Partirà fra circa un mese il viaggio di Nicola Winkler, ventenne piemontese che ha deciso di attraversare a piedi il territorio del Bel Paese. Da Palermo a Torino Winkler sarà accompagnato da un asino, il vero protagonista di quest’esperienza, che guiderà per sette mesi con il suo ritmo lento il giovane e che lo aiuterà a portare l’attrezzatura per girare un docufilm, di cui ancora non si svela la sceneggiatura. L’animale è anche l’elemento a cui si ispira il titolo del progetto, “Non fare l’asino”, un invito “a non comportarsi in maniera sottomessa e rassegnata, come se si avessero i paraocchi” spiega Winkler.

Dopo un anno sabbatico tra le superiori e l’università, ecco il viaggio a piedi di Nicola

“Ho scelto di intraprendere questo viaggio per incontrare l’Italia rurale e conoscere le persone che hanno deciso di vivere a stretto contatto con la natura. Non è il primo tragitto che faccio a piedi – continua Winkler -, già per due volte ho percorso la Liguria zaino in spalla e, nonostante la fatica, credo di poter dire che spostarsi camminando è sicuramente il modo che più ti fa apprezzare ciò che ti circonda”.

Grazie al sostegno di Daniel Tarozzi e del progetto italiachecambia.org Nicola, oggi iscritto al primo anno di Dams, avrà a disposizione un blog dove si potranno seguire tutti i suoi aggiornamenti. “Sul web metterò delle pillole video che realizzerò lungo il percorso e la mappa delle tappe prestabilite dove mi fermerò, l’unica cosa veramente premeditata del viaggio. Cercherò di camminare il meno possibile lungo le strade urbane – racconta – e grazie all’aiuto del portale Ammappalitalia  creerò un itinerario attraverso sentieri vecchi e nuovi, strade e vie storiche ancora battute o scomparse. Le tappe verranno determinate molto dalla presenza dell’asino, quindi saranno in campagna, in fattorie o aziende agricole, evitando volutamente lo spazio urbano”.

Nella pagina web sarà presente anche una sezione dove chi vorrà si potrà mettere in contatto con lo studente, per aggiungersi al viaggio, “una sorta di blablacar a piedi dove scrivermi per condividere un pezzo di strada con me”.

Il simbolo dell’asino, un animale lento

Il punto di vista dell’asino è la filosofia che sta dietro a tutto il progetto. Nonostante il titolo sembri svalutare l’animale, in realtà Winkler lo ha scelto proprio per il suo modo di essere, lento e riflessivo. “L’asino nel credo comune viene associato alla testardaggine, caparbietà e stupidità, aggettivi che non gli si addicono affatto – spiega – Egli sceglie. Sceglie di non muoversi, a costo di essere bastonato e considerato stupido per questo. L’asino potrebbe correre, ma sceglie di camminare”

La lentezza come punto centrale del viaggio. “Alla base dell’idea di partire per questo itinerario c’è anche la ricerca personale di un modo antico di vivere, attraverso lo spostamento lento, a passo d’asino, prendendosi il tempo per fare una cosa, senza vincoli. Un approccio che concede uno sguardo diverso su ciò che si sta vivendo. Per assurdo tutta la preparazione è stata una corsa contro il tempo per riuscire ad organizzare ogni cosa quanto meglio e poi rallentare di colpo.

Un asino ed un uomo, due compagni di viaggio che si completano come Sancho Panza e Don Chisciotte, sprovvisti di cavalcature, e come questi testimoni di un paese. “Non fare l’asino” sarà un’avventura vissuta e guardata con lentezza dal punto di vista dell’animale fratello dell’uomo, dal quale è sempre stato bastonato: il somaro che ci insegna” conclude Winkler.

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