L’Italia è purtroppo piena di antiche linee ferroviarie dismesse. Stazioni abbandonate e rotaie che continuano a solcare vecchi tracciati, generalmente nelle aree più impervie del nostro paese, dove la circolazione ferroviaria è stata soppiantata da quella stradale, considerata più pratica, veloce ed economica. Anche se non tutti la pensano così.

Il caso della Transiberiana d’Italia

sostenibilità e turismo su rotaia

Basti pensare ai tanti reportage dedicati a quella che è tutt’ora considerata una delle linee ferroviarie più belle d’Italia, ribattezzata non a caso la Transiberiana d’Italia, ovvero il percorso che collega Sulmona a Carpinone, nel cuore dell’Abruzzo e del Molise. Una linea che è stata chiusa nel 2011 per mancanza di passeggeri. Una motivazione dietro la quale, stando a diverse inchieste giornalistiche, si nascondono non poche ombre, come l’evidenza che nei pochi anni precedenti alla chiusura si era assistito a uno spostamento degli orari in momenti definiti ‘improbabili’ e a un aumento dei tempi di percorrenza.

Salvaguardare un patrimonio storico grazie a progetti di sostenibilità e turismo su rotaia

E quello della linea Sulmona-Carpinone è solo un caso fra tanti. Si investe in strade e infrastrutture e molte tratte ferroviarie vengono lasciate lentamente morire. Tranne in quei rari casi in cui amministrazioni lungimiranti o associazioni di privati cittadini si battono per recuperare quello che è di fatto un patrimonio storico, dandogli una nuova vita, quello del percorso turistico. È ciò che è accaduto appunto alla Transiberiana d’Italia nel 2014, grazie a un gruppo di volontari che ha recuperato un convoglio degli anni ’30 trasformandolo in treno turistico con partenze a calendario ma con tratti ridotti rispetto al tragitto originale e come probabilmente avverrà in altre 18 aree italiane.

Approvata la legge 128 che individua le tratte recuperabili

Per promuovere sostenibilità e turismo su rotaia è stata infatti varata la legge 128 sulle Ferrovie turistiche che, dopo essere stata approvata dalla Commissione lavori pubblici del Senato, è entrata ufficialmente in vigore lo scorso 7 settembre. La legge ha individuato 18 aree considerate di particolare pregio naturalistico, storico e archeologico che possono essere trasformate in linee ferroviarie ad uso turistico. A patto che le regioni competenti o il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale decida di investirvi.

sostenibilità e turismo su rotaia

6.650 km che potrebbero diventare linee ferroviarie ad uso turistico

I km che potrebbero essere riqualificati e trasformati in piccoli gioielli di sostenibilità e turismo su rotaia sono 6650. Tanti, se consideriamo che finora soltanto 450 km di antiche linee ferroviarie sono state convertite ad uso turistico. Le tratte in questione sono:

  • Sulmona-Castel di Sangro;
  • Cosenza-San Giovanni in Fiore;
  • Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio;
  • Sacile-Gemona;
  • Palazzolo-Paratico;
  • Castel di Sangro-Carpinone;
  • Ceva-Ormea;
  • Mandas-Arbatax;
  • Isili-Sorgono;
  • Sassari-Palau Marina;
  • Macomer-Bosa;
  • Alcantara-Randazzo;
  • Castelvetrano-Porto Palo di Menfi;
  • Agrigento Bassa-Porto Empedocle;
  • Noto-Pachino;
  • Asciano-Monte Antico;
  • Civitavecchia-Capranica-Orte;
  • Fano-Urbino.

A breve altre tratte da destinare a sostenibilità e turismo su rotaia

Un decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti dovrà poi adottare, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un provvedimento che individui altre tratte ferroviarie a uso turistico tra quelle dismesse o sospese, sempre caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico.

Treni ordinari o storici e turistici

La nuova legge per la sostenibilità e turismo su rotaia prevede la salvaguardia dei tracciati ferroviari in disuso e la tutela del patrimonio architettonico e di tutte le opere che ne fanno parte, stazioni, gallerie, ponti compresi. A cui si affiancheranno gli interventi per la circolazione dei nuovi mezzi che potranno essere treni ordinari o treni storici e turistici, ovvero iscritti al registro di immatricolazione nazionale nell’apposita sezione.

Standard di sicurezza per ciascuna tratta

Per garantire la sicurezza della circolazione ferroviaria sulle tratte turistiche l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie dovrà stabilire entro 120 giorni gli standard di sicurezza che, in base alle singole tratte prese in considerazione, dovranno essere rispettati.

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