Inquinamento

Lo splendido cielo azzurro su Pechino non è un colpo di fortuna

Avreste mai pensato di vedere uno splendido cielo azzurro su Pechino? Quando pensiamo alla città cinese immaginiamo cieli cupi, grigi, abitanti con maschere anti-smog.

Quando arriva l’inverno nelle metropoli cinesi si verifica quell’effetto cappa che riduce la città a vivere sotto una fitta coltre di smog. Ma questo inverno un bellissimo cielo azzurro su Pechino ha sorpreso i suoi cittadini. Una condizione inaspettata, piacevole e che si spera possa durare il più a lungo possibile. Pechino è una delle città più inquinate al mondo, è sempre stata ai primi posti delle classifiche mondiali per i livelli di particolato e i suoi cittadini girano normalmente con mascherine anti smog per limitare i danni da esposizione agli inquinanti. Fortunatamente la Cina sta provando a cambiare rotta. Dobbiamo andare indietro di qualche anno, nel 2013, quando la Cina fu travolta da quella che all’epoca chiamarono “airpocalypse”, l’apocalisse dell’aria, quando il 70% delle principali città superarono gli standard di qualità atmosferica stabiliti dal governo cinese. Ora, a distanza di quattro anni da quell’episodio possiamo dire che  la Cina non è rimasta con le mani in mano. Mentre in India si sperimentano soluzioni alternative come cannoni anti-smog, in Cina è stato varato un ambizioso piano di riduzione delle emissioni di CO2 che ha portato le industrie a tagliare del 30% le loro emissioni entro il 2017. Che il cielo azzurro su Pechino sia il risultato degli sforzi profusi in questi anni? Greenpeace ne è certa: a Pechino e in altre 27 città cinesi l’inquinamento è sceso del 33% rispetto agli ultimi tre mesi del 2016. Nella sola Pechino l’inquinamento è diminuito del 53%. Secondo l’associazione ambientalista il minor livello di inquinamento ha evitato la morte di 160 mila persone in tutta la nazione.

Il cielo azzurro su Pechino: la strada scelta è quella giusta

La diminuzione dei livelli di inquinamento è segno che la campagna di “risanamento” dell’aria avviata dal governo cinese nel 2013 e spinta negli ultimi anni soprattutto attorno alla capitale, sta funzionando.  Il cielo azzurro su Pechino ripaga gli sforzi compiuti nella scelta di abbandonare il carbone. I più critici pensano che l’inquinamento si sia solo spostato dalla capitale in altre regioni della nazione e purtroppo, i dati registrati nella provincia settentrionale dello Heilongjiang, potrebbero confermare questa ipotesi. Questa regione al confine con la Russia segna un aumento del 10% dei livelli di inquinamento. Per questo Greenpeace invita alla calma e a non abbassare la guardia; in un comunicato l’associazione ambientalista apprezza i risultati ottenuti ma chiede una maggiore azione di governo, sottolineando che a livello nazionale il calo di inquinanti registrato è stato solo del 4%. Huang Wei, uno dei sostenitori dell’organizzazione ambientalista, ha dichiarato: “Il piano di azione nazionale contro l’inquinamento atmosferico ha prodotto una massiccia riduzione dei livelli di inquinamento e dei rischi per la salute dei cittadini, le politiche che favoriscono il carbone e l’industria frenano il progresso”. Nel frattempo i cinesi accettano di buon grado il cielo azzurro su Pechino. Solo un anno fa i livelli di inquinamento erano così alti nella capitale da costringere il governo locale a chiudere per alcuni giorni le scuole e a cancellare decine e decine di voli aerei a causa della cappa di smog che ricopriva la città.

Pechino e i livelli di PM2.5

Nella capitale misurare i livelli di inquinamento conta più dei valori delle case. L’indice che viene tenuto più sottocontrollo è la concentrazione di PM2.5, il particolato più piccolo e più nocivo per la salute umana. Nella scala ideale dei livelli d’ inquinamento, sotto il limite dei 50 µg/m3 di PM2.5 l’aria è considerata buona. Per un paio di giorni alla fine di dicembre le centraline di monitoraggio hanno fatto registrare valori inaccettabili, quasi 300, per poi scendere drasticamente. Attualmente i livelli di PM2.5 si aggirano stabilmente su valori di circa 29 µg/m3. La preoccupazione del governo cinese è che le misure drastiche per contrastare l’inquinamento possono avere un effetto boomerang: ottime per migliorare l’ambiente e salute dei cittadini ma di contro potrebbero frenare la crescita economica del paese a livello globale. La buona notizia è che il governo del presidente Xi Jinping non sembra preoccuparsi più di tanto delle ritorsioni politiche che le sue scelte ambientaliste possono avere, anzi, non intende sedersi sugli allori. Il Ministero dell’Ambiente cinese avverte che il cielo azzurro su Pechino potrebbe essere il risultato di condizioni meteorologiche favorevoli e che le condizioni potrebbero peggiorare a fine gennaio e inizio febbraio.

“I governi locali hanno bisogno di rafforzare i controlli sull’inquinamento per ridurre ulteriormente le emissioni – dichiara il Ministero in una nota – e fare in modo che possano essere raggiunti gli obiettivi fissati sul miglioramento della qualità dell’aria”. Nel frattempo i cittadini si godono il loro cielo azzurro su Pechino come raramente hanno visto prima d’ora.