MALE PIANURA PADANA E MERIDIONE. Il 2015 inizia male per i nostri polmoni: la situazione dell’inquinamento atmosferico è infatti allarmante in tutti i principali centri urbani della Pianura Padana e nelle più grandi città del Meridione. Stando ai dati riportati da Legambiente nel dossier Mal’aria 2015, sono ben 32 i capoluoghi ad aver registrato durante il mese di gennaio più di 10 giorni di superamento dei livelli massimi di Pm10. In altri 14 città, invece, il superamento è stato riscontrato un giorno su due.

FROSINONE E PARMA PECORE NERE. A destare più preoccupazione sono Frosinone e Parma, che hanno aperto l’anno nuovo con 20 giorni di superamento della soglia giornaliera consentita di Pm10. Nemmeno la capitale se la passa bene: a Roma sono stati registrati ben 12 giorni di superamento, uno in più di quelli fatti registrare a Napoli. Insomma, nelle nostre città non si respira bene, in linea con quanto rilevato nel corso dell’anno appena concluso. Come ha affermato il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, «le cause si conoscono e le soluzioni ci sono, ma occorrono la volontà politica e gli strumenti per metterle in campo».

IN ITALIA RECORD DI VITTIME OZONO. A fronte dei dati poco entusiasmanti presentati nel dossier Mal’aria 2015, Legambiente ha poi voluto ricordare come l’Italia vanti in Europa il drammatico primato di morti premature dovute all’inquinamento da ozono. Analizzando infatti gli ultimi dati utili a questo proposito, si scopre che nel 2011 in Italia l’ozono ha causato circa 3.400 vittime; andando a sommare le morti dovute alle polveri sottili, l’Italia si piazza invece al secondo posto in Europa, dietro alla Germania. Ma in questo caso la macabra classifica può solamente sviare dalla realtà dei fatti, che vede in Italia circa 64.000 morti all’anno dovute alle Pm 2,5.

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