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Urbanistica

Sviluppo sostenibile delle città: tre principi green che trasformeranno i centri urbani

Entro il 2050 si prevede che il 70% della popolazione si sposterà nei grandi centri urbani. Questo scenario sta imponendo lo sviluppo di piani, infrastrutturali, edilizi e sociali, che possano consentire alle città di accogliere questo flusso in modo efficiente.
Le città del futuro dovranno essere in grado di affrontare una serie di emergenze e di rispondere a nuove esigenze e dovranno farlo riducendo al minimo l’impatto ambientale. La sostenibilità è sicuramente uno degli aspetti cardini di questo processo evolutivo e che influenzerà alcune decisioni e soprattutto contribuirà all’evoluzione di alcuni trend già in atto. Come lo sviluppo sostenibile delle città le influenzerà?

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Sviluppo sostenibile delle città: tre trend che rivoluzioneranno i centri urbani

Abbiamo rintracciato, per semplificare, tre tendenze che ci aspettiamo possano essere i punti cardini della trasformazione dei centri urbani, da qui ai prossimi 30 anni.

Auto addio

Sebbene sul fronte della mobilità la tendenza in atto sia quella di passare gradualmente all’utilizzo di vetture elettriche, al fine di risolvere il problema delle emissioni nocive, in alcune realtà sparse per il mondo sembra che si stia optando per una decisione molto più radicale: quella dell’eliminazione totale delle auto nei centri urbani. L’obiettivo è sicuramente quello della riduzione dell’inquinamento ma ce n’è anche un’altra. Lo spazio urbano è e sarà sempre più prezioso: perché sprecarlo con strade, ponti, parcheggi e, appunto, auto?
E’ sicuramente difficile immaginare come lo sviluppo sostenibile delle città possa prevedere la messa al bando delle auto ma possiamo assicurarvi che in qualche centro urbano questo sta avvenendo. A Ghent, in Belgio, ad esempio, già da una decina di anni è stato vietato l’accesso delle auto in un’area piuttosto allargata del centro e, stando ai piani, proprio quest’anno, il perimetro verrà ulteriormente allargato. Per non parlare di Oslo che già nel 2015 aveva varato il divieto di transito delle auto private nel centro città e con il nuovo Piano approvato dall’amministrazione l’anno successivo questo divieto è stato esteso ai taxi a partire dal 2020. Oltre allo stop alle auto, Oslo ha anche eliminato gran parte dei parcheggi, sostituiti da piste ciclabili.
Anche Barcellona sta facendo dei passi in tal senso con una serie di misure e di divieti di circolazione che hanno come obiettivo la riduzione del 60% del quantitativo di auto su strada e del 21% del traffico congestionato.

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Alta densità

Nei grandi centri urbani lo spazio scarseggia e ridurre il consumo di suolo è uno degli imperativi più importanti per lo sviluppo sostenibile delle città. E’ per questo motivo che quando si parla di ottimizzazione degli spazi ci si riferisce al concetto di alta densità, che vuol dire concentrare tutte le attività umane nel minor spazio possibile e nello sfruttare

Le città saranno sempre più progettate e costruite su piccole aree, che favoriranno l’accesso a tutti i servizi. L’adozione di questo modello non significa però il dover rinunciare alla presenza, ad esempio, di verde, fondamentale in un’ottica di sviluppo sostenibile delle città. Ma anche in questo caso l’imperativo è ottimizzare e razionalizzare.

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Sì, quindi, alle infrastrutture verdi e allo sfruttamento di tutti gli angoli inutilizzati dei centri urbani per farci crescere piante, fiori e arbusti, come sta facendo Londra con il suo progetto 100 Pocket Parks. Ma ben vengano anche i grandi parchi, meglio se progettati in modo alternativo. Un esempio è il Liberty Park di New York, un parco sopraelevato da 50 milioni di dollari, che si estende per oltre quattromila metri quadrati vicino al ‘One World Trade center’, e da cui si può ammirare la città dall’alto.

Edifici sempre più alti

Risponde sempre all’ottica di ottimizzazione degli spazi, di riduzione del consumo di suolo ma anche di gestione più efficiente dei consumi energetici, l’ultimo trend, già in voga: quello di edifici sempre più alti. Lo sviluppo sostenibile delle città porterà sempre più a costruire in altezza, anche se in qualche caso questo trend sembra stia quasi diventando una gara fra architetti e città del mondo per chi si accaparra il primato. Attualmente il podio tocca al Burj Khalifa di Dubai con un’altezza di 828 metri.

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Segue la Tokyo Sky Tree di 634 metri e la Shangai Tower con i suoi 632 metri. Ma la classifica potrebbe presto cambiare perché è in previsione la realizzazione di tre grattacieli cosiddetti ‘megatall’ in Wuhan, Kuala Lumpur e Jeddah. E probabilmente non saranno gli unici perché secondo le previsioni del Council on Tall Building and Urban Habitats (CTBUH), da qui al 2020 il numero degli edifici che supereranno i 180 metri raddoppierà.