Un uomo indossa una mascherina in una città cinese inquinata (foto: www.ilgiornale.it)
Inquinamento

La Corte Suprema cinese invita gli ambientalisti a denunciare chi inquina

DENUNCIARE CHI INQUINA. Continua la battaglia del governo di Pechino contro l’inquinamento. Se per la Cina il 2014 è stato l’anno dei droni anti-smog, dell’aria pulita in barattolo e della nascita del tribunale per l’ambiente, il nuovo anno si apre con un’altra novità: la Corte Suprema del Popolo ha infatti deciso di autorizzare – ed invitare – i gruppo ecologisti a denunciare coloro i quali infrangono le leggi sulla tutela dell’ambiente. Per quanto la Corte Suprema del Popolo sia il più alto organo giudiziario cinese, al momento queste parole restano solamente un annuncio, in attesa di essere inserite effettivamente nella legislazione del paese.

UN PAESE IMMERSO NELLO SMOG. Stando a quanto annunciato, gli ecologisti saranno quindi autorizzati a citare in giudizio singole persone, imprese o organizzazioni che arrechino consapevolmente un danno all’ambiente. E per agevolare queste denunce, le associazioni ambientaliste avranno accesso a spese processuali ridotte ed ulteriori facilitazioni. Resta però da definire chi potrà effettivamente beneficiare di questa nuova normativa ambientale, ovvero se un singolo ambientalista indipendente potrà denunciare con altrettante facilitazioni un eventuale crimine contro l’ambiente. In ogni modo, questa iniziativa si configura come un’altra buona azione dei vertici cinesi contro l’inquinamento, che però, dati i pericolosi livelli raggiunti nel paese, necessita di ben altri accorgimenti. Va infatti ricordato che la Cina è il più grande produttore di gas serra a livello mondiale, e che il 60% delle sue acque sotterranee è troppo contaminato per essere definito potabile.