Pochi giorni fa Legambiente ha presentato Pendolaria, lo studio annuale sulla condizione del traffico ferroviario italiano e sulle condizioni delle città che sono attraversate da uno snodo ferroviario.

Pendolaria: come sta l’Italia?

Nel 2017 è cresciuto di poco il numero dei pendolari, ma c’è stata un’esplosione dell’Alta Velocità a fronte di costanti alti e bassi per il trasporto regionale. Al sud circolano meno treni che in Lombardia e si tratta spesso di treni più lenti e vecchi (19,2 anni contro i 13,3 di età media). E risulta (ma non è una sorpresa scoprirlo) che dove si investe, cresce la voglia di spostarsi in treno.

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La sfida di Pendolaria: far aumentare il numero delle persone che si spostano

Legambiente ha commentato così i risultati del suo studio: La sfida fondamentale è quella di far aumentare le persone che si spostano in treno nelle città e al Sud, anche per contrastare lo smog, avere città più vivibili e sostenibili e far risparmiare le famiglie italiane. La prossima legislatura deve segnare un cambiamento: basta risorse alle autostrade, la priorità è aumentare il numero di treni in circolazione e le metropolitane nelle città.

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Cos’è Pendolaria

A fotografare la situazione del trasporto ferroviario in Italia è Pendolaria, il Rapporto annuale di Legambiente che analizza nel dettaglio numeri e storie di un’Italia a due velocità e le varie disuguaglianze che ci sono nel Paese. Ai grandi successi dell’Alta Velocità maturati in questi anni si affianca una situazione del trasporto regionale che rimane difficile, anche per via della riduzione dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza e in alcuni casi c’è il peggioramento del servizio con disagi e disservizi come accade sulla Roma-Lido di Ostia, linea suburbana gestita da Atac, dove si è registrata una riduzione del 45% dei passeggeri passati da quasi 100.000 tra studenti e lavoratori negli scorsi anni a 55.000.

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Mobilità su ferro, qualche dato

Secondo i dati che emergono dal rapporto Pendolaria la mobilità su ferro coinvolge ogni giorno 5 milioni e mezzo di persone in Italia, con una crescita del numero complessivo dei pendolari. Aumentano però le differenze tra le varie regioni e quelle sulla rete ferroviaria, segnata da una parte dai continui successi dell’alta velocità e dall’altra dai tagli agli intercity e da treni regionali spesso troppo vecchi e lenti. Nel 2017 il numero dei pendolari che usano il servizio ferroviario regionale è aumentato con una crescita di 11 mila passeggeri al giorno (+0,4% rispetto al 2016), mentre il numero di persone che ogni giorno prende le metropolitane nelle sette città in cui è presente il servizio (Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania) ha visto un aumento di 22 mila viaggiatori giornalieri (+0,6% rispetto al 2016, stesso trend in positivo come tra 2016 e 2015). In particolare sono 2 milioni e 841 mila i passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale, e oltre 2 milioni e 672 mila quelli che ogni giorno prendono le metropolitane. Per completare il numero di coloro che ogni giorno prendono il treno sui collegamenti nazionali, vanno aggiunte 40 mila persone che viaggiano sugli intercity e 170 mila tra Frecce ed Italo.

Obiettivo 2030

Cambiare e migliorare la situazione che vivono ogni giorno milioni di pendolari – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – è una sfida possibile e deve diventare una priorità, non solo per ridurre differenze e recuperare ritardi, ma perché è un grande investimento per il futuro del Paese. Occorre porsi l’obiettivo al 2030 di raddoppiare il numero di persone che ogni giorno in Italia prende treni regionali e metropolitane, per farle passare da 5,5 a 10 milioni. Si tratta di una sfida alla portata di un Paese come l’Italia, che produce vantaggi in termini ambientali e positive ricadute occupazionali, legate sia alla costruzione e manutenzione del parco rotabile che alla gestione della mobilità.

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