Impianti eolici lungo la costa

Eolico offshore, ovvero l’eolico realizzato in mare: le turbine vengono istallate lungo la costa, in acque non troppo profonde, dove il vento è costante e forte, in virtù dell’assenza quasi totale di ostacoli. A parità di potenza installata un impianto offshore riesce a produrre mediamente il 30% in più di energia rispetto ai classici impianti eolici della terra ferma. Non deve quindi stupire il fatto che gli Stati Uniti stiano iniziando a puntare tutto su questa tecnologia: l’obiettivo, stando a quanto dichiarato nel documento National Offshore Wind Strategy, sarebbe quello di installare 86 GW entro il 2050.

Eolico e green job

A rendere pubblica questa decisione fondamentale nel campo delle rinnovabili è stato il segretario dell’energia Ernest Moniz, che ha spiegato che l’«eolico offshore ha registrato enormi progressi durante l’amministrazione Obama». Ad ottobre il nuovo parco eolico offshore di Block Island, nel Rhode Island, inizierà a produrre i primi megawatt. E questo è solo il primo passo del grandioso progetto: altre dieci aree sono infatti state destinate all’eolico offshore, laddove, prima dell’amministrazione Obama, questa tecnologia era del tutto inesistente negli Usa. Stando alle cifre comunicate dal Dipartimento dell’energia Usa, gli investimenti nell’eolico creeranno complessivamente 160 mila nuovi posti di lavoro.

Gli Stati Uniti rincorrono l’Europa

L’impianto di Block Island, dunque, è destinato ad essere solo il primo di una lunga serie negli Stati Uniti. Il progetto ha avuto un riscontro molto positivo sulla stampa statunitense, ma non mancano i dubbi, legati soprattutto ai costi degli impianti, ad oggi molto elevati a causa di un mercato – quello dell’eolico offshore – appena nato. In questo senso, invece, l’Europa è già alcuni passi avanti: nel nostro continente sono infatti attive ben 83 centrali eoliche offshore, con una potenza totale di 10 gigawatt.

La potenza eolica britannica

In Europa l’eolico offshore è già infatti una realtà consolidata: la fa da padrone il Regno Unito, che ospita nelle proprie acque nazionali impianti per 5 gigawatt di potenza totali. Segue in rimonta la Germania, con 3,3 gigawatt totali (di cui 2,3 installati nel corso del 2015) e quindi la Danimarca, con 1,3 gigawatt installati nei propri mari. Nel complesso, secondo la EWEA (l’associazione che rappresenta i produttori europei di energie dal vento) in Europa c’è abbastanza energia da coprire l’1,5% del consumo totale di elettricità. Questo risultato è stato raggiunto grazie ai grossi investimenti nell’offshore effettuati tra il 2014 e il 2015: nel 2016, invece, la crescita dell’eolico in Europa sta vivendo una fase di stallo.

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