Nucleare di quarta generazione: il Centro ricerche ENEA del Brasimone sulle rive del lago, nell'Appennino bolognese

Nucleare di quarta generazione: la prova del piombo al Brasimone

Al Centro ricerche ENEA del Brasimone, nell’Appennino bolognese, c’è un vaso d’acciaio che con il piombo e gli altri elementi interni supera 155 tonnellate. Entro la fine del 2026 dovrà arrivare a 10 megawatt termici e mettere in funzione una turbina senza uranio. Si chiama Precursor, lo stanno costruendo la società newcleo e l’ENEA. È il primo test pratico in Italia di nucleare di quarta generazione raffreddato a piombo (dati World Nuclear News, maggio 2026). Il 24 settembre 2026 ItaliaOggi lo ha raccontato in un reportage.

Per quarta generazione si intendono i reattori avanzati che il Generation IV International Forum, l’organismo che coordina i Paesi impegnati nella ricerca nucleare, ha scelto come successori delle centrali ad acqua di oggi. Sono sei sistemi. Uno è il reattore veloce al piombo, in sigla LFR (lead-cooled fast reactor).

Un reattore senza uranio: cosa si prova davvero al Brasimone

Precursor non è una centrale. È un simulatore elettrico: al posto delle barre di combustibile ci sono resistenze che generano lo stesso calore, immerse in una vasca di piombo fuso. Riproduce in scala il dimostratore da 30 megawatt elettrici che newcleo vuole costruire in Francia. Secondo NucNet (gennaio 2026), dai 10 megawatt termici dovrebbe ricavare circa 3 megawatt elettrici.

Serve per testare pompe, scambiatori di calore, valvole, strumenti di misura e procedure di manutenzione in un ambiente mai usato da impianti commerciali occidentali. «Ciò che lo rende unico è che produrrà elettricità con una turbina», ha spiegato a maggio Stefano Buono, fondatore e amministratore delegato di newcleo (World Nuclear News, traduzione nostra).

Secondo il Resto del Carlino (10 settembre 2026), il Brasimone comprende 17 edifici su 31.000 metri quadrati al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, e ci lavorano circa cento persone tra ricercatori, dottorandi e tecnici. Mariano Tarantino, responsabile della divisione Sistemi nucleari dell’ENEA, ricordava già nel comunicato ENEA del novembre 2024 che qui si studia il piombo liquido dal 2000. Nello stesso articolo il Carlino riporta che newcleo ha investito nel polo 61 milioni di euro tra il 2022 e il 2026.

Perché piombo al posto dell’acqua

Le centrali attuali raffreddano il nocciolo con acqua che va tenuta ad alta pressione per non farla bollire. Il piombo risolve il problema. Secondo la scheda tecnica del Generation IV International Forum, un reattore al piombo porta il refrigerante fuori dal nocciolo tra 480 e 540 °C a pressione atmosferica. Il piombo bolle solo intorno ai 1.743 °C.

In pratica c’è un margine di oltre mille gradi prima che il refrigerante possa bollire. Non essendoci pressione da mantenere, non si rischiano fughe improvvise di vapore. Il piombo fa anche da barriera contro le radiazioni e non reagisce pericolosamente con aria e acqua.

Attenzione a un equivoco circolato in questi giorni: il valore di 1.700 gradi è il punto di ebollizione del piombo, mentre il reattore funziona a meno di un terzo di questa temperatura.

Chiudere il ciclo del combustibile: la promessa sulle scorie

L’argomento su cui newcleo insiste di più riguarda i rifiuti. «La forza di questa tecnologia sta anche nella sostenibilità perché permette di chiudere il ciclo del combustibile», ha detto a ItaliaOggi Elisabeth Rizzotti, fisica e cofondatrice della società. È la tesi dell’azienda: per capire quanto regge bisogna guardare cosa dicono le schede tecniche indipendenti.

I reattori veloci usano neutroni ad alta energia, in grado di trasformare gli elementi pesanti e longevi presenti nel combustibile esaurito delle centrali ad acqua. Il loro combustibile è il MOX, un ossido misto di uranio e plutonio, ricavato dal riprocessamento delle scorie di altre centrali. Il Generation IV International Forum mira al ciclo chiuso e alla riduzione degli attinidi transuranici, che sono la parte dei rifiuti che resta radioattiva più a lungo.

Il sistema riduce le scorie ad alta attività, senza eliminarle. Secondo i dati riportati da Forbes Italia (18 settembre 2026), i prodotti di fissione restano radioattivi per circa 300 anni, mentre i rifiuti delle centrali tradizionali lo restano, in ordine di grandezza, per centinaia di migliaia di anni. Serve comunque un deposito. L’Italia non ha ancora scelto il suo deposito nazionale, come spiega l’articolo sulle nuove centrali nucleari in Italia.

Il calendario si è già spostato, dalla Francia agli Stati Uniti

Il primo reattore di newcleo si chiama LFR-AS-30 e produrrà 30 megawatt elettrici. Il sito indicato è nel territorio della comunità di comuni di Chinon Vienne et Loire, nella valle della Loira. L’entrata in funzione è prevista per il 2031 (World Nuclear News, maggio 2026). A gennaio 2026 l’azienda ha consegnato all’autorità di sicurezza nucleare francese il programma di sicurezza. La domanda di autorizzazione alla costruzione dovrebbe arrivare nel 2027 (NucNet, gennaio 2026).

Nel frattempo, però, le priorità sono cambiate. Il 22 settembre 2026 newcleo si è quotata al Nasdaq di New York, con una valutazione di circa 2,4 miliardi di dollari. Il giorno del debutto Buono ha indicato un nuovo obiettivo: «Puntiamo ad avere la fabbrica del combustibile pronta entro la fine del 2031 e il primo reattore commerciale entro la fine del 2032» (Key4biz, settembre 2026). L’azienda prevede di costruire il primo reattore commerciale negli Stati Uniti, dove ritiene che le condizioni siano più favorevoli.

Il punto debole è finanziario prima che tecnico. Forbes Italia (settembre 2026) riporta perdite per 140 milioni di euro nel 2025. A fine anno la liquidità si è ridotta a 105 milioni, contro i 193 del 2024. Nei documenti presentati alla SEC, l’autorità di borsa americana, il revisore Grant Thornton evidenzia rischi sulla continuità aziendale. Lo stesso Buono parla di una fase industriale che «richiede capitali significativi».

I limiti del piombo che la prova deve superare

Il piombo ha limiti noti da decenni. La scheda del Generation IV International Forum li riporta tutti.

  • corrosione: ad alta temperatura il piombo attacca gli acciai strutturali, quindi servono materiali e rivestimenti scelti con cura e un controllo continuo della chimica del refrigerante;
  • solidificazione: il piombo fonde a 327 °C, quindi l’impianto va tenuto sempre caldo, anche durante la manutenzione;
  • opacità: nel metallo fuso non si vede nulla, e ispezionare i componenti immersi è più difficile che in acqua;
  • peso: la densità del piombo impone strutture più robuste, soprattutto nelle zone sismiche (e l’Italia lo è quasi ovunque).

Sulla tenuta dei materiali per i 40-60 anni di vita di un reattore mancano ancora prove sul campo. L’unica esperienza pratica con reattori raffreddati a piombo si trova in Russia (Forbes Italia, settembre 2026). Il problema dei costi resta. Andrea Barbabella, analista di EY citato da Forbes Italia nel settembre 2026, stima che l’elettricità da fissione costerà almeno il doppio rispetto a eolico e solare. Ed è una domanda a cui Precursor non può rispondere: un simulatore dimostra che la tecnologia regge, non che conviene.

Cosa aspettarsi dalla prova di fine anno

Il 1° luglio 2024 l’Italia ha inviato a Bruxelles il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Il documento delinea uno scenario con 8 gigawatt nucleari al 2050. Questa quota equivale a circa l‘11% della domanda elettrica nazionale, secondo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. L’ipotesi più alta arriva al 22%, con 16 gigawatt, come riportava Open nel luglio 2024. La legge delega approvata dal Senato il 23 settembre 2026 apre solo ai piccoli reattori modulari e a quelli avanzati. Il progetto di newcleo rientra in questa categoria. Nel novembre 2024, secondo l’ENEA, è entrato tra i progetti di interesse strategico dell’Alleanza industriale europea sui piccoli reattori modulari.

Un chiarimento aiuta a leggere questi numeri. Sull’intero ciclo di vita il nucleare emette in mediana 12 grammi di CO₂ equivalente per kWh, contro i circa 490 di una centrale a gas a ciclo combinato (IPCC, Quinto rapporto di valutazione, 2014). Anche nella versione di quarta generazione, però, resta fuori dalle energie rinnovabili. Infatti consuma uranio e plutonio, risorse finite anche se riciclate. Con le tecnologie più avanzate può affiancare sole e vento nella transizione energetica e sostituire carbone e gas. Rimangono altre strade: il torio e i reattori a sali fusi, su cui la Cina ha già un prototipo funzionante, e il progetto al piombo del dimostratore europeo ALFRED.

La scadenza è vicina. Precursor deve riscaldare 155 tonnellate di acciaio e piombo entro dicembre e produrre elettricità con una turbina. Se ci riesce, il nucleare al piombo avrà il primo dato sperimentale su scala reale in Europa occidentale. Un rinvio metterebbe in dubbio anche il 2032 annunciato a New York.

Domande frequenti

Cos'è il nucleare di quarta generazione?

Il nucleare di quarta generazione è l'insieme dei reattori avanzati che il Generation IV International Forum ha scelto come successori delle attuali centrali ad acqua. Tra i sei sistemi selezionati figurano i reattori veloci raffreddati a piombo, a sodio, a gas e a sali fusi. I nuovi impianti dovranno sfruttare il combustibile con maggiore efficienza. L'obiettivo è anche produrre meno scorie a lunga vita e garantire la sicurezza intrinseca. In Europa nessun modello è ancora in commercio: i primi dimostratori sono attesi all'inizio degli anni Trenta.

Cos'è Precursor e quando entra in funzione?

Precursor è un simulatore non nucleare da 10 megawatt termici che newcleo sta costruendo con l’ENEA al Centro ricerche del Brasimone, in provincia di Bologna. Al posto del combustibile usa resistenze elettriche immerse in piombo fuso. Serve a collaudare componenti e procedure del futuro reattore. Il completamento è previsto entro la fine del 2026 e dovrebbe produrre circa 3 megawatt elettrici attraverso una turbina.

I reattori al piombo eliminano le scorie nucleari?

No. Le riducono. I reattori veloci al piombo impiegano combustibile MOX ricavato dal riprocessamento di scorie esistenti e consumano gli elementi a vita lunga. I prodotti di fissione restano radioattivi per circa 300 anni, mentre i rifiuti delle centrali tradizionali lo restano per centinaia di migliaia di anni (dati riportati da Forbes Italia, 2026). Per la parte residua serve comunque un deposito geologico o di superficie.

Quando avremo il primo reattore di newcleo?

Il dimostratore da 30 megawatt elettrici nell'area di Chinon, in Francia, è indicato per il 2031, con la domanda di autorizzazione alla costruzione attesa nel 2027. Dopo la quotazione al Nasdaq del 22 settembre 2026, l'amministratore delegato Stefano Buono ha fissato un altro traguardo: il primo reattore commerciale entro la fine del 2032, negli Stati Uniti. Per l'Italia mancano ancora un sito e un calendario.

Le fonti

  • Nucleare, al Brasimone la nuova era dei reattori di quarta generazione, ItaliaOggi, 2026 — link allo studio
  • ENEA e newcleo lavorano al primo simulatore di reattore di quarta generazione, ENEA — link allo studio
  • Lead Fast Reactors (LFR), Generation IV International Forum — link allo studio
  • Vessel for newcleo technology demonstrator installed, World Nuclear News — link allo studio
  • Clima-Energia: l'Italia ha inviato il PNIEC a Bruxelles, MASE, 2050 — link allo studio
  • Wall Street e il nucleare pulito da portare in Italia, Forbes Italia — link allo studio