Ora legale tutto l’anno: conviene davvero? Cosa dicono energia e scienza
Tenere l’ora legale permanente, senza più spostare le lancette due volte l’anno, farebbe risparmiare energia come un tempo? Oggi molto meno di prima. Nel 2026 Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, ha stimato per i sette mesi di ora legale un risparmio di 302 milioni di kWh e circa 80 milioni di euro: un beneficio reale, ma in calo di anno in anno man mano che illuminazione a LED ed elettrodomestici efficienti riducono il peso della luce serale in bolletta. Il 1° ottobre 2026 la Commissione Attività produttive della Camera ha riaperto il tema, approvando un documento che mette sul tavolo tre strade diverse. Vale la pena capire cosa c’è davvero in gioco, al di là del fastidio di perdere o guadagnare un’ora di sonno.
Le tre strade sul tavolo della Camera
Il documento approvato a Montecitorio non sceglie: mette in fila tre strade. C’è chi vorrebbe partire da una sperimentazione, provando l’ora legale permanente per almeno un anno e misurando l’effetto su consumi, salute e incidenti stradali prima di decidere. C’è l’ipotesi dell’ora legale fissa tutto l’anno, che consoliderebbe i risparmi serali e farebbe felici commercio e turismo, al prezzo però di mattine invernali al buio fino alle 8-9, con quel che comporta per orari scolastici e illuminazione pubblica. E c’è la strada opposta, l’ora solare fissa, le lancette “naturali” dodici mesi su dodici, quella che gli esperti del sonno indicano come la meno dannosa. Nessuna delle tre è gratis.
Quanto si risparmia oggi (e perché sempre meno)
Il risparmio dell’ora legale nasce da un meccanismo semplice: spostando avanti le lancette, le giornate hanno più luce naturale nelle ore in cui siamo svegli e attivi, quindi accendiamo la luce più tardi. È il motivo per cui Terna continua ogni anno a quantificare il beneficio. Il punto è che quel beneficio si assottiglia: una lampadina a LED consuma circa un decimo di una vecchia lampadina a incandescenza, perciò posticipare l’accensione delle luci “pesa” sempre meno sul totale dei consumi. Resta invece il risparmio sulla punta serale della domanda elettrica, quella che la rete fatica a coprire. Il risultato è che l’ora legale fa ancora risparmiare, e oggi il guadagno maggiore sta nell’alleggerimento della rete nelle ore di punta serali, più che nella bolletta domestica.
Il nodo salute: perché i medici del sonno preferiscono l’ora solare
Qui le ragioni dell’energia e quelle del corpo divergono. Gli esperti di cronobiologia sono abbastanza concordi: l’ora solare è quella più vicina al nostro orologio biologico, perché allinea la luce del mattino con il risveglio e aiuta a sincronizzare il ritmo sonno-veglia. L’ora legale permanente, al contrario, significherebbe mattine invernali buie per mesi, con un risveglio “contro natura” che diversi studi associano a un sonno peggiore e a una maggiore difficoltà di concentrazione nelle prime ore. È il paradosso della questione: la soluzione che conviene di più alle serate del commercio è quella che conviene di meno alla fisiologia. Qualsiasi scelta “permanente” sacrifica qualcosa.
Perché l’Europa non decide da sette anni
Non è un problema solo italiano. Nel 2018 la Commissione europea aveva proposto di abolire il cambio stagionale, lasciando a ogni Stato la scelta tra ora legale o solare fissa; nel marzo 2019 il Parlamento europeo votò per chiudere il doppio cambio entro il 2021. Da allora, però, la pratica è ferma nel Consiglio dell’Unione: senza un accordo tra i governi, il dossier non si muove. Il rischio che tutti temono è un mosaico di fusi orari diversi tra Paesi confinanti, un danno per trasporti e mercato unico. Nel 2026 il tema è tornato d’attualità anche grazie all’appello del premier spagnolo Pedro Sánchez per archiviare il cambio dell’ora, ma la decisione resta appesa alla volontà degli Stati membri. L’Italia, che nel 2019 aveva chiesto di mantenere lo status quo, con il documento della Camera sembra ora disposta a riaprire la partita.
Cosa cambia per te, e cosa manca per decidere
Nell’immediato cambia poco: con l’ultima domenica di ottobre si torna all’ora solare, lancette indietro di un’ora e un’ora di sonno in più. Nel medio periodo, la scelta tra legale e solare permanente è tutt’altro che banale, perché mette in fila valori che non coincidono: qualche decina di milioni di euro di energia, la qualità del sonno di milioni di persone, gli orari di scuole e uffici, la sicurezza sulle strade all’alba e al tramonto. Quello che manca, come osserva lo stesso documento della Camera, è una sperimentazione misurata: dati italiani raccolti su un ciclo intero, prima di fissare le lancette per sempre. In Europa la pratica è ferma da sette anni, e la prossima volta che sposteremo le lancette sarà di nuovo per tornare all’ora solare di fine ottobre.
Domande frequenti
Quando si torna all'ora solare?
Il passaggio all'ora solare avviene l'ultima domenica di ottobre: alle 3:00 le lancette si spostano indietro alle 2:00. L'ora legale torna invece l'ultima domenica di marzo. Sono le date fissate a livello europeo, uguali ogni anno.
L'ora legale fa ancora risparmiare energia?
Sì, ma meno di un tempo. Per il 2026 Terna ha stimato 302 milioni di kWh e circa 80 milioni di euro di risparmio nei sette mesi di ora legale. Il beneficio cala di anno in anno per via dell'illuminazione a LED, ma resta significativo nell'alleggerire la punta serale della domanda elettrica.
È meglio l'ora legale o l'ora solare permanente?
Dipende dal criterio. Per i risparmi serali e per commercio e turismo conviene l'ora legale fissa; per la salute e i ritmi del sonno gli esperti preferiscono l'ora solare fissa, più vicina all'orologio biologico. Non esiste una scelta senza svantaggi.
Perché l'Unione europea non ha ancora abolito il cambio dell'ora?
La proposta della Commissione è del 2018 e il Parlamento europeo votò per lo stop nel 2019, ma la decisione è ferma nel Consiglio: senza accordo tra gli Stati sul fuso da adottare, il cambio stagionale resta in vigore.
Le fonti
- Ora legale 2026: circa 80 milioni di euro di risparmi per il sistema elettrico, Terna — link allo studio
- Il Parlamento sostiene la fine del cambio dell'ora (marzo 2019), Parlamento europeo — link allo studio
- Ora legale permanente: le ipotesi al vaglio della Camera, Rinnovabili.it, 2026 — link allo studio




