Inquinamento dei voli aerei

Inquinamento dei voli aerei, quali verità?

Dalle scie chimiche, regine delle fake news, all’inquinamento dei voli aerei sbattuto in prima pagina il passo non è poi così lungo… anzi. Solo che stavolta si tratta di una notizia verificabile. Da verificare poi, col tempo, se si tratta anche di dati certi e applicabili in scala a tutto il nostro ecosistema.

Inquinamento dei voli aerei, una domanda secca

Domanda: Se vi dicessero che un metodo infallibile per inquinare di meno e aiutare il pianeta fosse viaggiare meno cosa fareste? Se vi dicessero che limitando i vostri viaggi limitereste anche l’inquinamento dei voli aerei? Bella domanda vero? Per fortuna non dovete rispondere ora… però forse vi interesserà continuare a leggere.

Una domanda da Pulitzer

Si tratta di una domanda che si è fatto anche il noto scrittore (vincitore tra i tanti riconoscimenti ricevuti anche di un Premio Pulitzer) Jack Miles. Nel 2015, Miles ha contribuito alla stesura di Bending the Curve, un rapporto sulla stabilità climatica realizzato dall’Università della California. In quel documento, l’apporto dato dall’autore è stato in un certo senso di “semplice” storytelling, ovvero a lui è stato dato l’incarico di comunicare la sensibilità delle questioni climatiche in maniera motivazionale e coinvolgente, per cercare di attrarre sul carro i lettori indecisi sulla questione.

Inquinamento dei voli aerei e storytelling

In un articolo pubblicato dal Washington Post, Miles traccia un fondamentale cambiamento comportamentale che l’uomo dovrebbe fare suo e lo comunica già nel titolo del pezzo che tradotto più o meno dovrebbe suonare come: “Per amore della terra, smetti di viaggiare”. Nell’articolo, Miles racconta di come ha utilizzato un calcolatore online fornito da un’organizzazione no profit svizzera per determinare l’impronta di carbonio che avrebbe contribuito a creare partecipando a un viaggio in Marocco.

Inquinamento dei voli aerei… diamo i numeri

Sulla base dei calcoli fatti dallo scrittore, i voli di andata e ritorno per lui e sua moglie stavano generando 7,6 tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Per capire l’importanza di questo dato basta notare che i due generano un’impronta di carbonio annuale di circa 14,9 tonnellate attraverso le loro normali attività, come l’utilizzo di elettricità, il trasporto via terra e lo smaltimento dei rifiuti. In altre parole, un singolo viaggio in aereo aumenterebbe l’impronta di carbonio di Miles per l’anno di oltre il 50%. O per dirla come lo direbbe lo scrittore Pulitzer: “Il danno che abbiamo fatto con un viaggio internazionale ha sicuramente neutralizzato tutto il bene che abbiamo fatto nel corso dell’anno come riciclatori, eco-consumatori e contribuenti finanziari alle organizzazioni ambientali”.

Quanto pesa davvero l’aereo (e perché non basta guardare la CO2)

Se guardiamo al quadro globale, l’aviazione vale circa il 2,5% delle emissioni mondiali di anidride carbonica. Sembra poco, ma è un numero che inganna, ed è qui che sta la “verità” del titolo. Considerando tutti gli effetti, il contributo del volo al riscaldamento del pianeta sale a circa il 3,5%: la CO2 pesa infatti per meno della metà, mentre i due terzi dell’impatto climatico dell’aereo arrivano da effetti diversi, primo fra tutti le scie di condensazione (le strisce bianche che restano in cielo, fatte di vapore acqueo e particolato) che intrappolano calore. È il risultato dello studio di riferimento sul tema, coordinato da David Lee e pubblicato nel 2021 su Atmospheric Environment.

C’è poi un secondo motivo per cui l’aereo pesa più di quanto dice la sua quota globale: è, per chilometro percorso, il modo di spostarsi con l’impronta più alta. Un singolo volo intercontinentale può valere, per una persona, più di quanto molte persone al mondo emettono in un anno intero. Ecco perché, come mostra Our World in Data, per chi vola spesso l’aereo è quasi sempre la voce più pesante del proprio bilancio climatico personale.

Quindi cosa fare per combattere l’inquinamento dei voli aerei?

Chi deve volare può contribuire alla causa viaggiando, quando possibile, con mezzi alternativi all’aereo — il treno su tratte medie taglia le emissioni in modo netto — oppure scegliendo voli senza scalo (i decolli sono la fase più energivora) e, dove disponibili, compagnie che usano carburanti sostenibili.

Proprio sui carburanti qualcosa si muove, anche se lentamente. Dal 2025 il regolamento europeo ReFuelEU Aviation obbliga i fornitori negli aeroporti dell’Unione a miscelare una quota minima di carburante sostenibile per l’aviazione (in inglese sustainable aviation fuel, o SAF): si parte dal 2%, per salire al 6% nel 2030 e al 70% nel 2050. Nel primo anno la quota effettiva ha superato di poco l’obiettivo, arrivando al 2,8%. È un inizio, ma resta una frazione minima: il grosso dei serbatoi viaggia ancora a cherosene fossile.

Volendo si possono anche acquistare delle compensazioni di carbonio per i propri voli, donando una somma corrispondente al danno stimato del viaggio a progetti ambientali. Alcune compagnie aeree lo consentono direttamente sui loro siti. Va detto con onestà, però, che molte compensazioni sono state criticate per la loro reale efficacia: ridurre o evitare il volo resta più affidabile che pagare per “annullarlo” dopo.

Insomma, una soluzione univoca non c’è: l’aviazione è un settore importante ed è difficile da decarbonizzare, ma la sua quota — modesta sulla CO2, più pesante sul riscaldamento reale — cresce mentre altri settori calano. Quindi, tornando alla domanda iniziale: cosa fareste se vi dicessero che limitando i vostri viaggi limitereste anche l’inquinamento globale?

Domande frequenti

Quanto inquina l'aviazione rispetto al totale delle emissioni?

L'aviazione vale circa il 2,5% delle emissioni globali di CO2, ma il suo contributo al riscaldamento del pianeta sale a circa il 3,5% se si contano anche gli effetti diversi dalla CO2, come le scie di condensazione.

Perché le scie degli aerei contano per il clima?

Le scie di condensazione sono fatte di vapore acqueo e particolato e possono trattenere calore nell'atmosfera. Secondo lo studio di Lee e colleghi (2021), i due terzi dell'impatto climatico del volo derivano da effetti diversi dalla sola CO2, e le scie ne sono la componente principale.

I carburanti sostenibili risolvono il problema?

Non ancora. Dal 2025 l'Unione europea impone una quota minima di carburante sostenibile (SAF), partita dal 2% e destinata a salire al 70% entro il 2050. Oggi resta però una piccola frazione del totale: il grosso dei voli usa ancora cherosene fossile.

Le compensazioni di carbonio annullano l'impatto di un volo?

Solo in parte, e con molte incertezze: diversi progetti di compensazione sono stati criticati per la loro efficacia reale. Ridurre il numero di voli o scegliere alternative resta più affidabile che compensare dopo.

Le fonti

  • What share of global CO₂ emissions come from aviation?, Our World in Data — link allo studio
  • The contribution of global aviation to anthropogenic climate forcing (Lee et al., 2021), Atmospheric Environment — link allo studio
  • EU sustainable aviation fuel supply exceeds 2025 ReFuelEU Aviation target, EASA, 2025 — link allo studio
  • Calculating the true climate impact of aviation emissions, Carbon Brief — link allo studio