I colibrì non volano come tutti gli altri uccelli. Sono piccoli, piccolissimi, ma possono essere anche velocissimi: basti pensare che in picchiata questi uccelli sono in grado di raggiungere i 45 chilometri orari. Ma non è tutto qui. I colibrì, come conseguenza di particolari adattamenti della loro struttura muscolare e scheletrica, sono capaci di battere le ali in tutte quante le direzioni. Questo significa che sono in grado di effettuare senza alcun problema il volo stazionario, ma non solo: unici fra tutti gli uccelli, questi volatili possono anche volare all’indietro. La particolare modalità di volo dei colibrì ha sempre destato molta curiosità, ma c’è qualcuno che ne è rimasto affascinato più degli altri: parliamo di Anis Auonini, padre del progetto Biomimic Wind Converter. Pensavate forse di aver visto tutti i tipi possibili di pale eoliche? Il lavoro di Aouini vi farà cambiare idea.

Pale eoliche con movimento lineare a ‘8’

Le pale eoliche disegnate da Aouini e realizzate dalla compagnia tunisina Tyer Wind imitano il volo dei colibrì, così da sfruttare il vento in modo totalmente diverso dai classici impianti. Prima di tutto, le pale eoliche sono due, e invece di roteare, oscillano nell’aria tracciando degli immaginari ‘8’ nell’aria, proprio come fanno i colibrì durante il loro volo stazionario. La peculiarità di questo tipo di moto è quello di poter catturare energia sia nella fase ascendente che in quella discendente: questo movimento lineare viene poi convertito internamente in una rotazione, azionando così un asse rotante all’interno della turbina. Ognuna delle due pale eoliche in carbonio è lunga 1,6 metri, così da falciare un’area complessiva di 1,1 metri quadrati di aria.

pale eoliche

Due pale, anzi due ali, oppure due vele

Le modalità per trasformare l’energia del vento in elettricità, dunque, sembrano essere più di una: lo scopo delle pale eoliche di Aouini, invece di sfruttare la direzione lineare delle correnti, sarebbe quello di sfruttare più energia possibile, grazie agli 1,5 metri quadrati di superficie di ognuna delle due ‘ali’. Il principio, da questo punto di vista, è abbastanza simile a quello che permette il funzionamento delle vele delle imbarcazioni, ovvero la trasformazione controllata dell’energia cinetica in energia meccanica.

Per una maggiore densità degli impianti

I prototipi della Tyer Wind con queste particolari pale eoliche, per ora, arrivano ad una potenza di 1 kW, confermandosi così di poco inferiori alle normali turbine ad uso domestico. Non per questo, però, il loro futuro è nero, anzi. Questo tipo di tecnologia potrebbe infatti essere sfruttato per realizzare impianti di maggiori dimensioni, sia nell’entroterra che offshore: il vantaggio di queste pale eoliche sarebbe quello di permettere una maggiore densità a parità di superficie, essendo infatti possibile posizionare le singole turbine a distanze ridotte. Oltre a tutto questo, il peculiare movimento a 8 garantirebbe degli impianti meno rumorosi di quelli classici a elica, oltre che rispettare maggiormente il volo degli uccelli. In ogni caso, questi prototipi sono ancora nella fase dei test, in Tunisia: solo quando la loro efficienza e la loro resistenza saranno state valutate integralmente potremmo farci un’idea concreta delle loro potenzialità.

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