui loro siti. Insomma una soluzione c’è già, resta da capire quanto serva (sicuramente non fa male!) adottare misure così drastiche in un contesto sicuramente importante ed inquinante ma che al momento vale il 2.3% delle emissioni globali.

Quindi tornado alla domanda iniziale: cosa fareste se vi dicessero che limitando i vostri viaggi limitereste anche l’inquinamento globale?

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