La costante crescita della popolazione va di pari passo con quella del traffico veicolare. Più abitanti uguale più auto in circolazione. E anche più auto da parcheggiare. Quello del trovare parcheggio, lo sa bene chi vive in città, è uno dei problemi più diffusi nei centri urbani. Secondo alcuni dati recenti addirittura il 30% delle congestioni stradali sono provocate da automobilisti alla ricerca di un posto dove lasciare la propria auto. Non a caso, una delle priorità delle amministrazioni è quella di trovare nuovi spazi da adibire a parcheggi o garage, spesso a discapito delle aree verdi. Eppure è proprio il verde che potrebbe aiutare a calmierare gli effetti disastrosi provocati dai cambiamenti climatici, a cui le auto (quelle alimentate a combustibili fossili) contribuiscono parecchio. Come sbrigliare questa matassa? La questione andrebbe sicuramente affrontata con misure forti e nette volte a una riduzione, se non eliminazione, del parco veicolare inquinante. Ma in attesa che ciò avvenga – e, in base agli scenari ipotizzati in molte città, che abbiamo riportato in un recente articolo, questo non avverrà nell’immediato – potremmo considerare alcune soluzioni frutto di ricerca urbanistica e sostenibilità.

POP-UP: parcheggio, serbatoio idrico e parco verde in un’unica soluzione

Una proposta davvero interessante e innovativa viene dalla Danimarca. Lo studio di architettura THIRD NATURE ha sviluppato un concept chiamato POP-UP che punta a risolvere con un colpo solo tre problemi: la mancanza di parcheggi, la necessità di proteggere le città da fenomeni alluvionali in un’ottica di resilienza e la realizzazione di aree verdi. Come? Semplicemente, si fa per dire, impilando degli spazi destinati a funzionalità diverse.

Sfruttare il principio di Archimede

Sfruttando il noto principio di Archimede, secondo cui ogni corpo immerso parzialmente o completamente in un fluido (liquido o gas) riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto, uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato’, gli architetti hanno immaginato una vasca che possa fungere da serbatoio idrico e uno spazio galleggiante dove parcheggiare le auto.

Pensato per la città di Copenaghen

Il progetto, che mixa ricerca urbanistica e sostenibilità, è stato pensato per la città di Copenaghen, che è particolarmente soggetta a violenti nubifragi e a un innalzamento del livello del mare. Negli ultimi anni, specie dopo il nubifragio che nel 2011 provocò danni per oltre un miliardo di dollari alla città, si è iniziato a investire in una serie di progetti ‘a prova di cambiamento climatico’. In diversi quartieri della capitale danese si stanno sperimentando soluzioni che prevedono soprattutto la realizzazione di bacini di raccolta delle acque, oltre all’incremento delle aree verdi.

Come è nata l’idea?

È in quest’ottica che si inserisce anche il progetto POP-UP.

“Abbiamo disegnato una mappa- spiega Ole Schroder, partner di THIRD NATURE- dove vengono evidenziate le aree maggiormente soggette ai fenomeni alluvionali e un’altra che identifica i luoghi dove vi è scarsità di parcheggi. Poi le abbiamo confrontate e sovrapposte, rendendoci conto che alcune aree coincidevano. E abbiamo avuto la conferma di poter risolvere due problemi con una sola soluzione

Da qui, sono passati dall’intuizione alla realizzazione.

Con il sole la struttura è sotterranea, con la pioggia si alza

POP-UP ha un’altezza variabile, che cambia in base al tempo. Se la giornata è asciutta e soleggiata, il parcheggio sarà sotterraneo e lo spazio verde corrisponderà al suolo. Nei giorni di pioggia, invece, il serbatoio viene aperto per favorire la raccolta dell’acqua piovana, e conseguentemente la struttura del garage si alza fuori terra. La sicurezza di funzionamento viene garantita dalla presenza di cuscinetti idraulici di sollevamento e sterzata e da pareti di sostegno e guide supplementari.

ricerca urbanistica e sostenibilità

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Ricerca urbanistica e sostenibilità: l’unica strada per calmierare il cambiamento climatico

Il team di THIRD NATURE è convinto del fatto che soltanto investendo in progetti di ricerca urbanistica e sostenibilità si possano affrontare tutti i problemi legati ai cambiamenti climatici in città. Sicuramente POP-UP non è una soluzione economica ma se si considerano separatamente i costi di un parcheggio, un serbatoio d’acqua e un’area verde, la soluzione 3-in-uno è molto più conveniente.

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