Di certo non ci mancano i gadget elettronici: abbiamo smartphone, tablet, computer portatili, orologi intelligenti, ebook… quella che ci manca, invece, è spesso e volentieri una fonte di energia per mantenere accesi tutti i nostri dispositivi mobili. Se infatti in campo mobile la tecnologia ha fatto dei veri e propri passi da gigante, lo stesso non si può certo dire per quanto riguarda le batterie. Anzi, più gli smartphone diventano potenti, meno le batterie riescono ad arrivare a fine giornata. I tempi dei Nokia 3310 o dei primi Samsung, la cui carica poteva durare una settimana, sono ormai lontanissimi: con i modelli più moderni, e con un uso massiccio di app e connessioni, talvolta non si riesce ad arrivare alla fine del pomeriggio senza avere la batteria completamente scarica. L’unica soluzione, per ora, è dunque quella di affidarsi – quando si è lontani da casa o dall’ufficio – a dei power bank di riserva o, per i più rispettosi dell’ambiente, a dei caricatori muniti di pannelli fotovoltaici. Negli ultimi anni, però, stanno aumentando anche le proposte di un altro tipo di caricatore sostenibile, ovvero le turbine eoliche portatili. Volete degli esempi? Ne abbiamo tre!

Le prime turbine eoliche portatili e verticali

In effetti siamo molto più abituati a vedere dei piccolissimi pannelli fotovoltaici, piuttosto che delle piccole turbine eoliche, le quali al contrario sono solitamente gigantesche. Eppure qualcuno ha pensato di rimpicciolire le enormi pale: è il caso di alcuni due ragazzi del Minnesota, Einar e Agust Agustsson, i quali hanno disegnato e realizzato una turbina eolica ad asse verticale e richiudibile, abbastanza potente da poter ricaricare comodamente qualsiasi device elettronico. Il team costituito dai due inventori si chiama Skajaquoda, e le turbine eoliche che lo hanno reso famoso in tutto il mondo sono invece state battezzate Trinity, a richiamare le tre lame che compongono il dispositivo. Lanciato su Kickstarter nel 2014, il progetto del team ha raccolto 75.000 dollari.

turbine eoliche

Prima di Trinity: Eolic

Ma Trinity non era stata di certo la prima invenzione nel campo delle turbine eoliche portatili: prima ancora c’era stato Eolic, un dispositivo telescopico in fibra di carbonio e alluminio. Tre gli inventori: Sergio Ohashi, Marcos Madia e Juan Manuel Pantano, che avevano ideato Eolic come generatore di energia rinnovabile per i Paesi in via di sviluppo e per sopperire al fabbisogno di energia elettrica in seguito ad eventi drammatici che interrompono la rete elettrica. Il prototipo disegnato dai tre poteva essere montato in soli tre passaggi, con la possibilità di variare l’altezza delle pale.

turbine eoliche

Micro Wind Turbine, pensata per gli alpinisti

Nils Ferber, nel progettare e realizzare la sua Micro Wind Turbine, ha invece pensato soprattutto a tutti i climper, gli escursionisti o i campeggiatori che si trovano spesso a dover ricaricare il proprio smartphone in alta montagna, in assenza sia di rete elettrica che, come spesso accade, di sole. Nils è partito contattando alpinisti e interrogandoli sulla loro personale esperienza: «tutti i mie contatti mi hanno detto che solitamente usano pannelli solari nei loro campi base» ha spiegato Nils «ma hanno aggiunto che essere completamente dipendenti dai raggi solari è un grosso problema, il che li porta spesso a non avere energia per più giorni». Per questo Ferber ha iniziato a lavorare intorno ad una turbina, efficiente ma leggera. Il risultato è un dispositivo ad asse verticale, come le turbine eoliche proposte dal team Skajaquoda, che può essere infilato in uno zaino come un normale bastoncino da trekking. Più leggera della maggior parte dei suoi competitor, anche la Micro Wind Turbine è ovviamente dotata di un jack per collegare in tutta comodità i dispositivi mobile.

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