Batteria più grande del mondo
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Australia: accesa la batteria più grande del mondo

Musk aveva promesso la sua costruzione in meno di 100 giorni, o l’avrebbe fatta gratis: la sfida è vinta

Se andrà tutto bene, tra qualche decennio, qualcuno inizierà a raccontare la storia della batteria più grande del mondo più o meno in questo modo. Il racconto inizierà con il premier dell’Australia Meridionale Jay Weatherill seduto sul suo divano, una sera come tante. Anzi, non proprio una sera qualsiasi: pochi giorni prima il politico aveva infatti annunciato un piano per fronteggiare in modo migliore i continui problemi energetici che regolarmente mettono alle strette lo Stato australiano. In realtà, però, una soluzione concreta era ben lontana dall’essere individuata, e il sistema elettrico nazionale sembrava destinato a restare in balia di periodici blackout ancora per molto tempo. Senonché, a rivoluzionare il pur astratto piano di Weatherill, sopraggiunse una notifica sul suo smartphone – strano a dirsi, tra qualche decennio la maggior parte delle storie che i nonni racconteranno ai nipoti saranno farcite di smartphone, tablet e forse di accumulatori elettrici. La notifica in questione mostrava un tweet del patron di Tesla Elon Musk, il quale spiazzava tutti facendo un’offerta che qualcuno avrebbe pur dovuto accettare: il magnate si offriva infatti di costruire la più grande batteria del mondo in tempi incredibilmente brevi. Ripensando a quel momento, Weatherill ricorda chiaramente di aver iniziato a sudare: la tentazione di chiamare subito Musk era fortissima. Ma se lo avesse fatto, gli oppositori avrebbero forse avuto da ridire sull’opportunità di offrire uno Stato ai giochi industriali di Musk. Il dubbio vero, però, era un altro: l’offerta dell’inventore sudafricano (naturalizzato statunitense) era una cosa seria? O era una mera mossa pubblicitaria?

Batteria più grande del mondo

È abbastanza seria per te? Elon Musk non scherza

Anche Mike Cannon Brookes, un multimiliardario australiano, pensò dapprima che quella di Musk potesse essere un’iperbole pubblicitaria. E non si limitò a pensarlo, domandandolo direttamente all’inventore su Twitter. In tutta risposta, Musk rispose che Tesla si impegnava non solo a realizzare davvero la batteria più grande del mondo, ma a farlo in meno di 100 giorni dalla firma del contratto. In caso contrario, il lavoro sarebbe stato gratis. «È abbastanza seria per te?» concluse l’imprenditore statunitense. E oggi abbiamo l’ennesima e definitiva conferma che no, Musk non scherzava: la batteria più grande del mondo è terminata, ed è stata accesa. Il termine dei cento giorni è stato rispettato, e quella che è già stata battezzata da alcuni come una delle più grandi trovate ingegneristiche del secolo è dunque ufficialmente attiva.

Come è la batteria più grande del mondo, in Australia

Di certo la più grande batteria del mondo non può passare inosservata. L’enorme sistema di accumulo energetico firmato Tesla è infatti grande quanto un campo da football americano. Capace di dare energia a 30mila abitazioni, è la dimostrazione piena e indiscutibile che niente è impossibile in campo energetico, a patto che in campo ci siano da una parte un costruttore e imprenditore come Elon Musk, e dall’altra uno Stato aperto all’innovazione e del tutto contrario a restare vittima di continui black out, come per l’appunto l’Australia Meridionale. La batteria più grande del mondo è stata costruita in un batter d’occhio, è già accesa, eppure gli scontri ideologici intorno a questo impianto sono tutt’altro che estinti. I difensori delle energie fossili, infatti, non demordono.

La difficile situazione energetica australiana

Batteria più grande del mondo

Per capire appieno la situazione che è andata creandosi bisogna sapere che l’Australia è il più grande esportatore di carbone del mondo. D’altra parte, è anche uno dei territori con una maggiore insolazione del nostro pianeta, con parallele enormi capacità in termini di energia eolica e idroelettrica. Più del 40% dell’elettricità dell’Australia Meridionale, per esempio, viene prodotta dal vento. Ma in Australia il costo dell’elettricità è altissimo, e si è alzato del 20% tra il 2012 e il 2016. Oggi gli australiani pagano tra il 50 e il 100% in più degli americani in bolletta. L’Australia Meridionale, in particolare, vanta i prezzi più alti del mondo, e di certo i black out non stanno migliorando le cose. Ed è qui che si inserisce la batteria più grande del mondo costruita da Tesla, che con la sua enorme riserva di energia dovrebbe riuscire a far passare indenni i momenti critici della rete elettrica.

Le opinioni contrastanti sull’enorme sistema di accumulo Tesla

In settembre, formalizzando il progetto e dando il via al countdown dei 100 giorni, Musk anticipò che «questo sarà un fantastico esempio per tutto il resto del mondo su quello che può essere fatto». Di fronte ai toni trionfalistici di Musk, di Weatherill e di tantissimi sostenitori delle rinnovabili, si sono però schierati i difensori australiani del carbone, e in testa a tutti c’è proprio il governo australiano, del tutto sfavorevole alle politiche energetiche intraprese in Australia Meridionale. Il ministro che si occupa dell’infrastruttura energetica, Josh Frydenberg, ha dichiarato che la più grande batteria del mondo non risolverà i problemi dei cittadini dell’Australia meridionale, e che costruirla è stato di fatto inutile. Ma inseguire le più diverse opinioni, per ora, è del tutto inutile. L‘estate australiana sta infatti arrivando, ed insieme ad essa arriverà anche la verifica fondamentale per la batteria più grande del mondo. E se andrà tutto bene… beh, nessuno potrà più mettere in discussione le potenzialità delle rinnovabili unite ad un valido sistema di storage.