Il ritorno del nucleare in Italia: cosa prevede la nuova legge
Due giorni segnarono la fine dell’era del nucleare in Italia: l‘8 e il 9 novembre 1987 nel nostro Paese si votò per cinque referendum, e tre di questi erano dedicati al nucleare. Come conseguenza diretta, le tre centrali nucleari attive nel Paese (quella del Garigliano, a Sessa Aurunca, era già stata disattivata cinque anni prima) vennero spente. Tutto questo avvenne un anno e mezzo dopo il disastro di Černobyl’.
Trentanove anni dopo, quel capitolo si è riaperto ufficialmente. Il 23 settembre 2026 il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega sul nucleare — 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti — dopo il via libera della Camera del 4 giugno. È la prima cornice normativa per rimettere reattori sul territorio italiano da quei referendum. Vale la pena capire come ci siamo arrivati e, soprattutto, cosa dice (e cosa non dice) questa legge.
Un tema europeo, non solo italiano
Il ritorno del nucleare non è tornato d’attualità solo da noi. È stata la stessa Unione Europea a inserire nella tassonomia verde per la transizione energetica anche il nucleare di nuova generazione, spinta in primo luogo dalla Francia, che è a mani basse la principale produttrice di energia nucleare in Europa, seguita a distanza da Spagna, Svezia, Belgio, Germania, Repubblica Ceca, Finlandia e da diversi altri Paesi. Su come Bruxelles ha trattato gas e atomo abbiamo scritto nel pezzo su gas e nucleare nella Commissione europea.
Dal PNIEC alla legge: perché il governo ha scelto l’atomo
Del ritorno al nucleare si parlava da tempo. Il governo aveva anticipato la linea includendo l’energia nucleare nell’aggiornamento del PNIEC, il Piano nazionale integrato energia e clima: un documento strategico che indica gli obiettivi climatici ed energetici del Paese al 2030 e i percorsi su rinnovabili ed efficienza. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aveva parlato di una scelta “obbligata”.
Il ragionamento del governo è di aritmetica energetica: oggi l’Italia consuma circa 305 terawattora l’anno di energia elettrica; a metà secolo, con l’elettrificazione necessaria per lasciarsi alle spalle i combustibili fossili, si stima un consumo più che doppio, intorno ai 700 terawattora. Secondo le previsioni dell’esecutivo, con le sole rinnovabili “classiche” quel fabbisogno non sarà coperto. Da qui la decisione di reinserire il nucleare nel mix, affiancandolo alle rinnovabili.
Cosa prevede davvero la legge
Il primo punto da chiarire è che “legge delega” non significa che le centrali partono domani: la legge dà al governo il potere di scrivere, entro dodici mesi, i decreti attuativi (le regole di dettaglio su autorizzazioni, sicurezza e controlli), con altri 24 mesi per eventuali correttivi.
Il secondo punto è che la legge esclude le grandi centrali del passato. Come aveva ripetuto lo stesso Pichetto Fratin, non si parla degli impianti da migliaia di megawatt, ma di nucleare di nuova generazione, modulare: i cosiddetti SMR, i piccoli reattori modulari (in inglese small modular reactor), unità compatte di solito sotto i 300 megawatt, all’incirca il fabbisogno di una città media. È una tecnologia che promette maggiore efficienza e sicurezza, ma che resta in larga parte ancora in fase di sviluppo. Sui tempi e sui luoghi — quando entreranno in funzione i primi reattori e dove — abbiamo dedicato un approfondimento specifico: le nuove centrali nucleari in Italia, dove e quando.
I nodi ancora aperti
L’approvazione della legge non cancella i dubbi. Un sondaggio SWG aveva mostrato che circa la metà degli italiani sarebbe favorevole alle centrali di nuova generazione, ma il consenso resta un terreno mobile, con il nodo di un possibile referendum sempre sullo sfondo. Soprattutto, non è ancora stato individuato il sito del deposito nazionale delle scorie radioattive: ad oggi l’Italia non ha un luogo sicuro pensato per conservare i rifiuti radioattivi già prodotti in passato, un tema che ci portiamo dietro da anni (ne abbiamo parlato a proposito del deposito nucleare italiano). Vanno poi tenuti in considerazione gli studi secondo cui il nucleare — anche di ultima generazione — resta costoso e con tempi di realizzazione lunghi.
Qui serve una distinzione che aiuta a orientarsi: il nucleare è una fonte a basse emissioni di anidride carbonica, ma non è una fonte rinnovabile, perché usa l’uranio, una risorsa finita. L’atomo gestito con le dovute attenzioni e con le tecnologie più evolute può essere una necessità di transizione: serve ad affiancare le rinnovabili mentre crescono e si risolvono i loro limiti, tenendo il posto che altrimenti prenderebbero carbone e gas. Non è la soluzione unica, e non deve diventare un alibi per rallentare fotovoltaico ed eolico. Su questo equilibrio abbiamo approfondito il ruolo del nucleare nella transizione energetica.
Il vero banco di prova, ora, è ravvicinato e tecnico: entro circa un anno i decreti attuativi diranno con quali regole, con quali controlli e con quali risorse questo ritorno dovrebbe prendere forma.
Domande frequenti
Il nucleare è tornato legale in Italia?
Il 23 settembre 2026 il Parlamento ha approvato in via definitiva una legge delega che apre alla costruzione di nuovi reattori. Non è un impianto che parte subito: la legge autorizza il governo a scrivere entro un anno i decreti attuativi con le regole di dettaglio.
Che tipo di centrali saranno?
Solo piccoli reattori modulari (SMR), sotto i 300 megawatt, di nuova generazione. La legge esclude le grandi centrali tradizionali del passato.
Quando e dove saranno costruite?
La legge non fissa una data né indica i siti. Le stime del governo parlano di primi reattori intorno al 2033-2034, e i luoghi verranno decisi in seguito: ne parliamo nel dettaglio nell'articolo dedicato a dove e quando.
Il nucleare è una fonte rinnovabile?
No. È a basse emissioni di CO2, ma usa l'uranio, una risorsa finita: per questo non è rinnovabile. È considerato una fonte da affiancare alle rinnovabili nella transizione, non un loro sostituto.
Le fonti
- Il Parlamento ha approvato la legge delega sul nucleare, Il Post — link allo studio
- Nucleare in Italia, dove e quando saranno costruiti i primi reattori, Sky TG24 — link allo studio
- Il nucleare sostenibile è legge: SMR e AMR, Quotidiano.net — link allo studio
- Small Modular Reactors, IAEA — link allo studio
- Energia nucleare: programma nazionale e gestione delle scorie, MASE — link allo studio




