Inquinamento

Un dossier di Legambiente ci dice quanto è sana la nostra acqua

Solamente il 25% delle nostre acque può essere definito di qualità buona o elevata

IL DOSSIER AcQuale Qualità. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua Legambiente ha presentato il dossier “AcQuale Qualità”. L’associazione ambientalista ha analizzato la qualità delle risorse idriche italiane, ricordando a tutti i cittadini che nel 2015 scadrà il termine fissato dall’Europa per conseguire il buono stato ecologico di tutte le nostre acque territoriali. Purtroppo Legambiente è costretta a sottolineare che ben poco è stato fatto per il raggiungimento dell’eccellenza, e che «i fiumi, le falde e i laghi sono visti molto spesso solo come una minaccia per il rischio di esondazione, e un ricettacolo di scarichi non depurati».

LA QUALITÀ DELL’ACQUA, QUESTA SCONOSCIUTA. Come sottolinea il dossier, gli unici dati riguardanti la qualità delle risorse idriche italiane risalgono al 2009. Questo la dice lunga sulla frammentarietà dei monitoraggi degli ultimi anni. Non è tutto: lo stato ecologico del 56% delle acque di superficie nazionali ci è del tutto ignoto. Sappiamo ancora meno della loro composizione chimica, sconosciuta nel 78% dei casi. La conclusione di Legambiente è che solamente il 25% dei nostri corpi idrici può essere definito di qualità buona o elevata.

DANNI AMBIENTALI ED ECONOMICI. L’acqua è un bene comune di inestimabile valore, da preservare non solo nella quantità, ma anche nella qualità, per il nostro benessere e per quello dell’ambiente. Ma non è solo la natura a chiederci di tutelare le nostre acque. Anche l’Europa prevede di raggiungere in tempi brevi una serie di obbiettivi ambientali, che se non verranno rispettati comporteranno multe salate. «Oltre al danno la beffa» ha commentato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, aggiungendo che «è sempre più urgente avviare una seria e concreta politica di tutela delle risorse idriche».