PICCOLI GESTI PER SALVARE LE FORESTE. Non serve essere taglialegna per contribuire alla deforestazione del pianeta: anche noi, nel nostro piccolo, quando imbracciamo il carrello della spesa tra gli scaffali del supermercato, possiamo nostro malgrado danneggiare le foreste. Ma basterebbe un po’ di attenzione in più, cercando di acquistare dei prodotti più sostenibili, per ridare respiro ai grandi polmoni della Terra. Ecco quindi in una semplice lista alcuni prodotti che dovremmo evitare di acquistare, se vogliamo dare un taglio alla deforestazione.

OLIO DI PALMA. Certo, nessuno di noi compra olio di palma. Ma in tanti acquistiamo quotidianamente sapone, cioccolata, sughi pronti, snack, biscotti, shampoo e prodotti per la pulizia, tutti prodotti che possono contenere olio di palma. Secondo Greenpeace, per esempio, è proprio l’olio di palma la principale causa della deforestazione in Indonesia.

SOIA. Ci piace la soia? Possiamo continuare ad acquistarla, stando però sempre attenti a scegliere la soia biologica, meglio se di produzione italiana. La produzione non sostenibile della soia riguarda invece per lo più quella utilizzata per i mangimi degli animali. E non si parla di una cifra risibile: tre quarti della soia prodotta in tutto il mondo viene utilizzata proprio per l’alimentazione animale. Stando ad uno studio del Wwf, negli ultimi 50 anni la coltivazione della soia ha distrutto quasi un quinto della superficie della foresta amazzonica.

CARNE. Anche una bistecca può causare deforestazione: per la creazione dei pascoli, ma anche e soprattutto per la produzione dei mangimi, come si è visto nel caso della soia. Non tutti devono diventare per forza vegetariani o vegani, ma insieme si può fare uno sforzo per ridurne il consumo al minimo, facendo attenzione a cosa si compra.

CELLULOSA. Cellulosa, ovvero carta. Secondo una stima effettuata dal Wwf per produrre un chilo di carta standard sono necessari 7 etti di cellulosa. Questo significa che da un pino alto quindici metri si possono produrre poco più di 79 mila fogli di carta. Sembrano tanti, ma non lo sono: stando ai dati di Greenpeace, in Italia una famiglia di quattro persone consuma ogni anno un quantitativo di carta pari a 2 alberi. L’unica via d’uscita è il riciclo, soprattutto se si pensa che quello della carta ha una resa molto alta, che può arrivare fino al 90%: questo vuol dire che riciclando 100 fogli si possono ottenere fino a 90 fogli di carta riciclata.

CAFFÈ E CACAO. Per cacao e caffè il discorso è comune, poiché entrambi i casi sono di semplice soluzione, almeno nel nostro quotidiano. Invece di comprare il primo pacchetto di caffè o la prima stecca di cioccolata che troviamo sugli scaffali del supermercato, rivolgiamoci al mercato equo e solidale, che fa spesso del caffè e del cacao i suoi prodotti di punta. In questo modo saremo sicuri di non comperare caffè proveniente da coltivazioni a pieno sole e di mangiare del cioccolato a basso impatto ambientale.

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