Quando pensiamo ai nostri bisogni primari, quasi sempre mettiamo ai primi posti il cibo, l’acqua e un luogo dove ripararci. Alle studentesse d’architettura Anna Stork e Andrea Sreshta, invece, è venuta in mente la luce. Quando l’Università di Chicago, a seguito del terremoto devastante di Haiti del 2010, ha chiesto loro di progettare uno strumento che potesse dare supporto ai soccorsi umanitari, hanno realizzato la lampada ad energia solare LuminAID.

La prima LuminAID è stata lanciata nel 2011 dall’omonima startup da loro fondata a Chicago. L’idea portante del progetto era, quindi, incentrata nel desiderio di realizzare una lampada a energia solare gonfiabile, leggera, impermeabile e facilmente trasportabile, con lo scopo di far arrivare la luce alle vittime di terremoti e altri cataclismi.

Lanciata da pochi giorni una nuova lampada a energia solare con caricabatterie da cellulare integrato

Pochi giorni fa è stato presentato un nuovo prodotto, il Packlite Max Phone Charger, che fornisce uno strumento aggiuntivo molto utile per chi non può fruire della rete elettrica: una presa usb per ricaricare il cellulare. I fondi necessari per avviare la produzione delle lampade sono stati raccolti molto velocemente su Kickstarter, per un totale di 15.000 dollari. Questa nuova LuminAID, realizzata con materiale resistente ed ecologico, è stata anche ottimizzata dal punto di vista del consumo e può garantire fino a 50 ore di luce grazie al pannello solare integrato ad altissima efficienza. Mossi dallo stesso intento umanitario, sono stati anche i creatori di WakaWaka, lampada ad energia solare di cui vi abbiamo già parlato, ma che, rispetto a LuminAID, non prevede il caricabatterie da cellulare.

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La situazione attuale dei profughi siriani

Più di 11 milioni di siriani sono stati costretti a lasciare le loro case e altri 13 milioni circa hanno bisogno di aiuti umanitaria nel loro Paese. Le famiglie costrette a fuggire dalle proprie case si trovano in profonda difficoltà nel mantenere i contatti con i propri cari. L’unico modo per farlo è utilizzare i cellulari, grazie ai quali è anche possibile attivare il gps e consultare le mappe, validi strumenti per chi è in viaggio. Ma non solo, tramite i cellulari è possibile rimanere in contatto con la comunità globale, consentendo ai rifugiati di contattare i giornalisti e fornire testimonianze di prima mano su ciò che sta succedendo in Siria. Ne rappresenta un esempio affascinante la storia di Bana Alabed, la giovane ragazza siriana che ha usato Twitter per raccontare la sua vita ad Aleppo durante la guerra.

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L’evoluzione della lampada ad energia solare LuminAID

Le fondatrici di LuminAID, come anticipato, hanno iniziato a lavorare al progetto per dare aiuto alle vittime del terremoto di Haiti. Il risultato dato da questo input è stata una lampada ad energia solare, costruita con un telaio pieghevole che, una volta richiusa, fosse grande al massimo come un libro e molto più leggera. La lampada, al momento del bisogno, può essere gonfiata velocemente e, grazie al pannello solare di cui è dotata, illuminare completamente una stanza o una tenda. Con l’aggiunta del caricabatterie, LuminAID diventa uno strumento più completo, in grado di fornire circa 50 ore di luce o energia. Inoltre, è impermeabile, lampeggiante e in caso di necessità può galleggiare sull’acqua una volta gonfiata.

ONG e fondazioni umanitarie coinvolte nel progetto LuminAID

Le fondatrici di LuminAID hanno stretto una serie di partnership con fondazioni umanitarie e ONG che lavorassero direttamente sul territorio per portare la luce delle loro lampade dove fosse indispensabile. Nel caso della Siria, ad esempio, è stato siglato un accordo con la Karam Foundation e la SCM Medical Mission. Così Anna Stork, una delle 2 fondatrici, ci racconta la recente esperienza con queste fondazioni:

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“La possibilità di ricaricare il telefono è una funzione che i nostri partner umanitari ci hanno sempre richiesto e, in effetti, rappresenta un’esigenza particolarmente grande per i profughi che fuggono dalla Siria e che usano i loro telefoni cellulari per rimanere in contatto con i membri della famiglia, trovare un passaggio sicuro e raccontare le loro storie. L’SCM Medical Missions, ente no-profit col quale collaboriamo, ha consegnato alla fine di marzo il primo blocco di Packlite ai profughi in Giordania ma ne ha già fatte arrivare più di 1000 ai quelli stanziati in Grecia”.

Il programma Give Light, Get Light di LuminAID

Attraverso il programma Give Light, Get Light di LuminAID, i clienti possono navigare nel sito dell’azienda e decidere di acquistare una lampada ad energia solare per se stessi oppure regalarne una ad uno dei vari partner umanitari di LuminAID. Oltre 40.000 lampade sono state già distribuite a chi ne ha bisogno grazie al supporto del programma Give Light, Get Light, lampade che sono al momento in uso in oltre 70 paesi in tutto il Mondo.

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