TUTTI GLI OLEODOTTI DEVONO ESSERE MONITORATI. La magistratura ha deciso il sequestro di un oleodotto della zona di Civitavecchia – Fiumicino, dopo che il WWF un paio di mesi fa ne aveva segnalato la pericolosità ambientale. Il sequestro è stato effettuato dai carabinieri al termine dell’indagine che ha evidenziato sversamenti di cherosene per 6 chilometri, su terreni e acque superficiali lungo il Rio Palidoro e il Rio Tre Cannelle, con conseguente moria di pesci, uccelli e mammiferi acquatici. Lo sversamento è stato riconosciuto come “crimine di natura” che, viste le precarie condizioni di manutenzione dell’oleodotto e la mancanza di adeguati sistemi di sicurezza e monitoraggio, continua a ripetersi. Oltre però alla semplice incuria è anche crescente il fenomeno legato ai furti di combustibile. L’ENI infatti sta testato un nuovo sistema di monitoraggio, ma secondo il WWF: «tutti gli oleodotti nazionali che attraversano le aree naturali sensibili e in particolare quelle protette o con alta valenza di produzione agroalimentare», dovrebbero adottare un sistema in grado di garantire un efficace monitoraggio.

IL WWF RIMANE IN ALLERTA. Secondo il WWF questo problema dovrebbe essere risolto dal Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico, attraverso un programma pluriennale che rinnovi da un punto di vista tecnologico tutti i vecchi oleodotti che si trovano sul territorio nazionale. Secondo Riccardo Di Giuseppe, responsabile delle Oasi WWF di Fregene e Maccarese, una delle tre aree inquinate dal cherosene: «La decisione conferma l’attuale assenza di un adeguato sistema di controllo contro eventuali furti o danni strutturali. È un’occasione per ribadire che ci sono stati danni ingenti alla flora e alla fauna, oltre alla salute dei cittadini, in un territorio a forte vocazione agricola e turistica. Rimaniamo vigili sugli sviluppi della vicenda e alla Conferenza dei Servizi monitoreremo con scrupolo i Piani di caratterizzazione e della bonifica vera e propria dell’area colpita dallo sversamento di cherosene».

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