Spreco alimentare al bando

Finalmente anche in Italia si stanno muovendo i meccanismi politici e burocratici affinché lo spreco alimentare venga severamente proibito: avevamo già parlato del caso francese, dove una legge nuova di zecca ha previsto la galera per chi butta nella spazzatura grandi quantità di cibo ancora utilizzabile; avevamo poi sottolineato come l’esempio francese avesse già fatto proseliti anche in Italia, con una serie di petizioni atte ad eliminare lo spreco alimentare su grande scala anche nella nostra penisola. Ebbene, giovedì 17 marzo la Camera dei deputati italiana ha approvato la legge contro gli sprechi alimentari, con 277 voti favorevoli, zero contrari e 106 astensioni (provenienti quest’ultime dal Movimento 5 stelle, da Lega Nord e da Forza Italia). Ora la proposta passerà al vaglio del Senato, il quale, se non ci saranno sorprese dell’ultima ora, darà il via libera alla tanto desiderata legge.

Deputata Gadda

A differenza della legge francese, che di fatto si basa sulla penalizzazione, quella presentata dalla deputata Pd Maria Chiara Gadda punta alla semplificazione burocratica e agli incentivi. Come ha spiegato la parlamentare, infatti, ad oggi «un qualsiasi soggetto economico che voglia donare eccedenze alimentari deve fare una dichiarazione preventiva cinque giorni prima della donazione» mentre con la nuova legge «basterà una dichiarazione consuntiva a fine mese». La filosofia che sta dietro a questa legge si può dunque riassumere con il pensiero della deputata, la quale afferma che «punire chi spreca serve a poco, va capito che gli alimenti recuperati non sono rifiuti, ma il prolungamento del cibo buono».

La legge approvata alla Camera

Nel mirino di questa legge vi sono i prodotti che la grande distribuzione definisce ‘eccedenze alimentari’, ovvero tutti quegli alimenti che vengono tolti dagli scaffali e scartati dalla vendita in quanto poco estetici o prossimi alla data di scadenza. Mediante la nuova legge viene invece delineata nel dettaglio la modalità di cessione delle eccedenze alimentari dagli operatori del settore (come supermercati, produttori e ristoranti) alle organizzazioni private senza scopo di lucro, come ad esempio le Onlus. La cessione dovrà essere del tutto gratuita ed essere composta da cibo ben conservato. Saranno proprio i supermercati e i produttori a essere responsabili della sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti fino alla loro concreta cessione. Da parte loro, chi riceverà le eccedenze alimentari (quindi Onlus, cooperative e associazioni sociali) dovrà provvedere a destinare gli alimenti alle persone indigenti, le quali in Italia ammontano circa a 6 milioni. Ma la nuova legge non riguarda solamente i supermercati e i ristoranti. Come accennato anche i produttori verranno sottoposti alla nuova normativa, tanto che in una clausola si parla esplicitamente della «raccolta di prodotti agricoli che restano in campo», purché essi risultino idonei al consumo umano.

Prodotti alimentari, ma anche farmaceutici

Non solo prodotti alimentari, però: la legge approvata dalla Camera andrà a semplificare anche le cessioni di farmaci da parte degli operatori del settore, destinandoli ovviamente a organizzazioni non lucrative i utilità sociale. Nel dettaglio, per incentivare questo benefica benefica cessione dei farmaci la nuova legge prevede anche la possibilità di agevolazioni fiscali in materia di Iva e di tariffe sui rifiuti per le imprese che doneranno concretamente i propri farmaci in eccedenza.

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