Arrivi a casa dal lavoro, stanco. Nel frattempo accendi la TV per farti compagnia. Fermati un attimo: com’è stata prodotta l’elettricità che usi? Da dove viene?

La mappa europea dell’elettricità e delle emissioni di CO2

Puoi scoprirlo attraverso la mappa online con i consumi elettrici d’Europa e le emissioni di anidride carbonica, creata dalla start-up Tomorrow. Lo scopo è informare sul fabbisogno energetico di ogni paese e sulle fonti rinnovabili. I dati provengono da ENTSO-E, l’organizzazione europea dei gestori di reti elettriche e da RTE, operatore francese.

Come sai, l’energia si produce attraverso diverse fonti: i combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) emettono molta CO2 nell’atmosfera e provocano cambiamenti climatici che creano danni all’uomo e all’ambiente. Idroelettrico, fotovoltaico, eolico e biomassa invece hanno un basso impatto ambientale e sono inesauribili. Perciò sono chiamate energie rinnovabili o green.

I dati informano sulla produzione di elettricità e sull’intensità di carbonio (carbon intensity) di ogni paese, ossia le quantità di emissioni di CO2 per energia prodotta. La mappa mostra gli stati europei in una scala di colori: dal verde (paesi con un bassa intensità di carbonio) al marrone scuro-nero (ad alta intensità). Si può approfondire le fonti energetiche di ogni paese e l’impatto potenziale di solare ed eolico. Per alcune nazioni è fornito anche il PUN, il prezzo unico nazionale dell’energia. Le frecce sui confini mostrano importazione ed esportazione dell’elettricità, dato che le reti europee sono collegate. Le emissioni di CO2 sono calcolate grazie ad una formula dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), ente internazionale che monitora il cambiamento climatico, il suo impatto ed i rischi collegati.

Electricity map 9.8.2017 (foto: https://www.electricitymap.org/)

Consumi elettrici d’Europa: i paesi migliori…

Grazie alla mappa abbiamo una classifica dei paesi migliori e peggiori d’Europa in base alla loro carbon intensity. I paesi più green sono:

  1. Svizzera con 27 gCO2eq/kWh
  2. Norvegia con 15 gCO2eq/kWh
  3. Francia con 44 gCO2eq/kWh

In particolare Svizzera e Svezia producono la maggior parte della loro elettricità attraverso l’idroelettrico e il restante con il nucleare. La Svizzera rispettivamente con il 65% e il 35%, mentre la Svezia con il 49% e il 31%. In Svezia vengono utilizzati anche eolico (7%) e una fonte sconosciuta (2%). Idroelettrico e nucleare causano rispettivamente il 79% e il 21% delle emissioni di CO2 in Svizzera e il 34% e l’11% in Svezia (qui la fonte sconosciuta provoca il 43% delle emissioni e l’eolico il 3%). Il prezzo dell’energia elettrica in Svizzera è di 32€/MWh (prezzo del giorno precedente) mentre per la Svezia non abbiamo il dato.

La Francia, invece, basa la sua produzione elettrica sul nucleare per il 73% mentre il restante dell’energia è suddivisa fra idroelettrico (11%), solare (7%) e combustibili fossili (gas e biomassa al 5%). Il 48% delle emissioni di CO2 francesi deriva dal gas, il 20% dal nucleare, il 9% dalla biomassa, il 4% dal petrolio e il restante 19% dalle energie rinnovabili. Il PUN francese è di 30€/MWh.

Consideriamo anche le importazioni ed esportazioni: la Svizzera importa energia da Austria, Germania e Francia e vende in Italia (il 34%) e Francia. La Svezia invece esporta in Finlandia, Polonia e Danimarca. La Francia acquista dal Belgio ed esporta in Gran Bretagna, Spagna, Italia (per l’1%), Svizzera e Germania.

consumi elettrici idroelettrico (foto: https://pixabay.com)

… e i peggiori

I paesi d’Europa con un alto impatto ambientale invece sono:

  1. Estonia con 1297 gCO2/kWh
  2. Polonia con 729 gCO2/kWh
  3. Bosnia Herzegovina con 639 gCO2/kWh

L’Estonia e la Polonia basano il proprio fabbisogno elettrico sui combustibili fossili: l’Estonia per il 91% e la Polonia per il 92%. Petrolio & co. causano l’85% delle emissioni estoni e il 95% di quelle polacche. Il PUN della Polonia è di 132 zl/MWh (circa 30€). La Bosnia Herzegovina dipende dal carbone per il 77% e dall’idroelettrico per il 21%. Il carbone produce il 93% delle sue emissioni mentre l’idroelettrico solo l’1%. L’Estonia importa dalla Russia ed esporta in Finlandia e Lituania mentre la Polonia importa da Germania (4%), Svezia e Lituania ed esporta in Slovacchia. La Bosnia acquista elettricità dalla Serbia e la vende in Montenegro e Croazia.

I dati si riferiscono al 9 agosto 2017 alle 11:00. In questa giornata mancano i dati della Norvegia, solitamente sul podio tra i paesi più sostenibili.

E l’Italia?

consumi elettrici pali (foto: https://pixabay.com/)

Italia: 20° posto, oltre metà della nostra energia viene dai combustibili fossili

L’Italia ha una carbon intensity di 422 gCO2eq/kWh e si trova al 20° posto su 28 paesi UE. Dipende per il 67% da combustibili fossili e registra una produzione elettrica diversificata: il 32% proviene dal gas, il 20% dal solare e il 18% da una fonte sconosciuta. L’11% deriva dall’idroelettrico e il 10% dal carbone. Il 9% restante si divide tra eolico (4%), petrolio (3%), geotermico e biomassa (entrambi 1%, dati del 9 agosto 2017, ore 11:00). L’Italia importa elettricità da Svizzera (6%), Francia (1%), Austria e Slovenia ed esporta in Grecia (1%). Il nostro paese è ben collegato all’Europa grazie a Terna, operatore di rete per l’energia elettrica. Terna gestisce 72.000 km di linee ad alta tensione per distribuire l’energia sul nostro territorio e con i paesi europei.

Elettricità: Europa e il mondo

Nella mappa online sono presenti anche dati di altri paesi del mondo: l’Uruguay, ad esempio, è grande la metà rispetto all’Italia (176.215 km2) eppure è autonomo grazie alle energie rinnovabili. Biomassa (46%), idroelettrico (36%), eolico (16%) e solare (2%) producono il 100% dei propri consumi elettrici. Altri esempi virtuosi sono Ontario e Yukon (Canada): quest’ultimo è quasi del tutto autonomo grazie all’idroelettrico (90%) ma il 10% di energia fossile produce il 76% delle emissioni.

Conclusioni: dati incompleti e una riflessione

La mappa è utile per informarsi su produzione e consumi elettrici d’Europa e dell’Italia. Purtroppo però ci sono dati incompleti: ad esempio è riportata una fonte energetica sconosciuta (vedi Svezia e Italia) di cui non sappiamo l’impatto ambientale (combustibile fossile o fonte rinnovabile?). Avere dati completi è importante per confrontare i paesi europei. E l’Europa con il mondo. Negli Stati Uniti è in corso una ribellione ecologica a difesa delle rinnovabili, nonostante le politiche contrarie di Trump. L’Arabia Saudita prepara l’economia post petrolio. E sarebbe interessante avere i dati di Cina e India, i cui mercati rinnovabili sono in forte crescita.

Facciamo comunque una riflessione: alcuni paesi europei (Svizzera, Francia e i paesi scandinavi) sono dei buoni esempi. Sono autonomi grazie alle energie sostenibili e l’elettricità è una fonte di reddito grazie all’export. L’Italia può prenderli come modelli per crescere in modo più green. E con la mappa online possiamo informarci sul nostro impatto energetico ambientale.

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