Inquinamento

Tillandsia, la pianta che potrebbe salvarci dall’inquinamento

Non ha radici, non ha bisogno di particolari cure e con le sue foglie cattura non solo l’umidità, ma anche i principali agenti inquinanti

UNA PIANTA CONTRO L’INQUINAMENTO. Che le piante aiutino a combattere l’ammorbamento dell’aria non è certamente un mistero: i Ficus, le margherite, le gerbere e i gerani sono piante d’appartamento note per l’aiuto offerto nel depurare l’aria domestica, spesso più inquinata di quanto ci aspettiamo. Ma come ha scoperto Luigi Brighigna, botanico all’Università di Firenze, la Tillandsia è un caso del tutto particolare: essendo sprovvista di radici sotterranee deve assorbire l’umidità direttamente dall’aria, diventando così una potente difesa contro le polveri nocive sospese nell’atmosfera. Nello specifico le foglie della Tillandsia catturano gli idrocarburi policiclici aromatici e le sostanze derivanti dalla combustione incompleta della benzina le quali, se inalate, risultano dannose per il nostro organismo.

LO STUDIO DELLA TILLANDSIA. Per testare le proprie ipotesi sulle potenzialità della pianta, il dottor Brighigna ha esposto per sei mesi alcuni esemplari di Tillandsie nella trafficatissima – e altrettanto inquinata – circonvallazione di Firenze,. Risultato? La pianta non si limita a catturare gli agenti inquinanti, ma li metabolizza e li elimina definitivamente. Secondo lo studio condotto da Brighigna, un chilogrammo di Tillandsia sarebbe capace di assorbire e cancellare 0,2 milligrammi di pulviscolo dannoso: questo significa che un angolo di casa dedicato alla coltivazione di questa piantina potrebbe depurare l’intero appartamento. Ma le ipotesi d’impiego future non si limitano all’uso domestico: pensiamo a cosa potrebbe significare allestire lungo le strade più trafficate dei pannelli ricoperti da centinaia di Tillandsie. Un mondo più verde, più colorato, e meno inquinato.