Gli edifici verdi che riducono i consumi energetici e le emissioni di carbonio stanno dando un contributo al contenimento dell’impatto ambientale del costruito e, diciamolo, vanno molto di moda. Ma non bastano. Il grande colpevole è il carbonio, quello emesso quando i prodotti per l’edilizia vengono estratti, prodotti e trasportati e che rappresenta circa il 10% delle emissioni globali. Se pensiamo che entro il 2030 l’ambiente costruito è destinato a raddoppiare, è chiaro che gli edifici rappresentano una delle minacce più grandi per il clima. Ed è altrettanto chiaro che è necessario investire in una nuova sostenibilità architettonica.

Oltre il green building

Ora più che mai, il contributo che nuovi modelli costruttivi possono offrire alla risoluzione della questione climatica, è enorme. Grazie alla biomimetica e a diverse innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, è possibile estrarre enormi quantità di carbonio dall’atmosfera, incorporandolo nel costruito. Nei muri, nei tetti, nelle fondamenta e nei sistemi di isolamento degli edifici.

“The New Carbon Architecture”, un saggio per una nuova sostenibilità architettonica

A farci fare un tour virtuale all’interno di questo mondo in divenire, dove alcune innovazioni nel campo dell’edilizia e dell’architettura stanno ridisegnando una nuova sostenibilità architettonica è un volume, intitolato The New Carbon Architecture: Building to Cool the PlanetNew Carbon Architecture: Building to Cool the Planet”, che porta la firma di Bruce King, che è stato un ingegnere strutturale per trentacinque anni ed è ora il fondatore e direttore dell’Ecological Building Network (EBNet).

Tradurre in concetti semplici uno scenario complesso

Torri per uffici costruite con avanzati sistemi in legno, nuovi calcestruzzi a basse emissioni di carbonio, blocchi costruttivi realizzati a partire dalla plastica raccolta negli oceani, sistemi isolanti ricavati dal micelio. Sono queste, e molte altre, le innovazioni di cui si parla nel saggio e, aspetto interessante, lo si fa con estrema semplicità. L’obiettivo del volume, un tomo di sole circa 180 pagine, ricche di figure e grafici, è proprio quello di ‘sdoganare’ alcuni tecnicismi, di tradurre in modo semplificato alcune delle innovazioni tecnologiche che potrebbero essere alla base di un modello di nuova sostenibilità architettonica.

Viaggio nel nuovo mondo delle costruzioni

Il taglio è quasi narrativo. O meglio, discorsivo. Dove le argomentazioni e gli spunti di riflessione arrivano da alcuni fra i maggiori esperti del settore, che King ha persuaso non solo a sintetizzare il loro lavoro ma di farlo semplificando al massimo i concetti. Il risultato è un viaggio all’interno del nuovo mondo delle costruzioni, fatto di opportunità e scenari, più o meno concreti, che potrà stimolare architetti, ingegneri, costruttori e politici, così come meravigliare chiunque.

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Catturare la CO2 in eccesso

Cos’è questa New Carbon Architecture, che King definisce anche come un modello di ‘building out of the sky’, dove per ‘costruzione fuori dal cielo’ si intendono tutte quelle metodologie che consentono di recuperare alcuni elementi naturali, come il carbonio presente nella CO2 o la luce del sole e l’acqua, per attivare alcuni processi, come quelli della fotosintesi, che possono essere alla base della produzione di nuovi materiali da costruzione. In questo caso, questi materiali potrebbero essere veramente a zero emissioni di carbonio o a carbonio negativo e in più contribuirebbero a ridurre i quantitativi di carbonio presenti nell’atmosfera.

Basta parlare solo di efficienza energetica

King non ha nulla contro il carbonio. Tutti noi siamo fatti anche di carbonio. Ma il problema è sempre l’eccesso e la presenza di un elemento nel posto sbagliato: in questo caso il ‘male del secolo’ è il biossido di carbonio, la nota CO2.

In vista dell’obiettivo di realizzare solo edifici carbon neutral al 2050, spiega Erin McDade, Architecture 2030 e 2030 Challenge for Products Lead, a cui è affidato il primo capitolo del saggio, non è sufficiente investire in edifici che puntino esclusivamente al massimo dell’efficienza energetica. Andrebbero ripensati i meccanismi di analisi del carbonio e i processi di progettazione, valutando le emissioni nell’intero ciclo di vita di un edificio.

Il ruolo cruciale della riqualificazione

Viene poi affrontata la tematica della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sulla quale si dovrebbe, secondo Larry Strain dello studio Siegel & Strain Architects, investire molto di più di quanto si stia facendo. Per due ragioni, principalmente. Innanzitutto perché riqualificare un immobile significa migliorarne le prestazioni, anche in un’ottica di riduzione delle emissioni che vengono continuamente rilasciate da qualsiasi edificio. Poi, perché gli interventi di una nuova costruzione prevedono necessariamente un quantitativo di energia, risorse ed emissioni nocive nettamente superiore rispetto a dei lavori di recupero.

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Nuovi materiali

Gran parte del volume è chiaramente dedicato ai materiali, attorno ai quali può fondarsi l’idea di una nuova sostenibilità architettonica. Il legno è, soprattutto sul fronte della cattura del carbonio, sicuramente il materiale che la fa da padrone. Ma, attenzione. Se per costruire in legno si finisce per disboscare foreste che catturerebbero quantitativi di CO2 nettamente superiori a quelli di un edificio, è chiaro che il paradigma non vale. Ecco perché è importante parlare della necessità di utilizzare legname raccolto e certificato in modo sostenibile.

Non solo legno, e non solo materiali naturali

Non c’è soltanto il legno, quando parliamo di materiali costruttivi sostenibili. Ci sono la paglia, la canapa o alcune fibre naturali che in realtà sono molto più abbondanti in natura e sono in grado di sequestrare quantitativi di CO2 che altrimenti si disperderebbero in atmosfera.

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Materiali naturali, quindi. Ma non solo. Le innovazioni tecnologiche sono alla base della nuova sostenibilità architettonica e secondo King la ricerca andrebbe incoraggiata in ogni modo. Come quella inerente nuovi prodotti cementizi, decisamente più sostenibili rispetto al tradizionale calcestruzzo e in alcuni casi dotati anche di alcune caratteristiche cattura-carbonio.

Aprirsi all’idea di una nuova sostenibilità architettonica

Il panorama illustrato da King è invitante e promettente. E spinge anche a riflettere su quanto fermento ci sia attorno al green building e sul fatto che forse la tematica dell’efficienza energetica abbia preso il sopravvento in un dibattito dove le strade percorribili invece potrebbero essere diverse.

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