LO STUDIO DI AIRBNB. Per viaggiare in maniera sostenibile non basta pianificare gli spostamenti in modo da inquinare il meno possibile: anche la struttura di pernottamento incide sulla sostenibilità delle nostre vacanze. A questo proposito Airbnb – il noto portale online che mette in contatto chi cerca un alloggio per brevi periodi con chi ha stanze disponibili – ha commissionato uno studio alla Cleantech. Il risultato? Scegliere di trascorrere la propria vacanza in una casa in condivisione anziché in un albergo può diminuire l’impatto ambientale delle nostre ferie.

MENO ELETTRICITÀ, MENO ACQUA, MENO EMISSIONI. Trascorrere una notte in un appartamento privato piuttosto che soggiornare in un hotel può quindi rivelarsi una scelta green. Stando ai dati resi noti da Airbnb, gli ospiti iscritti al servizio consumano in media il 63% in meno di energia elettrica rispetto ai frequentatori di strutture alberghiere. Se rapportata ad un anno di attività, questa percentuale si trasformerebbe in un risparmio pari al fabbisogno annuo di circa 19.000 abitazioni. Il discorso non cambia se si parla di consumi d’acqua: i clienti di Airbnb hanno risparmiato in un anno una quantità d’acqua equivalente a quella contenuta da 270 piscine olimpioniche; le emissioni di gas evitate ammonterebbero invece all’inquinamento causato da 33.000 automobili.

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