Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Con conseguenze disastrose, sia per l’inquinamento ambientale sia per la minaccia alla fauna marina. Il rischio concreto di quella che ormai è diventata una piaga per il Pianeta è che, se non si inverte la tendenza, al 2050 nei mari di tutto il mondo potrebbe esserci più plastica di pesci. A lanciare l’allarme e a snocciolare questi dati spaventosi è la  Ellen MacArthur Foundation, la più grande Fondazione privata degli Usa per la promozione e sviluppo dell’economica circolare, aggiungendo che attualmente soltanto il 14% dei rifiuti polimerici vengono riciclati. E’ evidente quindi che sia necessario fare qualcosa, e il prima possibile. Come? Agendo su due fronti: da un lato è la produzione stessa che andrebbe limitata, puntando su materiali alternativi ed eco-sostenibili e dall’altro promuovendo azioni di riciclo. Risultati che possono essere ottenuti incentivando la ricerca ma anche e soprattutto modelli di business alternativi, spingendo il pedale su una trasformazione imprenditoriale in un’ottica di imballaggi plastic-free.

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Imballaggi plastic-free: 2 mld per sviluppare idee innovative

Sono questi gli obiettivi del premio “New Plastics Economy Innovation” organizzato dalla stessa Ellen MacArthur Foundation insieme alla Prince of Wales’s International Sustainability Unit. Sono ben due i miliardi messi in palio e destinati a scienziati, designers e imprenditori ma in generale a chiunque voglia proporre un’alternativa al classico packaging optando per soluzioni di imballaggi plastic-free, sostenibili e riciclabili. Il contest prevede due sezioni distinte. Il primo concorso è la cosiddetta ‘Circular Design Challenge’, una sfida rivolta a idee innovative per ridurre il numero di tutti quegli imballaggi che sono troppo piccoli o troppo complessi per essere riciclati. Il secondo, la ‘Circular Materials Challenge’ punta invece sullo sviluppo di packaging riciclabili e si rivolge particolarmente al mondo dell’imprenditoria e dei brand sostenibili.

All’edizione Our Ocean 2017 premiato il design circolare

Nel corso della conferenza 2017 Our Ocean, che si è tenuta a Malta il 5-6 ottobre scorso, sono stati annunciati i vincitori della prima parte del concorso, mentre per conoscere quelli della sfida sui materiali circolari dobbiamo attendere il World Economic Forum, che si terrà a Davos a gennaio del prossimo anno. Ma vi daremo qualche anticipazione interessante sempre su queste pagine.

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I vincitori della della ‘Circular Design Challenge’

All’edizione 2017 della ‘Circular Design Challenge’, organizzata in collaborazione con OpenIDEO, piattaforma globale incentrata sui temi del riciclo, hanno partecipato più di 600 innovatori, provenienti da oltre 60 paesi sparsi per il mondo. Il concorso è suddiviso in tre categorie, vediamo chi ha vinto.

Ripensare gli imballaggi del supermercato

Attualmente i supermercati sono pieni di involucri di plastica monouso per garantire al cibo freschezza e igiene. Tuttavia possono esistere delle soluzioni per ridurli, come hanno dimostrato i due vincitori della categoria:

MIWA (Repubblica Ceca) ha proposto un’applicazione che consente ai clienti di ordinare le quantità esatte dI generi alimentari di cui hanno bisogno, che vengono poi consegnati in confezioni riutilizzabili dal produttore al loro negozio più vicino o direttamente a casa.

• Algramo (Cile) offre prodotti in piccole quantità in contenitori riutilizzabili attraverso una rete di 1.200 negozi di alimentari locali in Cile. Una soluzione intelligente per imballaggi plastic-free.

Ridisegnare i sacchetti

Ogni anno vengono venduti centinaia di miliardi di sacchetti che in molti casi, specie nei paesi in via di sviluppo, non sono ancora riciclabili. Ecco le due idee vincitrici di buste sostenibili:

• Evoware (Indonesia) ha progettato dei sacchetti realizzati con le alghe, che possono essere sciolti o addirittura mangiati

• Delta (UK) ha sviluppato una tecnologia che consente ai ristoranti di produrre e servire le salse in sacchi commestibili e compostabili.

Reinventare il coffee-to-go

In Italia, quella della caffè take away non è sicuramente una pratica molto diffusa, ma nel resto del mondo sì. E questa abitudine si traduce in più di 100 miliardi di tazze di caffè monouso che vengono vendute ogni anno e che non vengono riciclate. Due alternative sono state proposte da:

• CupClub (UK) che ha proposto un servizio di abbonamento che prevede che le tazze riutilizzabili possano essere lasciate in qualsiasi bar o negozio aderente all’iniziativa

• TrioCup (USA) ha sviluppato una tazza di carta usa e getta realizzata con una tecnica simile a quella degli origami, che elimina la necessità di un coperchio in plastica. La squadra ha scelto un materiale compostabile al 100% e sta lavorando ad un’alternativa riciclabile al 100%.

Passare dalle idee ai fatti

Cosa ne sarà di queste idee interessanti? A partire dal 2018, i vincitori avranno l’opportunità di partecipare a un programma di 12 mesi durante il quale lavoreranno a stretto contatto con consulenti, esperti dell’industria delle materie plastiche e investitori per perfezionare i prototipi di  imballaggi plastic-free e farli diventare soluzioni di mercato.

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