Migliorare il tasso ecologico delle grandi città: questo lo scopo del progetto Treepedia, elaborato dal Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology di Boston. Questo indice è formato dal numero di alberi presenti nelle aree metropolitane. Secondo il team al lavoro sul progetto e guidato da Carlo Ratti, si tratta di un indicatore importantissimo.

Fare i conti con lo smog e l’inquinamento come accade in tutto il mondo e specialmente in Cina, ha fatto scattare l’esigenza di controllare a che punto sono i nostri depositi di “aspirapolveri naturali”, ossia gli alberi che, con il loro funzionamento naturale, ripuliscono l’atmosfera da agenti nocivi. Inoltre, sono in grado di regolare la temperatura globale. Allora al MIT hanno deciso di scrivere l’enciclopedia degli alberi.

Treepedia, l’enciclopedia degli alberi

Per rilevare in maniera scientifica il tasso ecologico delle città, il Senseable City Lab ha deciso di censire tutti gli alberi piantati nelle grandi città, senza risparmiare zone, quartieri e strade. Per farlo il gruppo di lavoro ha elaborato un software in grado di riconoscere il verde urbano. L’anima di questo programma è un algoritmo basato sui dati di Google Street View.

Trepedia, cos’è il Green View Index

Treepedia ha iniziato a censire gli alberi di 10 città. Dopo una prima fase sperimentale e operativa, al progetto se ne sono unite altre tre, arrivando a 13: Boston, New York, Los Angeles, Seattle, Sacramento negli Stati Uniti; Vancouver e Toronto in Canada; Londra, Parigi, Amsterdam, Ginevra e la nostra Torino per l’Europa; Tel Aviv in Medio Oriente. Per ognuna di queste metropoli il numero di alberi presenti sul territorio cittadino rappresenta la base per il calcolo del Green View Index, il parametro che misura la percezione visiva del verde attorno a noi.

Dalla mappatura sono nate delle mappe interattive per ogni città coinvolta nel progetto, in cui è possibile ricevere un impatto immediato sullo stato dei polmoni verdi cittadini di tutto il mondo. Nelle mappe si vedono tante chiazze colorate, pronte a raccontare quanti alberi ci sono in una determinata zona e come sono distribuiti.

L’algoritmo fa anche di meglio: entrandò nella mappa le linee diventano punti, il cuore del progetto. Ogni cerchietto ci dice, infatti, di che specie di albero si tratta, dato testimoniato anche dall’immagine Street View. Allargando il quadro generale della situazione si vede quali aree della città hanno un tasso di alberi maggiore e quali no. Se ci sono aree verdi, significa che quella zona è in buona salute. Se sono marroni, no.

Treepedia

Vancouver, migliore performance su Treepedia

La capitale green del progetto è Vancouver. Con un Green View Index medio del 25,9% è la città più verde del gruppo. Parigi è la peggiore, con un punteggio finale di 8,8%. Esaminando Torino, unica città italiana del progetto, la si scorge sul fondo della classifica. Dopo il capoluogo piemontese, ci sono solo metropoli dalla difficile gestione e dalle enormi dimensioni, come New York, Londra, Parigi e Los Angeles.

Treepedia

L’obiettivo di Treepedia

Lo scopo di questo progetto però non è fornire classifiche, ma migliorare le politiche di rifornimento di aree verdi nei grandi e grandissimi centri abitati. Analizzando la mappa di Londra, ad esempio, si deduce che è necessario lavorare per arricchire le aree verdi del quadrante Nord-Est. A New York invece la situazione è sbilanciata: ci sono zone con veri e propri polmoni naturali e altre completamente sprovviste.

Nel lungo periodo il Senseable City Lab vorrebbe coinvolgere in Treepedia anche i comuni cittadini e alle amministrazioni locali, in modo da avere una mappatura più precisa, completa di foto e informazioni di ogni pianta. In questa piattaforma, una volta diventata open source, sarà possibile indicare anche le zone dove c’è bisogno di più verde o segnalare le aree con alberi malati.

I limiti di Treepedia

Ovviamente non mancano i difetti. Usando le immagini di Google, non è possibile raggiungere quei luoghi in cui le telecamere di Street View non sono ancora arrivate. Il paradosso è che sono proprio queste zone ancora inaccessibili ad avere la densità vegetale più alta. Queste zone esistono anche nelle stesse grandi città: ad esempio per New York manca l’intera area di Central Park.

“La salute degli alberi nelle città non è mai stata così importante come oggi – sottolinea Carlo Ratti, architetto e scienziato piemontese, esperto di tecnologia partecipativa al MIT – e con un indice numerico che compari le diverse situazioni si possono incoraggiare autorità e residenti a prendere iniziative per proteggere e promuovere la loro copertura”.

Cos’è il Senseable City Lab

Il Senseable City Lab è costituito da un gruppo di ricercatori del MIT, nato nel 2004, che studia le “real time city”, le città che evolvono in tempo reale. Grazie ai dispositivi che indossiamo, Ratti – alla guida del team di lavoro – è convinto che sia possibile studiare le aree urbane e l’ambiente naturale in un modo che non è mai stato fatto prima. Il Senseable City Lab fa proprio questo: studia i cambiamenti in tempo reale, grazie ai segnali che partono da questi dispositivi. Attraverso i dati inviati da questi strumenti tecnologici si è in grado di inviduare criticità e di anticipare cosa accadrà dopo.

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