Cosa accade ai prezzi del cibo sano

Secondo uno studio sui consumi alimentari effettuato in Gran Bretagna il cibo sano costa nettamente di più rispetto a quello che fa meno bene. Un esempio? 1.000 chilocalorie di alimenti definiti di buona qualità costano intorno a 7,50 sterline, mentre un valore analogo ma di cibo spazzatura viene appena 2,50 sterline. Ma il Regno Unito non è l’unico paese in cui questo processo è in atto. Negli Stati Uniti ad esempio frutta e verdura sono così care che molti americani non possono permettersele, finendo per sparire del tutto da molti supermercati. Se in Italia ciò non è ancora avvenuto non si può però dire che la situazione sia così dissimile se si considera che gli acquisti di verdura fresca hanno subito un calo del 2,2 % rispetto all’anno scorso. Questo dato negativo è di certo dovuto ad un aumento del prezzo della frutta che in appena un anno è rincarato del 6,9%.

Nessuna rinuncia per gli italiani

Secondo Coldiretti anche il costo della verdura è aumentato fino a un 2,8%: «L’effetto del maltempo si fa sentire nel carrello della spesa dove i prezzi dei vegetali freschi e della frutta aumentano a causa dei danni provocati alle coltivazioni ma anche della distorsioni presenti dal campo alla tavola». Da un’altra indagine effettuata da Eurostat le buste della spesa degli italiani sarebbero addirittura le più care d’Europa, con un incremento esponenziale dei costi, che lievitano tanto più la merce è di qualità. Un esempio sono le uova che per una confezione da sei costano poco più di 1,50 € se l’allevamento è in gabbia, mentre quelle biologiche arrivano a costare 2,70€. Nonostante tutto il 43% degli italiani, secondo la nuova survey elaborata dall’Osservatorio Waste Watcher, è disposto a rinunciare ad altre spese pur di mantenere alta la qualità del cibo che mette nel piatto, ma per il 76% i costi del cibo di qualità gravano oltre misura, nell’economia familiare.

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