Inquinamento

Plastica negli oceani? Gettiamola negli appositi “cestini”!

Il male della nostra era che a lungo andare potrebbe avere degli effetti devastanti sul “sistema – mondo”? Si tratta della plastica negli oceani…

Il vero male della nostra era? Ce ne sarebbero tanti in realtà… ma uno più di tutti si sta rivelando pericoloso e a lungo andare potrebbe avere degli effetti devastanti sul “sistema – mondo”. Si tratta della plastica negli oceani.

Plastica negli oceani… un mare da spazzare via!

Nel 2050 ci sarà più plastica che esce nei nostri oceani! Questa frase quante volte l’abbiamo sentita? Ne parliamo molto spesso anche noi di green.it  cercando di far trasparire dai nostri articoli l’importanza e la preoccupazione che emerge da questa tematica.
Sì, perché non ci stancheremo mai di dirlo, ma gli oceani producono più del 50% dell’ossigeno del pianeta, soprattutto grazie a fitoplancton (piccoli organismi acquatici vegetali) e alghe. Sono i regolatori dell’atmosfera terrestre e del clima globale. E sono fondamentali per la vita dell’uomo: il 60% della popolazione mondiale vive entro 60 km dalle coste e 3 miliardi di persone basano il 15-20% della loro dieta sui prodotti ittici. Ma ora gli oceani non stanno bene. Non stanno bene per nulla.

 

Lo spazzino… che succhia via la plastica negli oceani

I nostri oceani si riempiono di milioni di tonnellate di plastica ogni singolo anno. A Portsmouth Harbor, nel Regno Unito, si mira a combattere questo problema con il Seabin, un nuovo dispositivo che succhia via plastica, olio e altri detriti dall’acqua.

Plastica negli oceani: ogni anno 8 milioni di tonnellate

La cifra fa rabbrividire soltanto a leggerla. Ogni anno, 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani della Terra. Una cifra del genere è inimmaginabile per un uomo. Pensate di avere in mano una bottiglia di acqua vuota. Pesa pochissimo non è vero? Immaginate quante bottiglie ci vogliono per fare un chilo. E poi cento chili e poi mille chili e poi moltiplicatelo per 8 milioni! È impressionante non vero?
Per darvi un’idea più netta noi di green.it ci siamo divertiti a fare un gioco. Abbiamo visto che una bottiglia di acqua da mezzo litro, l’oggetto di plastica più comune per tutti, probabilmente, pesa (vuota) 25 grammi. Significa che per fare 8 milioni di tonnellate servirebbero 320 miliardi di bottigliette. Trecento Venti Miliardi. Ora è davvero più facile pensare a come sia possibile riempire un oceano di plastica, non è vero?

Ci prova il Seabin

Il Seabin è, come suggerisce il suo nome, un cestino costituito da una grande rete fatta di fibre e da una pompa. Il dispositivo è destinato a raccogliere l’inquinamento di tutte le dimensioni, fino a detriti galleggianti di dimensioni inferiori a 2 mm. È anche in grado di separare l’olio dall’acqua, un’innovazione inestimabile in caso di fuoriuscita di petrolio.
Il primo Seabin è stato installato questo mese nel porto di Portsmouth nel Regno Unito, dove sarà in grado di iniziare subito a pulire l’inquinamento plastico dalle sue acque.

Il Seabin lavora creando un flusso d’acqua al suo interno. Di fatto risucchia l’acqua w i detriti che in essa galleggiano. Nel passaggio di acqua i detriti in essa presenti vengono catturati in rete e non tornano in circolazione nella acque libere. Il dispositivo può catturare 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, con la capacità di contenere fino a 12 kg a piena capacità. I creatori stimano che ciascun Seabin può rimuovere circa mezza tonnellata di detriti ogni anno, che equivale a raccogliere circa 20.000 bottiglie o 83.000 sacchetti di plastica.
Il Seabin sarà commercialmente disponibile questo novembre e già in molti guardano con speranza e curiosità a questo impiego. Se ogni città di mare adottasse uno spazzino del mare il problema della plastica si ridurrebbe già così davvero sensibilmente.