Simbolo plastica

Simbolo riciclo plastica: qual è e i 7 codici da leggere

Aggiornato il 19 agosto 2026

Il simbolo riciclo plastica è un triangolo, spesso disegnato come tre frecce, che racchiude un numero da 1 a 7. Quel numero identifica il polimero, non la riciclabilità: dice di quale materiale è fatto l’imballaggio, non se puoi buttarlo nella plastica. In Italia la regola pratica è più semplice di quanto sembri. Secondo COREPLA, il consorzio nazionale per il riciclo degli imballaggi in plastica, tutti gli imballaggi in plastica vanno nella differenziata, qualunque sia il codice. Nel 2024 l’Italia ne ha riciclati 1,13 milioni di tonnellate, secondo i dati CONAI.

Come leggere il simbolo: il triangolo e il numero

Il codice che vedi stampato sul fondo di bottiglie e vaschette si chiama Resin Identification Code (RIC), cioè codice di identificazione della resina. Lo ha creato la Society of the Plastics Industry (SPI) statunitense nel 1988 e oggi è gestito dallo standard ASTM D7611. La struttura è sempre la stessa: un numero al centro, da 1 a 7, con la sigla del materiale sotto. Il numero va da 1 a 7 e ogni cifra corrisponde a una famiglia di plastica.

Attenzione a un equivoco diffuso: il triangolo con il numero non è una promessa di riciclabilità. Serve a chi seleziona e ricicla per riconoscere il materiale. Un altro particolare da sfatare: il colore del simbolo non ha alcun significato. Bianco, verde o nero cambiano solo per ragioni grafiche, non tecniche.

I 7 codici della plastica, uno per uno

I sette codici seguono la classificazione descritta da COREPLA e ripresa a livello europeo dalla Decisione 97/129/CE della Commissione europea. Ecco cosa significa ciascun numero.

  • 1 · PET (o PETE) — polietilene tereftalato. È la plastica delle bottiglie d’acqua e bibite, delle vaschette trasparenti e dei blister. Il PET è la plastica più riciclata: leggero, resistente e con un mercato del riciclato consolidato.
  • 2 · HDPE — polietilene ad alta densità. Rigido e opaco: flaconi di detersivi e shampoo, tappi, contenitori per alimenti. È tra i codici con la migliore riciclabilità.
  • 3 · PVC — cloruro di polivinile. Tubi, serramenti, pellicole e blister rigidi. Poco usato per gli imballaggi alimentari e più difficile da riciclare a causa del cloro.
  • 4 · LDPE — polietilene a bassa densità. Il materiale flessibile di film, pellicole, sacchetti e buste. Si ricicla, ma le pellicole sottili sono più impegnative da selezionare.
  • 5 · PP — polipropilene. Vaschette, barattoli dello yogurt, tappi, contenitori per il microonde. Molto diffuso e sempre più richiesto dal riciclo.
  • 6 · PS — polistirene o polistirolo. Vaschette, stoviglie monouso e la versione espansa (EPS) degli imballaggi protettivi. Riciclabile, ma leggero e ingombrante.
  • 7 · Altro. La categoria residuale: il codice 7 raccoglie le plastiche miste e i polimeri senza codice proprio, come PLA, policarbonato o gli imballaggi multistrato (per esempio PET accoppiato a PE).

Tabella: codice, materiale e riciclabilità in Italia

La tabella riassume i sette codici e il conferimento in Italia. La riga più importante è l’ultima colonna: per gli imballaggi la destinazione è quasi sempre la stessa.

Codice Sigla Materiale Esempi tipici Riciclabile in Italia (imballaggi)
1 PET / PETE Polietilene tereftalato Bottiglie, vaschette trasparenti Sì — raccolta plastica
2 HDPE Polietilene alta densità Flaconi, tappi Sì — raccolta plastica
3 PVC Cloruro di polivinile Pellicole rigide, blister Sì come imballaggio; difficile a valle
4 LDPE Polietilene bassa densità Film, sacchetti, buste Sì — raccolta plastica
5 PP Polipropilene Vaschette, barattoli yogurt Sì — raccolta plastica
6 PS Polistirene / polistirolo Vaschette, stoviglie, EPS Sì — raccolta plastica
7 Altro Plastiche miste, PLA, PC Multistrato, oggetti compositi Come imballaggio sì; a valle variabile

Il punto chiave, ribadito da COREPLA, è che in Italia tutti gli imballaggi in plastica vanno nella differenziata a prescindere dal numero. La riciclabilità effettiva a valle, cioè quanto materiale diventa nuova plastica, dipende invece dal polimero, dalla pulizia e dal fatto che l’oggetto sia un imballaggio o no. Un giocattolo in PP, per esempio, non è un imballaggio e segue regole diverse: nel dubbio conta sempre la disposizione del tuo Comune.

Il ciclo delle frecce e l’anello di Möbius

Il triangolo di frecce che circonda il numero non va confuso con un altro simbolo molto simile: l’anello di Möbius indica un prodotto riciclabile o realizzato con materiale riciclato. È l’immagine delle tre frecce piegate a nastro, senza numero. Quando l’anello contiene una percentuale (per esempio “80%”), quella cifra indica la quota di materiale riciclato usata per fabbricare il prodotto.

Proprio per evitare l’equivoco, lo standard ASTM ha modificato nel tempo il codice della resina, sostituendo le frecce con un triangolo pieno. La logica delle “frecce che si inseguono” resta il messaggio universale del riciclo: la materia rientra in un ciclo invece di finire in discarica. Ma il ciclo funziona solo se il conferimento è corretto. Per capire cosa accade dopo il cassonetto abbiamo spiegato passo per passo come funziona il riciclo della plastica.

Gli altri simboli su confezioni e imballaggi

Sugli imballaggi convivono simboli diversi, ognuno con un significato preciso. L’omino stilizzato che getta un rifiuto nel cestino (Tidyman) invita solo a non disperdere il rifiuto nell’ambiente. Il cassonetto barrato segnala i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE): pile, caricabatterie, piccoli dispositivi non vanno mai nell’indifferenziata, ma nei punti di raccolta dedicati, come raccontiamo parlando di e-waste e rifiuti elettronici.

Altri simboli riguardano la sicurezza: il bicchiere e la forchetta indicano un materiale idoneo al contatto alimentare. Il cerchio con due frecce (il “Punto Verde”, Der Grüne Punkt) segnala solo che il produttore aderisce a un sistema di recupero, non che la confezione sia riciclabile. Vale la pena ricordare che gli imballaggi monouso sono al centro delle nuove norme europee, che introducono divieti e restrizioni su alcune categorie specifiche: ne abbiamo scritto a proposito delle nuove regole UE sugli imballaggi monouso.

Quanta plastica ricicliamo davvero

Leggere i codici serve, ma il quadro d’insieme aiuta a capire perché conta. Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2024 di ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la raccolta differenziata in Italia ha superato il 66% e la frazione plastica continua a crescere. Sul fronte degli imballaggi il riciclo va oltre: in Italia riciclati 1,13 milioni di tonnellate nel 2024, più 47.500 tonnellate di bioplastica compostabile, secondo CONAI.

Il confronto europeo ridimensiona però l’ottimismo. Secondo Eurostat, nel 2022 l’Unione europea ha riciclato solo il 41% degli imballaggi in plastica immessi al consumo, generando oltre 16 milioni di tonnellate di rifiuti plastici da imballaggio. La plastica resta il materiale con il tasso di riciclo più basso tra gli imballaggi. Ridurre a monte i consumi e migliorare la selezione, insieme, contano più del singolo gesto: è la stessa logica delle microplastiche, cosa sono e come evitarle.

Tre cose da ricordare davanti a un imballaggio

Se devi decidere in un secondo, tieni a mente tre punti. Primo: il numero nel triangolo dice di che plastica è fatto l’oggetto, non se è riciclabile. Secondo: in Italia gli imballaggi in plastica vanno comunque nella raccolta della plastica, dal codice 1 al 7. Terzo: l’anello di Möbius con la percentuale parla di materiale riciclato, non di dove buttare il prodotto. La regola definitiva, quando i simboli non bastano, resta una sola: seguire le indicazioni del proprio Comune, perché la raccolta si organizza a livello locale.

Note per l’editor

Tipo di refresh: PESANTE (riscrittura completa). Giudizio qualità: BASSA. Il contenuto 2021 conteneva errori fattuali gravi ed è stato sostituito.

Diff rispetto alla versione live (con motivazione):Corretto errore fattuale grave: la vecchia versione affermava «Il 2 ad esempio indica la carta» e usava «21/22» per cartone/carta. È sbagliato: nel Resin Identification Code il 2 è l’HDPE (plastica). La pagina confondeva i codici plastica 1-7 con la codifica di carta/cartone. Riscritto con i 7 codici corretti (fonte COREPLA). – Corretto «il 7 non è riciclabile»: oversemplificazione. Il 7 è la categoria “Altro”; se è imballaggio va comunque nella differenziata (COREPLA). Chiarito in testo e FAQ. – Aggiunto lead answer-first con la keyword storica «simbolo riciclo plastica» nel primo paragrafo (protezione ranking) + dato numerico con fonte. – Aggiunta tabella codice→sigla→materiale→esempi→riciclabilità (richiesta GEO/AEO §B; intercetta la query dominante «tipi di plastica riciclabili», 1.166 impressioni). – Aggiunta sezione anello di Möbius vs triangolo RIC: distinzione assente nell’originale, errore di lettura più comune. – Aggiornati dati con anno e fonte: ISPRA 2024, CONAI 2024, Eurostat 2022 (l’originale non aveva alcun dato né fonte). – Aggiunte 4 FAQ con schema FAQPage (assenti nell’originale). – Titolo SEO aggiornato (ammesso nei refresh pesanti): «…qual è e i 7 codici da leggere» per intercettare la domanda sui tipi di plastica. SLUG INVARIATO. – Aggiunti 5 link interni on-topic (4 cornerstone): riciclo-plastica-come-funziona, microplastiche-cosa-sono-e-come-evitarle, rifiuti-invisibili-elettronici, divieto-imballaggi-monouso. Nessun link ai doppioni segnalati dal pre-flight (riciclo-del-packaging è gp=si; come-smaltire-la-plastica-per-imballaggi da non cannibalizzare).

Pre-flight (17/08/2026): A pulito · B pulito (0 link esterni → nessuna decisione GP) · C BLOCCO auto-referenziale (questa lavorazione, già nel piano per il 20/08) · D avviso doppioni gestito. Nessun link esterno nella pagina originale.

Immagini suggerite: infografica dei 7 codici (triangolo + numero + sigla); confronto visivo triangolo RIC vs anello di Möbius. Nomi file descrittivi con keyword, alt text specifico.

Da verificare in fase umana: categoria WP invariata (id 3500 «Riciclo plastica»); autore invariato; Yoast focus keyword «simbolo riciclo plastica».

Domande frequenti

Cosa indica il numero dentro il simbolo del riciclo della plastica?

Il numero, da 1 a 7, è il codice di identificazione della resina: indica il tipo di plastica di cui è fatto l'oggetto. Per esempio 1 è il PET delle bottiglie, 2 l'HDPE dei flaconi, 5 il PP delle vaschette. Non è una garanzia di riciclabilità: serve soprattutto a chi seleziona e ricicla per riconoscere il materiale. In Italia, per gli imballaggi, il conferimento nella raccolta della plastica vale per tutti i codici.

Quali plastiche si possono riciclare in Italia?

Per gli imballaggi, tutti i codici da 1 a 7 vanno nella raccolta differenziata della plastica: lo indica COREPLA. Bottiglie in PET, flaconi in HDPE, film in LDPE, vaschette in PP e polistirolo in PS sono conferibili. La riciclabilità effettiva a valle varia con il polimero e la pulizia dell'imballaggio. Attenzione: la regola vale per gli imballaggi, non per gli oggetti in plastica che imballaggi non sono, come giocattoli o casalinghi.

Il codice 7 significa che non è riciclabile?

No. Il codice 7 ("Altro") è una categoria residuale che raccoglie le plastiche miste e i polimeri senza un codice dedicato, come PLA, policarbonato o gli imballaggi multistrato. Se si tratta di un imballaggio, in Italia va nella raccolta della plastica come gli altri. È vero però che le plastiche multistrato o composite sono più difficili da riciclare a valle rispetto a PET e HDPE. Nel dubbio, contano sempre le indicazioni del Comune.

Che differenza c'è tra il triangolo con il numero e l'anello di Möbius?

Sono due simboli diversi. Il triangolo con un numero da 1 a 7 identifica il polimero (il Resin Identification Code). L'anello di Möbius, tre frecce piegate a nastro senza numero, indica invece che il prodotto è riciclabile o fatto di materiale riciclato. Quando l'anello contiene una percentuale, quella cifra indica la quota di materiale riciclato impiegata. Confonderli è l'errore più comune nella lettura delle etichette.

Le fonti