Si è tenuto a Parigi il 16 e 17 novembre 2017 il Clean Air Forum, primo summit organizzato dalla Commissione europea dedicato alla qualità dell’aria. Due giornate di incontri tra i massimi esperti di clima ed inquinamento per migliorare la salubrità dell’aria in Europa.

Il Clean Air Forum non solo vuole porre al centro le problematiche ambientali, ma ha come obiettivo trovare strategie e politiche comuni a tutti gli stati membri per raggiungere risultati concreti e duraturi nel tempo.

Hanno partecipato ai numerosi eventi portavoce di governi, industriali e ONG confrontandosi e condividendo nuovi dati su tre tematiche fondamentali: qualità dell’aria nelle città, problematiche legate all’inquinamento prodotto dal settore agricolo, e infine come le aziende potrebbero guadagnare attivandosi per aumentare la salubrità dell’aria europea.

Inquinamento: un problema per la salute umana e per le finanze degli Stati

Le cause dell’inquinamento? Spesso basata guardarsi attorno per individuarle: industrie, produzione di energia non pulita, trasporto su gomma, sistemi di riscaldamento datati.
Gli europei che vivono nelle città, tre su quattro secondo le stime UE, percepiscono con preoccupazione crescente il dilemma inquinamento; ed è proprio nelle città che il cosiddetto “smog” provoca più danni.

Il problema è comune a tutti i cittadini europei: a causa delle concentrazioni elevate di particolato, biossido di azoto e anidride solforosa, spesso ben al di sopra delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’aria di 130 città europee non rientra negli standard minimi di qualità dell’aria.
Nonostante la direttiva del 2016 (2016/2284/UE) obbligasse gli Stati Membri a ridurre le emissioni degli inquinanti, oggi sono 23 su 28 quelli “fuori norma”.

Salubrità dell'aria: danni inquinamento salute uomo
Un numero decisamente troppo elevato per l’UE dato che tra i suoi obiettivi primari c’è la protezione della salute dei suoi cittadini. L’inquinamento porta asma, cancro ai polmoni e cardiopatie: 400 000 morti premature l’anno. L’Air Forum di Parigi ricorda a tutti che la scarsa salubrità dell’aria è un problema concreto, grave e costoso per la salute pubblica.

Costoso? Esatto, l’inquinamento atmosferico nella sola Unione Europea costa tra i 330 e i 940 miliardi di euro l’anno… Circa il 3-9% del PIL UE.

Quanto è pulita l’aria della tua città? Te lo dice l’Indice della Qualità dell’Aria

Lo strumento più interessante e aperto a tutti presentato dal Clean Air Forum dall’EEA (Agenzia per l’Ambiente Europea) è l’European Air Quality Index. Ognuno di noi può verificare la salubrità dell’aria della propria città in tempo reale semplicemente aprendo questa mappa interattiva.

Ma come funziona? Semplice, Air Quality Index raccoglie i dati delle centraline stradali: possiamo sapere quindi minuto per minuto quante PM10 e PM2.5, Ozono, diossido di zolfo (SO2) e diossido di azoto (NO2) stiamo respirando… Anzi, noi italiani potremmo: ciò che salta subito all’occhio tra pallini azzurri, rossi e gialli, è infatti il grande buio sull’Italia. Le nostre centraline, come quelle dell’est Europa, non sono ancora in rete. L’Ispra ci sta lavorando.

Salubrità dell’aria, anche un problema di letame

Qualcuno potrebbe non averci mai pensato ma l’agricoltura rappresenta una delle principali attività inquinanti: a causa dell’agricoltura viene emesso circa il 95% di uno degli inquinanti più pericolosi, l’ammoniaca. Oltre all’impatto diretto sull’uomo questa sostanza contribuisce all’acidificazione dei suoli causando perdita di produttività e, cosa ancora più grave, di biodiversità.

Ma come viene prodotta questa sostanza dannosa? l’80% Principalmente dal letame. Fertilizzazione dei campi ma soprattutto stoccaggio di stallatico e allevamento di animali da carne. Un altro effetto dannoso dell’agricoltura non sostenibile di un mondo in continua crescita demografica.
Sono però già disponibili sul mercato soluzioni approvate e comprovate per ridurre le emissioni: tra queste c’è proprio lo stoccaggio coperto del letame.
Altre tecnologie, applicabili alla città e all’agricoltura, possono essere sviluppate da imprenditori che intendono investire, aiutati dai finanziamenti UE, e guadagnare nel settore della lotta all’inquinamento.
La lotta all’inquinamento potrebbe diventare un vero business con guadagni per il privato e benefici per tutti noi.

Un cielo più pulito è possibile, ma solo agendo tutti insieme

Nell’immediato alcune soluzioni per contrastare l’inquinamento sono già disponibili, testate e attuabili. Il trasporto su gomma potrebbe diminuire finanziando quello su rotaia, la diffusione delle auto elettriche, implementandone autonomia e stazioni di rifornimento, sono soluzioni che potrebbero entrare tranquillamente nella vita dei cittadini europei senza fare rumore.

Ovviamente i grandi industriali dovrebbero impegnarsi per diminuire la emissioni di carbonio e i governi locali per proporre alternative economiche ai classici metodi di riscaldamento di abitazioni ed uffici.

Migliorare la salubrità dell’aria nei cieli europei si può, ma solo adottando strategie e regole comuni. Sono necessarie inoltre collaborazioni tra i diversi protagonisti dell’industria e della ricerca per trovare soluzioni che portino giovamento alla salute dei cittadini e alle tasche dei lavoratori. Possibile? Secondo l’Air Forum di Parigi sì.

«Troppe persone respirano aria potenzialmente dannosa per la loro salute, il che provoca una forte pressione sui nostri sistemi sanitari e si ripercuote sui livelli di produttività del lavoro. Abbiamo fissato standard di qualità dell’aria e dobbiamo assicurarci che siano rispettati in tutta l’Unione europea a beneficio della salute dei nostri cittadini.» Karmenu Vella, Commissario europeo per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca.

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