La competitività talvolta può essere uno sprono. E se si ‘gareggia’ per un traguardo importante, di cui possono beneficiare tutti, bene venga la concorrenza. È ciò che sta accadendo ai colossi mondiali del settore hi-tech come Google che, dopo essersi guadagnati l’infausto primato in termini di consumi energetici e di produzione di inquinamento cosiddetto ‘invisibile’ perché dipendente dal mondo digitale, ora fanno a gara per chi si dimostrerà più eco-sostenibile degli altri.

Google: solo rinnovabili nel 2017

Probabilmente vincerà Google, perlomeno sul fronte delle tempistiche. La compagnia ha infatti annunciato pochi giorni fa che entro il 2017 tutta l’energia utilizzata per le sue operazioni nel mondo, dai 150 uffici ai 13 data center, verrà esclusivamente da fonti rinnovabili. Il colosso informatico ha spiegato che, a partire dal prossimo anno, acquisterà un kilowatt di energia proveniente da fonti rinnovabili per ogni kilowatt consumato dalle sue strutture. Non è stata resa nota la quantità precisa di energia pulita che verrà utilizzata ma, stando a quanto dichiarato dall’azienda, supererà i 5,7 terawatt-ora provenienti da eolico e solare acquistati nel 2015.

Una transizione iniziata nel 2010

Chiaramente si tratta della conclusione di un processo di transizione che è iniziato anni fa, per la precisione nel 2010. I tempi sono stati lunghi perché Google, a differenza di realtà più piccole, ha dovuto sottoscrivere una serie di contratti in paesi diversi e dalle diverse normative.

“Siamo stati una delle prime aziende – spiega Urs Hölzle, Senior Vice President Technical Infrastracture Google – a creare, su larga scala, contratti a lungo termine per l’acquisto di energia rinnovabile in maniera diretta; abbiamo firmato il nostro primo accordo per l’acquisto di tutta l’energia elettrica da un parco eolico da 114-megawatt in Iowa, nel 2010. Oggi, siamo il più grande acquirente aziendale al mondo di energia rinnovabile, con impegni che raggiungono i 2,6 gigawatt (2.600 megawatt) tra energia eolica e solare. Si tratta di un valore più grande di quello di molte grandi aziende di utility e più del doppio rispetto ai 1.21 gigawatt che ci sono voluti per inviare Marty McFly nel futuro”.

La compagnia ha all’attivo 20 progetti di energia rinnovabile, dalla regione cilena di Atacama alla Svezia.

“Fino ad oggi, i nostri impegni di acquisto si tradurranno in investimenti infrastrutturali superiori ai 3,5 miliardi di dollari a livello globale, circa i due terzi dei quali negli Stati Uniti”.

Si punterà soprattutto sull’eolico

Google è infatti già adesso il più grande acquirente aziendale al mondo di energie rinnovabili. Gran parte dell’energia che alimenta i server del colosso digitale proviene dall’eolico, mentre una piccola parte proviene dal fotovoltaico. Una scelta dipendente, a quanto pare, dal fatto che, a differenza del sole, il vento, seppur incostante è più prevedibile e meglio gestibile in base alle necessità. Molto probabilmente quindi i maggiori investimenti andranno in questa direzione, anche se si è parlato anche di idroelettrico e di sistemi a biomasse.

Senso di responsabilità

La svolta di Google è molto importante perché, sebbene negli ultimi anni si siano compiuti diversi sforzi in termini di efficientamento energetico degli edifici aziendali e dei data center, i consumi della multinazionale sono in continua ascesa. La decisione di questa drastica inversione di tendenza è stata motivata su due fronti: quello di una vera e propria opportunità di crescita, raggiungibile soltanto a fronte di una maggiore sostenibilità dei processo e quello di un senso di responsabilità.

“La scienza – riferisce Hölzle – ci dice che la lotta contro il cambiamento climatico è una priorità globale sempre più urgente. Crediamo che il settore privato, in collaborazione con i leader politici, debba prendere misure concrete importanti e che per quanto riguarda Google, siamo in grado di farlo in un modo che porta crescita e opportunità. Abbiamo la responsabilità di farlo – per i nostri utenti e per l’ambiente”.

Google è in buona compagnia

C’è da dire che, come preannunciato all’inizio, Google non è sola in questa corsa verso il traguardo green. Basti pensare alla campagna RE100, che ha come scopo il raggiungimento dell’obiettivo di consumi energetici provenienti al 100% da fonti rinnovabili, a cui hanno aderito 83 aziende al mondo e fra le quali campeggiano tutti i leader del mondo digital: dalla Microsoft alla Apple, Facebook incluso.

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