Gli oceani stanno diventando delle vere e proprie discariche di rifiuti di plastica. Ne abbiamo già parlato presentando il premio “New Plastics Economy Innovation” organizzato dalla Ellen MacArthur Foundation, la più grande Fondazione privata degli Usa per la promozione e sviluppo dell’economica circolare, che ha l’obiettivo di promuovere idee e iniziative imprenditoriali per ridurre l’uso della plastica nel packaging e per incentivare la diffusione di brand sostenibili che puntino su nuovi materiali e sul riciclo.

Inquinamento, serve l’impegno delle multinazionali

Ed è proprio in occasione della conferenza 2017 Our Ocean, che si è tenuta a Malta il 5-6 ottobre scorso e nel corso della quale sono stati annunciati i vincitori della prima parte del concorso, la cosiddetta ‘Circular Design Challenge’, volta a commercializzare soluzioni per ridurre la produzione di imballaggi polimerici, che è stata lanciata un’altra sfida, rivolta in questo caso alle multinazionali. Senza un forte impegno delle industrie che dominano il mercato è infatti impossibile pensare di mettere in atto un reale cambiamento che vada in un’ottica di sostenibilità e circolarità.

150 mln di dollari per finanziare progetti e brand sostenibili

Ocean Conservacy, in collaborazione con diversi partner, fra cui Trash Free Seas Alliance, Closed Loop Partners, PepsiCo, 3M, Procter & Gamble, American Chemistry Council e World Plastics Council, ha deciso di promuovere un’iniziativa per raccogliere 150 milioni di dollari da destinare a progetti incentrati sullo sviluppo di soluzioni che possano ridurre la produzione di plastica e conseguentemente pulire tutti i mari del mondo. Il finanziamento sarà rivolto nello specifico a progetti di brand sostenibili per il sud-est asiatico, che è il maggior responsabile dell’inquinamento.

Si parte dai paesi in via di sviluppo

“Questo è un grande passo avanti nella lotta per l’eliminazione dei rifiuti di plastica che ogni giorni finiscono in mare– ha dichiarato Susan Ruffo, amministratore delegato di International Initiatives dell’ Ocean Conservancy “Secondo i nostri studi migliorando la gestione dei rifiuti nei paesi del sud-est asiatico potremmo, entro il 2025, dimezzare il quantitativo di plastica che confluisce negli oceani.”

P&G presenta Fairy Ocean Plastic, flacone 100% green

E c’è chi, anticipando i tempi, ha già presentato la propria proposta. Si tratta della Procter & Gamble, che, in collaborazione con TerraCycle, ha lanciato Fairy Ocean Plastic, un fustino per detersivo realizzato completamente in plastica e plastica oceanica riciclata (PCR). Il lancio è previsto già per il 2018, in Gran Bretagna e riguarderà una prima produzione di 320mila bottiglie di sapone per piatti: il più grande quantitativo di packaging totalmente sostenibile a partire dai rifiuti oceanici mai realizzato.

brand sostenibili

Plastica riciclata e raccolta nei mari di tutto il mondo

La bottiglia sarà infatti costituita per un 10% da plastica oceanica, raccolta in mare e nelle spiagge di tutto il mondo e per il restante 90% da plastica frutto di riciclo. E, secondo quanto riferito dall’azienda, questo sarà soltanto il primo passo, perché la volontà è quella di estendere l’iniziativa anche agli altri marchi del gruppo, facendoli diventare brand sostenibili e soprattutto di puntare a tutti i mercati del mondo, non solo a quello britannico.

Brand sostenibili: invertire la rotta è possibile

Il progetto mira a sensibilizzare sui temi dell’inquinamento provocato dalla plastica e sull’importanza del riciclo, testimoniando anche che è possibile invertire la rotta.

“Vogliamo sfruttare la notorietà del nostro marchio per guidare un cambiamento- ha dichiarato Virginie Helias, vice presidente di Global Sustainability di Procter & Gamble- “I consumatori sono fortemente interessati alla problematica e con il nostro prodotto speriamo di dimostrare che le opportunità di ridurre l’impatto ambientale sono infinite quando si inizia a modificare l’approccio al rifiuto.

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