grande batteria di Tesla
Stoccaggio

La grande batteria di Tesla: le risposte alle domande più comuni

Prima di tutto: perché costruirla? E poi: risolverà i problemi australiani? Quanto costerà? Quanto durerà?

La scorsa settimana vi abbiamo parlato della grande batteria di Tesla che Elon Musk ha promesso di costruire in meno di 100 giorni in Australia Meridionale. Ebbene, l’annuncio del CEO di Tesla ha fatto un gran scalpore, sollevando un’enorme mole di questioni: ci sono le domande legittime di chi si accosta per la prima volta al tema dello stoccaggio energetico, e quindi non capisce la necessità di un tale impegno economico nel costruire la grande batteria di Tesla; c’è invece chi è più addentro a queste tematiche, e ancor più legittimamente si interroga quindi sulle effettive potenzialità di questa enorme batteria al litio che, tra l’altro, non è di certo quel che si definirebbe un materiale altamente sostenibile. Anzi, ad oggi non esiste una vera e propria tecnologia definita e conveniente per il riciclo di questo tipo di batterie.

La grande batteria di Tesla in due parole

In poche parole, la grande batteria di Tesla che verrà costruita in Australia Meridionale sarà la più estesa (circa un ettaro) e capace del mondo. Sarà collegata con una wind farm della società francese Noen, e avrà una capacità di 129 MWh. Stando a quanto dichiarato da Musk su Twitter, se i lavori non arriveranno al loro termine nel giro di 100 giorni, il tutto sarà gratuito per lo stato australiano. Insomma, la compagnia si sta assumendo un grosso rischio, soprattutto se si pensa quanto sarà effettivamente faraonica la grande batteria di Tesla una volta terminata. Come ha infatti sottolineato lo stesso Musk durante una conferenza stampa ad Adelaide, «quando tu costruisci qualcosa di tre volte più grande del modello precedente, non puoi che domandarti: funzionerà altrettanto bene? Noi pensiamo che sì, lo farà, ma ovviamente c’è qualche rischio».

grande batteria di tesla
Foto di Tesla Owners Club Belgium

Perché costruire un tale sistema di accumulo?

Di fronte ad un progetto così appariscente e che dovrebbe trasformarsi in realtà in un così breve periodo, le domande si sprecano. La più naturale, infantile ma allo stesso tempo indispensabile, è: perché? Perché costruire la grande batteria di Tesla? Perché, insomma, puntare così tante risorse sullo storage energetico? La risposta, però, è semplice: da una parte c’è una rete elettrica che ha bisogno di continuità e di stabilità, e dall’altra ci sono le rinnovabili eoliche e solari, che sono tutto fuorché stabili. C’è la giornata senza un filo d’aria, ci sono le nuvole e ovviamente c’è la notte. La grande batteria di Tesla, e più in generale qualsiasi sistema di accumulo, anche a livello domestico, costituisce ad oggi la migliore soluzione per soddisfare davvero le nostre esigenze con le sole energie rinnovabili.

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Quindi in Australia Meridionale non ci saranno più problemi con l’elettricità?

L’Australia Meridionale non è un Paese estraneo ai black-out generali, soprattutto quando ci si mettono di mezzo tempeste particolarmente violente. Altre volte il sistema va in tilt senza agenti esterni, come è successo a marzo, quando delle centrali a gas naturale sono state menomate da delle esplosioni che hanno messo a repentaglio l’approvvigionamento elettrico. Quel giorno, come ha spiegato il premier Jay Weatherill, «gli impianti eolici hanno mantenuto le luci accese in Australia Meridionale». In quel caso è andata incredibilmente bene, ma cosa sarebbe successo se il vento fosse stato assente? Ecco, con la grande batteria di Tesla, con la sua capacità di risposta immediata, potrebbe dire la propria. Ma gli esperti sono concordi nell’affermare che in futuro, non solo per l’Australia ma praticamente per qualsiasi Paese volto alle rinnovabili, sarà necessario poter vantare dei sistemi di storage con una capacità maggiore a quella delle batterie di Tesla, andando quindi ben oltre alla pura emergenza.

La grande batteria di Tesla sarà davvero così rivoluzionaria?

Difficile dire se davvero il progetto di Tesla segnerà un giro di boa, ma siamo sicuri che costituirà una importante pietra miliare nello sviluppo delle rinnovabili. Prima di tutto, parlando di questi sistemi di accumulo, si può affermare che più verranno installati intorno per il mondo, più renderanno appetibili nuovi investimenti nell’eolico e nel fotovoltaico. Ma non è tutto qui: batteria dopo batteria il potere dei combustibili fossili nella creazione di energia elettrica andrà via via dissolvendosi, in quanto non saranno più le compagnie tradizionali a decidere il prezzi da presentare al consumatore finale.

E infine… parliamo di soldi: quanto costerà? Sarà conveniente?

Difficile dire quale sarà il costo dell’intero progetto: Musk ha ipotizzato che, se la grande batteria di Tesla non sarà costruita entro 100 giorni, l’ammanco per la sua società sarà di circa 50 milioni di dollari, ma questa non è di certo la cifra intera. In totale, secondo gli esperti, il costo sarebbe di poco inferiore ai 100 milioni. Ma sarà un investimento a lungo termine, sia per l’Australia Meridionale, sia per la Neoen, la società francese proprietaria dell’impianto eolico al quale la grande batteria di Tesla verrà collegata. Si ipotizza che le batterie al litio potranno lavorare egregiamente per più di 10 anni, e quindi scendere intorno al 65% del loro potenziale iniziale una volta raggiunti i 15 anni di attività: a quel punto, ovviamente, dovranno essere sostituite con dei dispositivi di accumulo più efficienti.