Cultura

Civil Eats, l’importanza di informare green

Civil Eats è un sito che garantisce una serie di notizie tese a costruire nel cittadino un pensiero critico sul sistema ambientale e alimentare.

Civil Eats è un sito statunitense che quotidianamente garantisce una serie di notizie tutte tese a costruire (o a rafforzare) nel cittadino americano o nel lettore in genere un pensiero critico sul sistema ambientale e alimentare. Americano e non solo. Ogni giorno il sito concede spazio a tutte quelle storie in grado di spostare l’attenzione del dibattito sull’agricoltura e sull’industria del cibo sostenibile nel tentativo di costruire una comunità attenta e responsabile. E sono davvero molte le occasioni di raccontare storie virtuose con al centro gli USA che spesso è possibile leggere anche su green.it.
Fondato nel gennaio 2009, Civil Eats è una risorsa della comunità che può contare su oltre cento collaboratori che sono al tempo stesso partecipanti attivi all’interno del panorama alimentare e che attraversano trasversalmente gli Stati Uniti. .

Civil Eats, l’importanza di informare green

Civil Eats, pochi giorni dopo l’elezione di Donald Trunp avvenuta lo scorso 8 novembre, ha sentito il bisogno di chiarire la propria posizione, riguardante le sue principali tematiche, e di ribadire forte e chiaro il suo carattere fondante. L’informazione sull’ambiente non deve arretrare, anzi è ora il momento di rilanciare con le proposte e di raddoppiare il lavoro. Quello che ci lascia Civil Eats all’indomani dell’elezione di Donald Trump è una sorta di manifesto teso a sottolineare l’importanza e la necessità del fare informazione green.
Dall’interno di Civil Eats fanno sapere che il giornalismo e il fare informazione avranno un ruolo importante nei prossimi quattro anni e che anzi, ora più che mai, si sentirà forte il bisogno di raccontare le storie di coloro che sono ai margini della nostra società e anche quelle di coloro che già sono al lavoro per provare a cambiare qualcosa. Sarà necessario andare oltre i cambiamenti politici e fare chiarezza attorno alle persone che contano di più legate al mondo dell’ambiente.
A Washington la squadra che sta lavorando per la transizione che porterà dalla gestione Obama a quella Trump sta già pensando di smantellare tutte le politiche intraprese nell’ottica del good food, della sana alimentazione e di disfare le politiche agricole e ambientali realizzate nell’era Obama. Si pensi soltanto all’orto della Casa Bianca voluto dalla First Lady che probabilmente lascerà il posto a un campo da minigolf. Un esempio sciocco, forse, ma che in parte rende l’idea.
Ora più che mai è il momento di far all’americano medio il motivo per cui è importante restare informati su queste tematiche.

Civil Eats, nato per sostenere una comunità

Quando è stato fondato Civil Eats nel 2009, l’idea era quella di sostenere una crescente comunità di persone sensibile alle tematiche legate al sistema alimentare. Dalle pratiche agricole sostenibili, ai controlli alimentari alla corretta nutrizione, arrivando fino alle politiche gestite a livello federale. Civil Eats ha raccontato le più importanti storie agroalimentari del nostro tempo e il sito è diventato una fonte di notizie affidabile capace di produrre attenzione e consenso e affacciandosi senza timore sul panorama mediatico attuale. Anche per queste motivazioni il sito è stato insignito nel 2014 del Publication of the year dalla Fondazione James Beard.
Da allora, Civil Eats ha continuato a portare importanti novità nella politica alimentare e ad innescare un cambiamento positivo. Per esempio il sito è stato il primo a dare la notizia che la FDA (Food and Drug Administration) avrebbe iniziato i test sugli effetti del glifosato (l’erbicida reso famoso dalla Monsanto, per intenderci) negli alimenti. Ed è stato il primo organo d’informazione a raccontare la nuova tassa relativa al cibo spazzatura della riserva Navajo.
Il team ha scritto e approfondito ampiamente sul tema dei pesticidi e sulla salute dei lavoratori, sulle uova libere dagli antibiotici e covate da galline non in gabbia, sull’impatto degli additivi nei prodotti alimentari come per esempio emulsionanti, sulla salute umana, sulla lotta per dei salari equi per i lavoratori alimentari e sul valore – importantissimo – della biodiversità nelle aziende agricole.

Un sito unico, per tenere alta l’attenzione

Civil Eats rappresenta un luogo unico in quello che è il mondo del food raccontato dai media e copre i temi della giustizia, della diversità, ed è costantemente citato e consultato da giornalisti e commentatori e leader. Nella società americana queste questioni sono al centro della divisione e pertanto la piattaforma resterà attiva finché sarà necessario tenere alta l’attenzione e sostenere un dibattito sulla diversità intesa in ogni sua accezione, sull’ambiente e sul cibo.
Come l’America di oggi, anche Civil Eats si trova davanti a un bivio. In qualità di organo di stampa indipendente non gode di finanziamenti esterni o di pubblicità, ma si affida al sostegno delle fondazioni e dei suoi lettori e la raccolta di fondi diventa oggigiorno sempre più difficile.
L’attuale presidente eletto degli Stati Uniti ha condotto una campagna elettorale costantemente attaccando i media, e in molti pensano che sia riuscito a vincere grazie alla disinformazione e alle false notizie diffuse attraverso i social media. Oggi più che mai c’è bisogno di un buon giornalismo. Molte delle politiche che hanno migliorato il sistema alimentare nel corso degli ultimi otto anni verranno probabilmente messe in discussione. Per questo un’informazione sull’ambiente puntuale e responsabile dovrà monitorare ogni singolo passo della gestione Trump. Ma per farlo Civil Eats ha bisogno del sostegno dal basso. Speriamo quindi che Civil Eats possa riuscire prima di tutto a resistere e poi a insistere spostando l’attenzione sociale sulle storie che meritano maggiore attenzione.