LCA, l’analisi del ciclo di vita: cos’è e come si misura l’impatto di un prodotto
Un’auto elettrica, al momento dell’uscita dalla fabbrica, comporta un debito di emissioni più alto rispetto a un’auto a benzina. L’International Council on Clean Transportation (ICCT) stima che produrla generi circa il 40% di emissioni in più, in gran parte per la batteria. Secondo lo stesso studio, pubblicato a luglio 2025, sommando tutte le fasi del ciclo di vita, le auto elettriche a batteria vendute nell’Unione europea nel 2025 producono il 73% in meno di emissioni di gas serra rispetto ai modelli a benzina. Il debito iniziale si azzera dopo circa 17.000 chilometri.
Il metodo per ricavare questi numeri è l’LCA, dall’inglese life cycle assessment, in italiano analisi o valutazione del ciclo di vita. Questo strumento calcola l’impatto ambientale di un prodotto dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento, includendo produzione, trasporto e uso. In sua assenza, il confronto tra due prodotti si ferma a un’unica fase, di solito la più visibile.
Come funziona un’analisi del ciclo di vita
I principi e il quadro dell’LCA sono fissati dalla norma internazionale ISO 14040. Pubblicata nel 2006 e riconfermata dall’ISO nel 2022, indica quattro fasi.
- Obiettivo e campo di applicazione. Si decide cosa si vuole sapere e su quale prodotto, quali confini ha lo studio e quale unità di confronto si usa: per un’auto un chilometro percorso, per un alimento un chilo di prodotto.
- Analisi di inventario (LCI). Si contano tutti i flussi che entrano ed escono nel sistema: materie prime, energia, acqua, emissioni, rifiuti. Richiede dati lungo tutta la filiera.
- Valutazione dell’impatto (LCIA). I flussi dell’inventario vengono tradotti in effetti sull’ambiente, come il contributo al riscaldamento globale o il consumo di risorse.
- Interpretazione. Si leggono i risultati alla luce dell’obiettivo iniziale, si individuano le fasi che pesano di più e i limiti dello studio.
La norma stabilisce il quadro generale, ma chi conduce lo studio sceglie i metodi di calcolo per ogni fase. Per questo due LCA sullo stesso prodotto possono portare a risultati diversi se variano confini, dati o ipotesi. È importante leggere come è stato fatto lo studio prima di citarne il risultato.
Due esempi che ribaltano l’intuizione
L’auto. Lo studio ICCT del 2025 esamina un’auto elettrica di segmento medio venduta nell’Unione europea nel 2025. Sull’intero ciclo di vita le emissioni stimate sono 63 grammi di CO₂ equivalente per chilometro. Il calcolo considera il mix elettrico europeo medio previsto tra il 2025 e il 2044. Un’auto a benzina arriva a 235 grammi. Le ibride plug-in, con l’uso reale di carburante ed elettricità, si fermano a 163 grammi. Guardando solo alla fabbrica, l’elettrica genera più emissioni. Il bilancio si inverte considerando l’intera vita del veicolo.
Il cibo. Lo studio di Joseph Poore e Thomas Nemecek, uscito su Science nel 2018 e riportato da Our World in Data, confronta le emissioni di gas serra per chilo di prodotto lungo tutta la filiera. La carne bovina da allevamento dedicato arriva a 99,48 chili di CO₂ equivalente per chilo, il formaggio a 23,88, la carne di pollo a 9,87, il tofu a 3,16 e i piselli a 0,98. Tra il primo e l’ultimo della lista c’è un rapporto di cento a uno. A fare la differenza è soprattutto il tipo di alimento che finisce nel piatto.
Dove l’LCA entra nelle regole europee
La Commissione europea ha sviluppato i metodi dell’impronta ambientale, Product Environmental Footprint (PEF) per i prodotti e Organisation Environmental Footprint (OEF) per le organizzazioni. Questi metodi seguono il ciclo di vita, si basano sulle norme ISO 14040 e 14044 e forniscono regole chiare per calcolare gli impatti e comunicarli. Alle imprese servono per misurare e ridurre il proprio impatto; ai decisori pubblici per individuare i punti critici delle filiere. Ne guadagnano anche i consumatori, che ricevono informazioni più affidabili.
Il secondo passaggio è il regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili. Si tratta del regolamento (UE) 2024/1781, in vigore dal 18 luglio 2024. La Commissione evidenzia un dato: oltre l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto sul suo ciclo di vita si decide durante la progettazione. Le norme introducono il passaporto digitale dei prodotti e vietano di distruggere tessili e calzature invenduti. Un’idea simile, contare le emissioni incorporate nei beni, sta dietro al meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere, che abbiamo spiegato nella guida al CBAM. L’LCA serve a verificare se riciclo e riuso, basi dell’economia circolare in Europa, riducono l’impatto di un prodotto.
Dove la tecnologia aiuta: il passaporto digitale dei prodotti
Il limite pratico dell’LCA sono i dati. Se mancano informazioni affidabili su materiali e lavorazioni, l’inventario resta pieno di stime. Il passaporto digitale previsto dal regolamento europeo sull’ecodesign è una carta d’identità digitale di prodotti, componenti e materiali. A seconda del prodotto può contenere le prestazioni tecniche, i materiali e la loro origine, le riparazioni, le possibilità di riciclo e gli impatti ambientali sul ciclo di vita. Il passaporto arriverà gradualmente, prodotto per prodotto, seguendo il piano di lavoro che la Commissione ha pubblicato ad aprile 2025. Dati di questo tipo, leggibili lungo tutta la filiera, rendono le analisi più rapide e più confrontabili. Anche i sistemi di intelligenza artificiale, che hanno un loro peso ambientale come abbiamo raccontato nell’analisi sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, possono aiutare a organizzare grandi quantità di dati di filiera. Il risultato finale dipende comunque dalla qualità dei dati di partenza.
Domande frequenti
Cos'è l'LCA?
L'LCA (life cycle assessment), in italiano analisi del ciclo di vita, è il metodo che misura l'impatto ambientale di un prodotto o servizio lungo tutta la sua vita, dalle materie prime allo smaltimento. Il quadro di riferimento è la norma ISO 14040.
Quali sono le fasi dell'analisi del ciclo di vita?
Secondo la ISO 14040 sono quattro: definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione, analisi di inventario (LCI), valutazione dell'impatto (LCIA) e interpretazione dei risultati.
Un'auto elettrica inquina meno di una a benzina sul ciclo di vita?
Secondo l'ICCT (luglio 2025), un'auto elettrica a batteria venduta nell'Unione europea nel 2025 ha emissioni sul ciclo di vita inferiori del 73% rispetto a un'auto a benzina: 63 contro 235 grammi di CO₂ equivalente per chilometro. Il maggiore impatto della produzione viene recuperato dopo circa 17.000 chilometri.
Cos'è il PEF?
Il Product Environmental Footprint è il metodo della Commissione europea per calcolare l'impronta ambientale di un prodotto sul ciclo di vita. Si basa sulle norme ISO 14040 e 14044 e ha un equivalente per le organizzazioni, l'Organisation Environmental Footprint.
Che cos'è il passaporto digitale dei prodotti?
È una carta d'identità digitale prevista dal regolamento europeo sull'ecodesign (UE) 2024/1781. A seconda del prodotto raccoglie prestazioni tecniche, materiali e origine, riparazioni, riciclabilità e impatti ambientali sul ciclo di vita.
Le fonti
- Life cycle assessment — Principles and framework, ISO, ISO 14040:2006 Environmental management, 2022 — link allo studio
- Commissione europea, Environmental Footprint methods, 1404 — link allo studio
- ICCT, Life-cycle greenhouse gas emissions from passenger cars in the European Union (luglio 2025) — link allo studio
- Our World in Data, Greenhouse gas emissions per kilogram of food product (Poore e Nemecek, Science 2018) — link allo studio
- Commissione europea, Ecodesign for Sustainable Products Regulation, 2024 — link allo studio
- Commissione europea, Digital Product Passport, 2025 — link allo studio




