Italia

L’appello degli animalisti: i sindaci vietino i botti di Capodanno

Ogni anno petardi e fuochi d’artificio mietono vittime, tra le persone e tra gli animali

Stop ai botti di Capodanno

Ogni anno, il primo di gennaio, c’è un vero e proprio bollettino di guerra. La causa sono i botti di capodanno, talvolta vere e proprie armi che mettono in grave pericolo sia le persone che gli animali. Per questo motivo Enpa (Enta Nazionale Protezione Animali), Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Lav (Lega Anti Vivisezione) hanno fatto appello a tutti i sindaci italiani che non hanno ancora preso una chiara posizione affinché venga emanata un’ordinanza che vieti l’utilizzo di artifici pirotecnici che possano risultare pericolosi per gli animali e anche per le persone.

L’appello di Enpa, Lav e Lipu

«Ogni anno i centri di recupero delle associazioni soccorrono decine di uccelli che, spaventati dai botti e volando all’impazzata, finiscono per urtare contro vetrate, cavi, palazzi; per non parlare poi degli esemplari, altrettanto numerosi, trovati per strada ormai privi di vita. Tra loro anche gli uccelli e i rapaci che vivono in ambienti urbani». Questo il messaggio di Enpa, Lav e Lipu, che ci ricordano come le vittime dei botti non sono unicamente le persone di cui leggiamo tristemente le sorti sui giornali, ma anche gli animali, i più indifesi e senza alcun tipo di colpa. E se per gli uccelli i petardi sono dei veri e propri drammi, nemmeno i nostri animali domestici sono al sicuro, anzi: sia i cani che i gatti possono avere malori e persino infarti a causa dei botti.

L’esempio di Chieti

Sono ormai molti i comuni italiani che hanno messo al bando i botti di Capodanno. Una nuova virtuosa è la città di Chieti, che proprio quest’anno ha deciso di vietare i fuochi d’artificio, sostituendoli con altrettanti spettacoli pirotecnici figurativi. Le associazioni ambientaliste invitano pertanto « tutti i cittadini e le amministrazioni comunali a seguire tale esempio e a rinunciare a un’abitudine sempre meno diffusa», ricordando che «la civiltà di un popolo si misura anche dal rispetto che essa ha per la tutela degli animali», una massima che non verrà mai ripetuta abbastanza.

Il bollettino dell’anno scorso

Per ridurre significativamente l’utilizzo e quindi la pericolosità dei petardi basterebbe del resto avere una memoria meno breve, e ricordarsi delle vittime degli anni passati. Se infatti non possiamo sapere quanti animali sono stati vittime dei botti, siamo invece a conoscenza di quanti feriti hanno causato i botti ogni singolo anno tra le persone: per il Capodanno del 2015, per esempio, in Italia sono finite in ospedale 251 persone, delle quali 71 solo in Campania.