villaggio galleggiante
Urbanistica

Villaggio galleggiante, il primo al mondo sorgerà in Polinesia entro il 2020

Via libera al progetto di villaggio galleggiante nelle acque dell’Oceano Pacifico. Una soluzione sperimentale contro l’innalzamento del livello del mare

Se fino a pochi anni fa l’idea di un villaggio galleggiante era uno scenario da film di fantascienza, ora siamo a un passo dalla realtà. Dopo anni di tentativi e un primo via libera agli studi di fattibilità economica e ambientale, è arrivato l’accordo definitivo fra il governo della Polinesia francese e il Seasteading Institute: la prima città galleggiante al mondo sorgerà nell’Oceano Pacifico, in prossimità dell’isola di Tahiti.

Costruire sull’acqua è possibile

Al centro del progetto c’è appunto l’organizzazione no profit Seasteading Institute di San Francisco che dal 2008 si batte per convincere l’opinione pubblica sulla fattibilità di costruire sull’acqua e sui tanti vantaggi ottenibili da una soluzione del genere. In tutti questi anni la ong era alla ricerca di un paese disposto ad accettare la sfida e testare il proprio modello avanguardistico e innovativo di villaggio galleggiante.

Una soluzione per salvaguardare la popolazione dall’innalzamento dei livelli del mare

La prima risposta realmente positiva è arrivata dalla Polinesia francese, che ha mostrato subito un forte interesse al progetto. Il motivo è semplice: gran parte delle aree costiere polinesiane corrono seriamente il rischio di essere sommerse dall’acqua, per via del costante innalzamento del livello del mare che si sta verificando da diversi anni a questa parte. E’ questa la problematica da affrontare, a cui il Seasteading Institute sta cercando di dare una risposta. Il surriscaldamento globale sta provocando un costante aumento del livello degli Oceani.

La terra scompare, meglio trasferirsi nel mare

Già nel 2007 l’Ipcc, il panel per il cambiamento climatico dell’Onu, aveva previsto un innalzamento del livello degli oceani su scala mondiale compreso fra i 29 e gli 82 centimetri entro fine secolo. E le previsioni a quanto pare sembrano piuttosto realistiche. Per salvaguardare la popolazione a rischio, una delle soluzioni praticabili potrebbe essere quella di trasferire parte degli abitanti in agglomerati urbani galleggianti.

Primo prototipo di villaggio galleggiante entro il 2020

Con il via libera, il governo della Polinesia Francese ha messo a disposizione oltre 40 ettari di spiaggia e un primo finanziamento di 60 milioni di dollari che servirà per realizzare un primo prototipo del villaggio galleggiante. L’agglomerato urbano, che verrà sviluppato dalla Blue Frontiers, società controllata della ong, fondata proprio per gestire l’innovativo progetto, dovrebbe essere ultimato entro il 2020, con una dozzina di strutture, fra case e spazi commerciali, per ospitare un primo blocco di circa 250-300 abitanti. Se tutto andrà secondo i piani, entro il 2040 il villaggio galleggiante dovrebbe essere in grado di espandersi e a dare alloggio a migliaia di persone.

Piattaforme modulari per la Floating Island

La Floating Island, così è stata denominata la futura città galleggiante polinesiana, sarà caratterizzata da una struttura modulare, con piattaforme quadrate o pentagonali dalle dimensioni ridotte, costruite in cemento armato e connesse tra loro.

villaggio galleggiante

Sulle piattaforme sorgeranno una serie di edifici, che non supereranno i tre piani di altezza, per garantirne stabilità e sicurezza.

Città galleggiante ma anche sostenibile

La città galleggiante sarà anche sostenibile da un punto di vista ambientale. I fabbisogni dell’intera isola verranno soddisfatti grazie a impianti solari ed eolici che forniranno anche l’energia necessaria per alimentare i sistemi di desalinizzazione dell’acqua marina che verrà riutilizzata per scopi domestici.

villaggio galleggiante

L’obiettivo del progetto è quello dell’autosufficienza, non solo energetica ma anche alimentare. Motivo per cui sono previsti sistemi innovativi per la coltivazione acquaponica.

La scommessa di Floating Island è chiaramente quella di dimostrare la fattibilità del modello, affinché possa essere esportato anche nel resto del mondo.