Eolico

L’eolico principale fonte di energia elettrica in UK per la prima volta

Tra i principali obiettivi del Regno Unito nel campo della transizione energetica c’è quello, ambizioso, di avere entro il 2035 una generazione di elettricità a emissioni zero. E di certo di strada da fare ce n’è ancora molta, per raggiungere un obiettivo che dovrebbe essere una meta a breve termine per tutti i paesi del mondo: le stime dell’IPCC spiegano infatti molto chiaramente che eliminare le emissioni nocive è fondamentale per combattere i cambiamenti climatici e contenere il surriscaldamento globale. Può quindi fare piacere scoprire che, per la prima volta, l’eolico è riuscito a essere la principale fonte di energia elettrica del Regno Unito: vediamo i numeri.

L’eolico principale fonte di energia elettrica nel Regno Unito

Ad affermare che l’eolico è stato la principale fonte di energia elettrica nel Regno Unito è il rapporto di Iain Staffell, ricercatore presso l’Imperial College. Il periodo preso in esame è quello dei primi 3 mesi del 2023, i quali hanno segnato una produzione record delle turbine eoliche britanniche. Un altro dato assolutamente positivo è quello del record nella generazione di energia dagli impianti fotovoltaici per il mese di aprile, dato confermato dalla National Grid. Come ha spiegato Iain Staffell, «ci sono ancora molti ostacoli per raggiungere una rete completamente priva di combustibili fossili, ma l’esaurimento della fornitura di gas è un evento fondamentale». La maggior parte dell’elettricità da fonti eoliche che sta rispondendo al fabbisogno britannico arriva dagli impianti eolici offshore: questo è stato possibile nonostante il divieto in vigore ormai da diversi anni nel Regno Unito di costruire nuovi impianti eolici a largo. E se è vero che a dicembre il premier Rishi Sunak ha dichiarato di voler ammorbidire il divieto, resta certo il fatto che negli ultimi anni le compagnie energetiche hanno potuto puntare unicamente verso la costruzione di impianti eolici onshore, e quindi terrestri. Questo ha sicuramente rallentato la transizione energetica, sapendo che le turbine possono essere installate solo in aree specifiche, indicate dalle autorità locali.

I margini di miglioramento

Il fatto che l’eolico sia stato per la prima volta la principale fonte di energia elettrica nel Regno Unito non può che essere accolto favorevolmente. Nello specifico i dati ci dicono che nel primo trimestre del 2023 il 42% dell’elettricità è stato prodotto a partire da fonti rinnovabili, con la maggior parte rappresentata per l’appunto dall’eolico. Viste le dimostrazioni concrete che si sono avute negli ultimi anni della ferocia dei cambiamenti climatici – che proprio nel Regno Unito lo scorso anno hanno portato all’anno più torrido di sempre – l’obbligo è quello di continuare a investire in tal senso. E se la volontà del primo ministro Sunak è quella di ammorbidire il divieto all’eolico offshore, resta centrale la messa in opera di altri impianti. Purtroppo, come ha rivelato la BBC pochi giorni fa, ci sarebbero miliardi di sterline di progetti in energie rinnovabili bloccati per i ritardi nell’effettuare le connessioni finali alla rete elettrica nazionale.

Le rinnovabili e l’eolico in Italia

Nel frattempo, in Italia, le rinnovabili riescono a coprire il 27,5% della domanda di elettricità. Di certo non ha aiutato nei mesi scorsi la mancanza di precipitazioni, la quale ha compromesso il lavoro delle centrali idroelettriche, con delle performance significativamente minori rispetto agli anni passati. Se per la domanda si parla del 27,5%, per la produzione totale netta nazionale le rinnovabili elettriche hanno contribuito al 33,7%. L’eolico rappresenta circa il 10% della produzione elettrica nazionale, con il 90% degli impianti concentrati nel Sud e nelle isole.