I reati ambientali calano, ma le ecomafie guadagnano di più: cosa dice il rapporto 2026
Nel 2025 in Italia sono stati accertati 35.735 reati ambientali, il 12% in meno rispetto al 2024. Nello stesso periodo il giro d’affari dell’ecomafia è salito a 11,5 miliardi di euro dai 9,3 dell’anno precedente. Sono i dati del rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Si tratta di quasi 98 reati al giorno, circa quattro ogni ora.
Il numero di reati è tornato ai livelli del 2023. I controlli sono, di fatto, quasi identici: 1.460.611, lo 0,4% in più. Legambiente parla di luci e ombre e mette in fila quattro segnali.
Meno reati, più soldi: i numeri del rapporto Ecomafia 2026
Il primo segnale è il calo dei reati. Il secondo va in senso opposto: gli illeciti amministrativi, cioè le violazioni punite con multe e sanzioni al posto del processo penale, sono saliti a 77.895, l’11,4% in più. Ecco allora che, sommandoli ai reati, si arriva a 113.630 violazioni delle norme ambientali, 311 al giorno.
Il terzo segnale riguarda i rifiuti, che tornano in testa alla classifica dei reati. Il quarto è il denaro. Come ha infatti rilevato Legambiente, il business illegale è aumentato di 2,2 miliardi in un anno grazie a tre filiere: la gestione illecita dei rifiuti, l’agroalimentare e il commercio di specie protette.
Confrontando i settori per cui Legambiente indica la variazione sul 2024, la filiera agroalimentare è quella che registra l’aumento maggiore. Reati e illeciti amministrativi arrivano a 67.677, il 46% in più. Il confronto va preso con cautela: per l’agroalimentare il rapporto somma reati e illeciti amministrativi, per gli altri settori conta solo i reati o gli incendi, e per i rifiuti non indica la variazione. Il valore di sequestri e sanzioni ha superato il doppio, raggiungendo 968 milioni di euro.
I rifiuti tornano in testa, tra traffici e incendi agli impianti
Nel 2025 i reati nel ciclo dei rifiuti sono stati 10.914, quasi 30 al giorno. Dal 2018 non erano al primo posto in classifica. Il rapporto segnala discariche abusive, scarichi notturni in cave dismesse, false classificazioni dei rifiuti e spedizioni illegali all’estero. Aumentano anche gli incendi negli impianti di trattamento: 76 in un anno, il 24,7% in più. In Italia il caso più noto resta quello della Terra dei Fuochi.
Legambiente ha registrato 393 clan mafiosi attivi nel settore ambientale tra il 1995 e il 2025. Il loro numero, segnala l’associazione, è in crescita.
Salgono i reati legati agli incendi boschivi e di vegetazione: si registrano 3.586 casi (il 10,7% in più) e oltre 90mila ettari bruciati. L’articolo su incendi e cambiamenti climatici affronta il legame con il clima. I reati contro gli animali, tra bracconaggio e pesca illegale, scendono a 6.930, con il 4% in meno.
Cemento e abusivismo: meno reati, ma il fenomeno resta
Il ciclo del cemento comprende abusivismo edilizio, violazioni urbanistiche, cave illegali, reati contro il paesaggio e negli appalti pubblici. Nel 2025 ha contato 8.034 reati, il 41% in meno rispetto all’anno precedente. Legambiente attribuisce il calo anche alla flessione del mercato edilizio: si costruisce meno e calano le opere fuori regola.
Il fenomeno resta diffuso. Legambiente ricorda la stima dell’Istat con il Cresme, riferita al 2022: nel Mezzogiorno si costruiscono 42,1 case illegali ogni 100 regolari. L’articolo sull’abusivismo edilizio in Italia racconta le conseguenze per il territorio.
Enrico Fontana di Legambiente critica i condoni: «I reiterati tentativi, finora fortunatamente falliti, di rilanciare nel nostro Paese una stagione di condoni edilizi non favoriscono l’indispensabile innalzamento delle attività preventive e repressive». L’associazione chiede un Piano nazionale contro l’abusivismo e più fondi per le demolizioni. Chiede anche di estendere il potere delle Prefetture di sostituirsi ai Comuni alle ordinanze di demolizione rimaste inapplicate prima della legge 120 del 2020.
Il Mezzogiorno e le quattro regioni a tradizione mafiosa
Nel 2025 le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria) registrano il 44,3% dei reati ambientali accertati. Più nello specifico, la Campania guida i dati con 5.636 reati, pari al 15,8% del totale nazionale. Dietro troviamo la Sicilia con 3.726, la Puglia con 3.601 e la Calabria con 2.862. Il Lazio si piazza al quinto posto con 2.358 casi.
Ci sono anche delle novità. La Sardegna sale al sesto posto con 2.240 reati, mentre nel 2022 era quindicesima. Al Nord la Liguria, ottava con 1.863 reati, supera la Lombardia, nona con 1.822. Tra le province Napoli è prima con 2.512 reati, seguita da Salerno con 1.472 e da Palermo con 1.235, che in un anno cresce del 59,6%.
La corruzione colpisce anche l’ambiente. Tra maggio 2025 e aprile 2026 Legambiente ha contato 75 inchieste giudiziarie, con un totale di 1.066 persone denunciate e 307 arresti. Più della metà delle indagini (il 53,3%) si concentra nelle quattro regioni a storica presenza mafiosa.
Dieci anni di ecoreati nel codice penale
Legambiente chiede innanzitutto al governo di completare il recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, la 2024/1203. Nel decreto legislativo 81 del 21 aprile 2026 mancano infatti quattro delitti previsti dal testo. Si tratta dell’uccisione e del commercio di specie protette, oltre al saccheggio delle acque. Come delitti mancano anche la vendita di materie prime legate alla deforestazione e il commercio illegale di gas fluorurati, che oggi è punito solo come contravvenzione.
Intanto, secondo Legambiente, la legge 68 del 2015, che ha inserito i delitti ambientali nel codice penale, continua a dare risultati significativi. Nel 2025 le contestazioni per inquinamento ambientale sono state 303, pari al 35% di tutti i delitti ambientali contestati, e quelle per attività organizzate di traffico illecito di rifiuti 115.
Domande frequenti
Quanti sono i reati ambientali in Italia?
Nel 2025 sono stati accertati 35.735 reati ambientali, il 12% in meno rispetto al 2024, secondo il rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Con i 77.895 illeciti amministrativi si arriva a 113.630 violazioni, 311 al giorno.
Quanto vale il business dell'ecomafia?
Legambiente stima il giro d'affari illegale del 2025 in 11,5 miliardi di euro, contro i 9,3 miliardi del 2024. La crescita viene da rifiuti, filiera agroalimentare e commercio di specie protette.
Qual è la regione con più reati ambientali?
La Campania, con 5.636 reati nel 2025, pari al 15,8% del totale nazionale. Insieme a Sicilia, Puglia e Calabria arriva al 44,3% dei reati accertati in Italia.
Che cosa sono gli ecoreati della legge 68/2015?
Sono i delitti ambientali introdotti nel codice penale dalla legge 68 del 2015. Nel 2025 il delitto di inquinamento ambientale è stato contestato in 303 casi, il 35% dei delitti ambientali contestati.
Le fonti
- Legambiente, I dati di Ecomafia 2026 sulle illegalità ambientali in Italia (1 ottobre 2026) — link allo studio
- Regioni&Ambiente, Ecomafia 2026: storie e numeri della criminalità ambientale in Italia, 2015 — link allo studio
- Renewable Matter, Ecomafia 2026: meno reati ma più soldi — link allo studio
- Unione europea, Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente (EUR-Lex) — link allo studio




