In Giappone in media ogni anno si abbatte una dozzina di tifoni, soprattutto tra l’estate e l’autunno. Il 2013, anno record per numero di tifoni, ne ha fatto registrare ben 28. Nel caso in cui si tratti di tifoni molto potenti (forza 5) la velocità del vento supera i 250 km/h e i danni causati sono devastanti.
E se tutta questa potenza venisse usata per creare energia? È la domanda che si sarà posto davanti lo spettacolo di questa forza della natura, Atsushi Shimizu, un ingegnere giapponese che proprio nel 2013 ha avuto l’idea di creare una turbina eolica che sfrutta la forza dei tifoni per creare energia pulita.

Non è una classica pala eolica

A differenza delle classiche turbine eoliche, che verrebbero gravemente danneggiate se sottoposte a raffiche di vento così violente come quelle che si abbattono nel Paese del Sol Levante, la turbina inventata da Shimizu sarebbe in grado di resistere alla forza di un uragano. Probabilmente questo è anche uno dei motivi per cui l’eolico, fino a qualche anno fa, non ha visto grandi sviluppi in Giappone.

«Per decenni – dice Shimizu intervistato dalla Cnn – abbiamo importato in Giappone turbine eoliche che vanno bene in Europa ma che non sono progettate per zone soggette ai tifoni e che sono state installate senza un attento esame delle nostre condizioni».

Effetto Magnus per ottenere energia pulita dai tifoni

Ma cos’ha di speciale questa indistruttibile turbina? A prima vista assomiglia più ad uno sbattitore elettrico da cucina che a una pala eolica, ma ciò che la rende innovativa è un’asse verticale omnidirezionale in grado di resistere a raffiche di vento molto potenti e imprevedibili. Il principio fisico che viene sfruttato è quello dell’”effetto Magnus”, ovvero la forza laterale che subisce un corpo rotante (i cilindri della turbina) quando viene posto in un flusso uniforme (il vento), tale da cambiarne la traiettoria.
In pratica vengono eliminate le tradizionali pale eoliche che non sarebbero in grado di tagliare una raffica di vento irregolare di 300 km/h, come nel caso dei tifoni più potenti, e sostituite con tre assi cilindrici corredati di palette più piccole in grado di assecondare meglio questo tipo di flussi imprevedibili.

I tifoni diventeranno sempre più violenti

Una ricerca del 2011 presentata dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sostiene che le velocità medie dei venti durante i tifoni sono destinate ad aumentare nei prossimi anni. Anche se tuttora dibattuto, molti scienziati sono concordi nel sostenere che alla base dell’intensificarsi dei cicloni vi sia l’aumento della temperatura degli oceani, dovuto al surriscaldamento globale. In quest’ottica sistemi come quello inventato da Shimizu potrebbero avere una duplice valenza: di adattamento e di mitigazione.

Il Giappone è già passato alle rinnovabili

«L’energia generata da un singolo tifone – sostiene Shimizu – potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico del Giappone da qua ai prossimi 50 anni».

Sulle enormi potenzialità delle rinnovabili il Giappone sembra ormai consapevole. A seguito del disastro nucleare di Fukushima del 2011, il Giappone ha infatti avviato la sua conversione energetica abbandonando i reattori nucleari (anche se rimane l’annoso problema dello smaltimento delle scorie) e ha investito molto negli ultimi 5 anni in impianti fotovoltaici, centrali geotermiche e nell’eolico.
Sono state proprio queste circostanze che hanno spinto Shimizu ad abbandonare il suo lavoro alla Keyence Corp e fondare la società Challenergy per sviluppare la sua idea. La società ha visto fin da subito il supporto del governo nipponico con un finanziamento per due anni di 535.000 dollari ed è riuscita a raccogliere altri 35 mila dollari tramite crowdfunding.
In previsione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 Shimizu vorrebbe installare la sua turbina sulla Tokyo Tower, così come quando per il vertice sul clima di Parigi del 2015 è stato installato un generatore eolico sulla Torre Eiffel.
A luglio il team ha terminato e installato il prototipo della turbina a Okinawa, una delle regioni giapponesi più colpite dai tifoni. Dopo diverse simulazioni l’efficienza ottenuta è stata del 30%, contro il 40% che raggiungono le turbine eoliche tradizionali, le quali però non funzionerebbero durante un tifone. La prova del nove si avrà solo con un test in condizioni reali.

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