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Urbanistica

Infrastrutture verdi per città sostenibili e resilienti

Gli Urban Green Infrastructure Awards hanno premiato i progetti più interessanti di infrastrutture verdi nei centri urbani

Le città hanno bisogno di verde. La natura è l’investimento più economico e maggiormente efficace per contrastare sia il fenomeno dell’inquinamento sia quello dei cambiamenti climatici. I vantaggi del verde possono essere diversi: miglioramento della qualità dell’aria, maggiore resilienza e un aumento del benessere collettivo. Benefici ottenibili non soltanto dalla realizzazione, non sempre facile, di grandi parchi urbani ma anche puntando sulle cosiddette infrastrutture verdi, ovvero interventi che prevedono l’introduzione di piccole porzioni di natura laddove è possibile.

Infrastrutture verdi per aumentare la resilienza delle città

Aiuole e rain gardens contribuiscono, ad esempio, a limitare gli allagamenti in caso di piogge torrenziali. Mentre la piantumazione di piccoli e grandi arbusti in aree cruciali può contribuire a una riduzione della concentrazione di particelle nocive in atmosfera, purificando l’aria inquinata delle città.

Talvolta è sufficiente un’intuizione particolarmente lungimirante come quella che ha avuto la città di Copenaghen, in collaborazione con lo studio BIG, per Copenhill: un intervento di riqualificazione del vecchio impianto di trattamento dei rifiuti lo ha trasformato di una struttura ricreativa per la comunità, ricoperta di verde.

Altre volte il merito va alle amministrazioni locali e alla loro capacità di sviluppare dei progetti a lungo termine per migliorare il benessere e la resilienza dei centri urbani. Come nel caso di Londra che grazie all’ex sindaco Boris Johnson prima, con l’approvazione  del progetto 100 Pocket Parks che ha previsto la realizzazione di 100 nuovi parchi tascabili in 26 quartieri sparsi per la città e dell’attuale primo cittadino Sadiq Khan e il suo piano National Park City poi, sta lentamente cambiando volto.

Urban Green Infrastructure Awards 2017

Certo è che per trasformare le città privilegiando le infrastrutture verdi e le aree naturali serve una pianificazione attenta e integrata, che guardi ai centri urbani nella loro interezza e che preveda delle scelte accurate e consapevoli. Sono proprio queste scelte, in fase di progetti prototipali o di proposte urbanistiche, che sono state vagliate, valutate e poi premiate dall’edizione 2017 degli Urban Green Infrastructure Awards (EUGIC 2017). Un premio che, come si intuisce già dal nome, è rivolto a idee innovative incentrate su infrastrutture verdi come mezzo per rigenerare i grandi centri urbani di tutto il mondo.

I progetti premiati

I progetti vincitori sono stati annunciati lo scorso 29 novembre a Budapest, nel corso di una cerimonia presieduta dalla paesaggista Laura Gatti, fondatrice dell’omonimo studio, noto soprattutto per aver collaborato al progetto del ‘Bosco Verticale’ di Milano.

A vincere il premio sono stati tre progetti di infrastrutture verdi, molto diversi fra loro. Vediamoli insieme.

boxSCAPE, infrastrutture verdi ‘in scatola’

Il primo è un progetto bulgaro, pensato per la città di Sofia e sviluppato dai paesaggisti di Landscape Design Studio. Il concept si chiama boxSCAPE ed è una soluzione modulare ideata per arricchire gli spazi pubblici aperti, trasformandoli in aree verdi utilizzabili per vari scopi dalla comunità.

L’unità boxSCAPE è un vecchio container da 20 mq, ristrutturato in chiave green, con pareti modulari e un tetto verde. Si tratta di un modulo prefabbricato, mobile e pronto all’uso in poco tempo e con lavori in cantiere minimi.

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L’idea dei responsabili del progetto è quella di poter installare la struttura nelle aree inutilizzate della città, al posto di aree non ancora edificate o all’interno di parchi urbani, con lo scopo di farli diventare dei piccoli spazi ricreativi o destinati agli eventi. Da smontare, spostare e rimontare quando e dove serve.

Zaragoza Life Natural, piano urbanistico green

Se il progetto bulgaro punta a una soluzione di design per migliorare le infrastrutture verdi di Sofia, quello spagnolo di Zaragoza Life Natural è di tutt’altra entità. In questo caso si tratta di un vero e proprio piano urbanistico di rigenerazione, sviluppato dal Zaragoza City Council.

Il progetto mira a proteggere la biodiversità e migliorare la connettività tra i siti di rete Natura 2000 e altre aree naturali, all’interno della città spagonla, attraverso il ripristino di fiumi, foreste e steppe che occupano i due terzi del comune.

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Con lo sviluppo di un piano generale per l’infrastruttura verde il team del progetto sta contribuendo a integrare gli aspetti ambientali nella strategia generale di pianificazione urbana. Il piano ha un effetto trasversale su tutte le decisioni municipali, incluso lo sviluppo urbano e la gestione dei parchi cittadini e delle aree periurbane naturali.

Il progetto prevede il varo di oltre 100 misure di ripristino, gestione e sviluppo di infrastrutture verdi, prevedendo un coinvolgimento diretto della popolazione, al fine di educarla alle tematiche legati ai cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità della vita.

London Bridge Green Grid, nuovo distretto verde per Londra

L’ultimo progetto premiato, intitolato ‘The Green Grid’ è quello del Team London Bridge. Anche in questo caso, si tratta di un piano dall’ampio respiro che ha come obiettivo la trasformazione del quartiere londinese di London Bridge in un distretto verde e attento alle tematiche ambientali e civili. Secondo il piano, verranno sviluppate delle aree piene di natura, verranno piantati nuovi alberi e realizzati dei percorsi pedonali e ciclabili e verranno previste infrastrutture verdi in ogni progetto edilizio pubblico e privato che verrà approvato.

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Secondo gli ideatori, London Bridge sarà un quartiere resiliente ai cambiamenti climatici senza dimenticare, anzi incrementando ancor più, la sua specificità di area del business.