e se la Corrente del Golfo cessasse
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E se la Corrente del Golfo si spegnesse nei prossimi decenni?

Negli ultimi mesi nella comunità scientifica si parla in modo sempre più insistente del futuro della Corrente del Golfo, e delle conseguenze di eventuali mutamenti per la nostra vita. Vale la pena quindi ripassare cos’è questa corrente oceanica: si tratta, ci ricorda la Treccani, di “una forte corrente calda che esce dal Golfo del Messico attraverso lo Stretto di Florida; dopo aver costeggiato l’America Settentrionale, oltre Capo Hatteras si dirige a NE sino a 55° di lat. N, ove incontra le correnti fredde del Labrador; dopo Terranova piega verso E, si fraziona in più rami e raggiunge le coste islandesi e nordeuropee, portandovi acque a temperatura elevata”. Si parla quindi di un flusso d’acqua tiepida che dal Messico va verso il Circolo Polare Artico: lì, raffreddandosi un po’, diventa più pesante e si inabissa, creando delle correnti discendenti, andando a “riscaldare” il clima europeo. È proprio grazie alla Corrente del Golfo infatti che in Nord Europa e in generale nel nostro continente le temperature sono molto più alte rispetto a quelle che si trovano alla stessa latitudine oltreoceano. Fin qui, tutto bene: ma cosa potrebbe succedere se la Corrente del Golfo andasse via via esaurendosi? In effetti, diversi studiosi stanno indagando questa ipotesi, che sembra di anno in anno sempre meno improbabile.

La Corrente del Golfo si spegnerà entro fine secolo: lo studio di Ditlevsen

A fare particolare scalpore, qualche mese fa, fu uno studio di Peter Ditlevsen, pubblicato su Nature Communications. Un lavoro che con le previsioni catastrofiche non andava certo leggero, anzi: Ditlevsen ha infatti previsto lo spegnimento della Corrente del Golfo tra il 2025 e il 2095. Gran parte della comunità scientifica, va detto, ha raccolto questa ipotesi con scetticismo. Ci sono però dei dati che non possono essere trascurati. Va per esempio ricordato che questa corrente oceanica si è già spenta in passato, durante l’Era Glaciale; e vanno visti i risultati di un altro studio, di Niklas Boers, che analizzando la salinità della Corrente del Golfo ha scoperto che per via dello scioglimento accelerato dei ghiacci polari, l’acqua sta diventando sempre più dolce, meno salina, finendo per “rallentare” la Corrente del Golfo. Che cosa accadrebbe se effettivamente questa corrente cessasse? Si stima che le temperature in Europa potrebbero ridursi di circa 10, forse 15 gradi, cambiato fortemente il nostro modo di vivere come anche i modelli agricoli. Ci sarebbero ovviamente anche conseguenze oltreoceano: il venir meno della circolazione dell’acqua porterebbe a un aumento del livello dei mari sulla costa orientale degli USA, finendo così per sommergere le città maggiormente esposte.

L’approfondimento dell’Università di Utrecht

Come detto, i risultati dello studio di Ditlevsen non hanno trovato grandissimo consenso scientifico. È però arrivato ora un nuovo studio, pubblicato su Science Advances, che conferma buona parte di quanto pronosticato dall’indagine precedente. Questa volta ad analizzare la salinità delle acque al confine meridionale dell’Atlantico sono stati dei ricercatori dell’Università di Utrecht, i quali non si sono limitati a confermare le tesi di Ditlevsen: i dati raccolti, affermano gli studiosi, suggerirebbero che la situazione sia persino peggiore di quanto previsto. Una volta arrivati al punto critico, la Corrente del Golfo sarebbe destinata a fermarsi completamene nel giro di 4 decenni. Stando ai modelli presentati dall’Università olandese, superata la soglia “di non ritorno” la temperatura in Europa si ridurrà di circa 3 gradi ogni decennio, agendo quindi in modo opposto e molto più velocemente rispetto al surriscaldamento globale. Dall’altra parte dell’oceano succederebbe invece il contrario, portando di conseguenza al collasso, per esempio, della Foresta Amazzonica, e quindi a un ulteriore inasprimento dell’effetto serra.