Un viadotto
Inquinamento

Inquinamento: nel ghetto l’aria è peggiore

SMOG E CLASSE SOCIALE. Discariche, strade trafficate, fabbriche: chi può permettersi di vivere lontano da queste strutture nocive per la salute lo fa senza pensarci due volte. Difficilmente un uomo ricco sarà disposto a vivere di fronte ad un inceneritore. Le classi meno abbienti, al contrario, raramente possono permettersi una simile scelta. Non ci sono però mai state delle vere e proprie cifre per quantificare questa disparità ambientale. Uno studio dell’Università del Minnesota fa luce su quanto il reddito e il colore della pelle pesino sull’aria che respiriamo.

LE MINORANZE E L’INQUINAMENTO. La ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, dimostra matematicamente come negli Usa i poveri e le minoranze siano più esposti al biossido di azoto. Questo gas, prodotto dagli scarichi delle automobili e dalle emissioni industriali, causa problemi cardiaci e respiratori. I suoi effetti distruttivi sono però tutt’altro che omogenei sulla popolazione americana: i ricercatori hanno infatti scoperto che i neri respirano mediamente il 38% di biossido di azoto in più rispetto ai bianchi., Il divario si acuisce inoltre prendendo in esame le grandi città.

LA MAPPA . Per trovare il nesso tra classe sociale e presenza di azoto inquinante, gli studiosi dell’Università del Minnesota hanno utilizzato dati satellitari e informazioni territoriali. Incrociando la presenza di autostrade, impianti industriali, discariche e vegetazione con le informazioni sui centri abitati delle varie zone, hanno quindi costruito una mappa. È stato così possibile paragonare la quantità di inquinamento inalato dalla middle class e la quantità patita dalle minoranze a basso reddito. Come ha commentato Julian Marshall, professore dell’ateneo americano, «il livello di disparità che abbiamo visto sulla mappa ha probabilmente implicazioni sulla salute della popolazione».